Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Parole per bibliofili e bibliomani

Leaving a book unread after buying it, typically piled up together with other unread books.
Immagine: Lost in translation di Ella Frances Sanders

Tsundoku è una parola giapponese che descrive l’abitudine di comprare libri e lasciare che si ammucchino non letti assieme ad altri libri.

In inglese è spesso associata a book hoarder, l’accumulatore seriale di libri. E può richiamare la bibliomania, la mania compulsiva di acquistare e collezionare libri.

Striscia “A survey of the layers in the teetering pile of unread books next to my bed” di Tom Gauld

In inglese ci sono altre parole classicheggianti come bibliotaph o bibliotaphist, chi ammassa libri e li nasconde o li mette sotto chiave (da τάφος, tomba), bibliolatry, bibliolatria o eccessiva ammirazione per i libri, biblioklept, il bibliocleptomane (o anche chi “dimentica” di restituire i libri presi in prestito), e abibliophobia, la paura di rimanere senza niente da leggere. Ovviamente non può mancare bibliophilia, l’amore per i libri dei book lover

Più divertente il neologismo librocubicularist, chi legge libri a letto, dal latino liber + cubiculum, la camera da letto.

vignetta My library di Tom Gauld con libri classificati in clori diversi: Read, Intending to read, Half-read, Will never read, Saving for when I have more time, Purely for show...
Vignette di Tom Gauld

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3 commenti a “Parole per bibliofili e bibliomani”

  1. 16 marzo 2018 11:05

    Flavia:

    Nel rimando a Oxford Dictionaries trovo ‘librocubicultarist’ ed è davvero interessante la spiegazione che ne viene data: indica – nei circoli letterari – colui che legge libri a letto, da ‘liber’ + ‘cubiculum’. In realtà la formazione è con ‘libro’ + ‘cubicul(T)um’.

  2. 16 marzo 2018 16:37

    Licia:

    @Flavia: le occorrenze di librocubicultarist sono nettamente inferiori a quelle di librocubicularist e riconducibili in gran parte all’articolo di Oxford Dictionaries, quindi è probabile che si tratti di un refuso. Come hai già fatto notare, la presenza della t è anomala se si considerano meccanismi di formazione delle parole inglesi. Il suffisso usato qui per indicare persona associata a una particolare attività è arist, cfr. diarist, seminarist, secularist, plagiarist, obituarist. Probabilmente chi ha aggiunto la t è stato influenzato da altre parole più comuni come guitarist, artist, antimilitarist, documentarist, in cui però la t non appartiene al suffisso ma alla radice a cui viene aggiunto: è un fenomeno di segmentazione arbitraria che viene descritto come rianalisi.

  3. 16 marzo 2018 20:20

    Flavia:

    Un semplice refuso, pertanto. Avevo sopravvalutato le capacità di inventiva dei frequentatori di circoli letterari; pensavo fosse un richiamo a https://www.etymonline.com/word/cult.