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Coppia minima per sorridere in absentia

Molti giochi di parole sfruttano la somiglianza di suoni di due parole che può essere in praesentia se le parole vengono accostate (ad es. “traduttore traditore”) oppure in absentia* se invece la seconda parola, assente, viene evocata dal contesto. Un esempio in inglese:

Due topi davanti alla tana di un terzo topo dicono “We’d like to talk to you about cheeses”. Didascalia: “Church mice”

Coppie minime

Il meccanismo umoristico della vignetta con i topi evangelizzatori gioca in absentia con un elemento di una coppia minima, due parole di una stessa lingua che si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che è sufficiente a distinguerle conferendo loro significati diversi.

Le due consonanti distintive di questa coppia minima sono affricate postalveolari:
sorda /ʧ/ di cheeses /ˈtʃiːzəs/, “formaggi” 
sonora /ʤ/ di Jesus /ˈdʒiːzəs/, “Gesù”

In italiano un esempio paragonabile è la coppia minima cielo gelo.

Altri esempi in inglese con le stesse consonanti distintive ma ortografia alquanto diversa sono cheapjeep, larchlarge, searchsurge, H (aitch) – age.   


Anche questa vignetta americana sfrutta la coppia minima cheeses – Jesus per lo stesso effetto umoristico, ma la parola assente è evocata da informazioni extralinguistiche diverse:

Uomo apre la porta e si trova davanti due forme triangolari di formaggio con camicia e cravatta che gli chiedono “Have you heard the good news about cheeses?”

Rispetto alla vignetta con i topi descritti esplicitamente come “di chiesa”, qui il gioco di parole risulta meno immediato perché richiede conoscenze enciclopediche più specifiche: bisogna riconoscere il riferimento evangelico the good news about Jesus, ricorrente in contesti religiosi, e sapere che camicia bianca e cravatta sono la divisa dei missionari mormoni.


* Dal libro Parole in gioco di Stefano Bartezzaghi

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11 commenti a “Coppia minima per sorridere in absentia

  1. 3 aprile 2018 09:47

    Enrico:

    Per quanto riguarda la seconda vignetta, il collegamento pù immediato qui da noi sarebbe quello con i testimoni di geova.
    Il messaggio passa ugualmente, seppur veicolato da mezzi simili.

  2. 3 aprile 2018 12:53

    Licia:

    @Enrico, in Italia però i testimoni di Geova non sono identificati dal loro abbigliamento. 🙂
    Senza avere già visto anche la prima vignetta, molto più esplicita, anche la seconda sarebbe stata subito ovvia per chi non è di madrelingua inglese? Forse no.

  3. 3 aprile 2018 14:13

    Matteo:

    Anche se non portano una divisa riconoscibile, i testimoni di Geova fanno molta attenzione all’abbigliamento (uomini incravattati a qualsiasi età, ad esempio), hanno sempre tra le mani qualche rivista e si aggirano con fare circospetto… Segni distintivi piuttosto chiari, secondo me (ovviamente con questo non intendo discriminare chi esce a comprare il giornale la domenica mattina vestito di tutto punto :-))

  4. 3 aprile 2018 15:43

    Enrico:

    @Licia io ho sempre avuto l’immagine del testimone di Geova in camicia, cravatta e valigetta, ma magari è un’impressione soggettiva 🙂

  5. 4 aprile 2018 10:39

    Flavia:

    Sebbene simili, trovo che la prima vignetta sia più divertente della seconda che appare un po’ forzata: la prima è surreale ma credibile (ai topi piace il formaggio), la seconda un po’ meno: non a tutti gli esseri umani piace il formaggio.
    In sostanza, a me sembra più efficace il binomio topi+’cheeses/Jesus’ piuttosto che uomo+’cheeses/Jesus’, nel (non)senso che i topi evangelizzatori hanno maggiori possibilità di farsi ascoltare rispetto i formaggi in camicia e cravatta.

  6. 4 aprile 2018 11:37

    Daniele A. Gewurz:

    @Flavia: “non a tutti gli esseri umani piace il formaggio”. Ma se è per questo non a tutti gli esseri umani piace Gesù. 🙂 Quindi ha ancora più senso: predicare il formaggio ai topi non richiederebbe un grande proselitismo.

  7. 4 aprile 2018 14:09

    Licia:

    @Matteo, @Enrico in effetti ormai è parecchio tempo che non mi capita di avere incontri diretti con i testimoni di Geova e quelli che mi capita di vedere per strada sono quasi sempre donne, quindi forse sono stata troppo pessimista sulla comprensibilità della seconda vignetta.

    Vignette a parte, penso che solo agli americani piaccia portare la cravatta abbinata a camicia bianca a maniche corte di poliestere, indossata direttamente sulla pelle – divisa estiva non solo dei mormoni ma anche degli impiegati, come si può vedere nei film americani e nelle strisce di DIlbert di qualche anno fa.  😉

    Dilbert[6]

    @Flavia, una caratteristica delle vignette di Bizarro sono proprio le situazioni surreali in cui ruoli e punti di vista vengono ribaltati o scambiati, cfr. switcheroo. Il bello dell’umorismo è proprio che ce ne sono moltissimi tipi, per tutti i gusti, ad esempio io ammetto di avere un debole non solo per i giochi di parole ma anche per le assurdità (e immagino anche @Daniele).  😀

  8. 4 aprile 2018 20:29

    Flavia:

    @Licia: condivido il gusto per le ‘bizzarrie’ in generale e linguistiche in particolare: http://www.treccani.it/vocabolario/bizzarro/ è un aggettivo che si ritrova, non a caso, anche in enigmistica.
    (la mia proposta di traduzione per ‘switcharoo’ è ‘strambo’)

  9. 6 aprile 2018 08:40

    Licia:

    @Flavia, hai visto anche i commenti nel post su switcharoo? Ci sono varie alternative.

  10. 7 aprile 2018 19:28

    Flavia:

    Sì, Licia, ho visto le proposte di traduzione per ‘switcheroo’ e sono tutte accettabili; la mia un po’ meno, perché ‘devia’ come mio solito. Ma è di questo che stiamo parlando, in fondo: scarto semantico, bisticcio, doppio senso, gioco di parole e le sue definizioni (come spiega molto bene Stefano Bartezzaghi qui: http://www.treccani.it/enciclopedia/giochi-di-parole_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29/).
    Provo a spiegare meglio la differenza fra le due vignette: nella prima la situazione è incongrua ma ‘accettabile’ perché sposta lo scambio semantico su un piano totalmente fantastico (un mondo di topi religiosi); la seconda è problematica, non tanto per i formaggi travestiti (non ci sarebbe alcun problema se ad aprire la porta fosse un altro formaggio), ma perché c’è un essere umano ed è questo l’elemento incongruo, secondo me. L’uomo, a differenza dei topi, potrebbe anche essere un fedele di qualche religione e non gradire il gioco di parole (oltre il formaggio).
    Non saprei, ma la vignetta di Bizarro è troppo ‘complicata’ e faccio un po’ fatica a decodificarla.

  11. 5 giugno 2018 15:15

    Provi:

    Grazie, interessante

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