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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

La traduzione di “shithole countries” (Trump)

“Why are we having all these people from shithole countries come here?” Trump said, referring to African countries and Haiti.

Ha destato scalpore un’esternazione di Donald Trump che si è lamentato del numero di immigrati da paesi africani e da Haiti, che ha descritto come shithole countries. È un’espressione così volgare che vari media americani l’hanno censurata usando asterischi, s***hole o sh*thole.

In italiano molti hanno riportato le parole di Trump dando un’interpretazione letterale di shit+hole. Le traduzioni più ricorrenti sono “cesso di paesi”, “cessi di paesi”, “paesi cesso”, ma ho visto anche “stati latrina”, “paesi cacatorio / cacatoio”, “paesi cacamerda” e “paesi buchi di escrementi” (e anche qualche riferimento anatomico). Nessuna di queste traduzioni però mi pare adeguata.

In inglese shithole è usato principalmente con il significato figurato di posto schifoso, squallido, lurido o detestabile dove vive o si trova qualcuno. Esempi d’uso: this place is a total shithole, living in a shithole. Nella forma aggettivale (shithole+sostantivo) una delle collocazioni principali è proprio shithole country.

collocazioni shithole

Esiste inoltre un’espressione simile ma meno volgare, mudhole (fango anziché escrementi!), che ribadisce che hole va interpretato con il senso figurato di “posto”. Cfr. anche hellhole, che fa parte di una serie di x-hole per indicare luoghi orribili (in questo caso infernale!). 

Anche questa battuta conferma che shithole è un’espressione altamente spregiativa per place:

Tweet con foto di un Trump Hotel e il commento «Hey did you know that “shithole” is an anagram for “his hotel”?»

Per spiegare in italiano la gravità delle parole shithole country vanno quindi scartate traduzioni “da dizionario”, come cesso, e va invece cercata un’espressione equivalente. Cosa direbbe un italiano volgare per parlare con disprezzo di un paese? Concordo con chi ha optato per paese di merda.
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Aggiornamenti – In Great Moments in ‘Shithole’ Literature il lessicografo Ben Zimmer ha ricostruito la storia dell’espressione, con molti esempi d’uso. Translating Trump (Language Log) raccoglie invece esempi e riferimenti sulla traduzione di shithole countries; nelle lingue neolatine prevale la stessa soluzione: in spagnolo países de mierda, in catalano països de merda, in francese pays de merde.
[Nuovo] Analisi molto dettagliate anche in Shitholes around the world (James Harbeck in Strong Language) e Word of the week: Shithole (Nancy Friedman); altri riferimenti italiani e vignette nei commenti qui sotto.

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Vedi anche: Parole proibite alla TV americana (implicazioni dei tabù linguistici) e “Lost in Trumpslation” (perché è difficile tradurre l’idioletto di Trump).


Nota: i grafici ottenuti con Google Ngram Viewer danno indicazioni sulle tendenze d’uso, cfr Nuove funzionalità di Google Ngram Viewer.

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16 commenti a “La traduzione di “shithole countries” (Trump)”

  1. 12 gennaio 2018 10:45

    Mauro:

    Beh, anche in italiano si usa buco (talvolta aggiungendo di culo) per intendere un posto schifoso.

  2. 12 gennaio 2018 12:40

    Mauro Morello:

    Più che “schifoso” un “buco di posto” l’ho sempre identificato con un posto piccolo e scuro, ma senza accezione di disgusto. Es. “Lavoro in un buco” oppure “Ha un buco di appartamento”

  3. 12 gennaio 2018 13:51

    Mauro:

    Io devo essere sincero, buco lo ho sempre sentito nell’accezione di schifoso, indipendentemente dalle dimensioni, anche se comunque come espressione non la sento forte come il corrispettivo inglese.

  4. 12 gennaio 2018 19:08

    Licia:

    Anche per me un buco è un ambiente angusto e buio, che in aggiunta può essere anche squallido.

    Intanto ho aggiornato il post con le espressioni usate dai media di altre lingue romanze: países de mierda in spagnolo, països de merda in catalano, pays de merde in francese.

  5. 13 gennaio 2018 09:05

    Sergio:

    In realtà sto vedendo che neanche in Spagna sono tutti d’accordo con quella scelta. Qualcuno suggerisce anche di sfruttare la ricchezza delle lingue romanze e usare un suffisso dispregiativo, in questo caso per esempio mi viene in mente “postaccio”. A seconda della situazione si potrebbe optare anche per una scelta del genere.

  6. 13 gennaio 2018 09:25

    Licia:

    @Sergio, le connotazioni di postaccio però sono del tutto diverse perché non è una parola minimamente volgare, a differenza di shithole che ha scioccato proprio perché non ci si aspetta un linguaggio del genere dal presidente degli Stati Uniti.

  7. 13 gennaio 2018 15:14

    Fulvio:

    Concordo anche io. Noi italiani, tra amici, se arrivassimo in un posto che fa proprio schifo esclameremmo probabilmente: “Che posto di m.!” Non useremmo mai la parola “cesso”. Alternative come “postaccio” o “tugurio”, secondo me, sono di registro leggermente più alto e pertanto non adeguate. La stessa parola “cesso” non rende l’idea e, in senso figurato, è solitamente riferita a persone.

    Chiudo questo mio (primo) commento in questo blog (che apprezzo molto) facendo i miei complimenti all’autrice e chiedendole se ha pensato di scrivere un post sull’uso, assolutamente scorretto, della parola “shopper” per descrivere i sacchetti di plastica. Con la polemica sui sacchetti dei giorni scorsi, in tutti i media si è usata questa parola inglese in modo a dir poco improprio.

  8. 13 gennaio 2018 17:59

    Massimo:

    Io ho pensato subito all’espressione idiomatica, volgare in italiano quanto shithole in inglese, di “buco del culo del mondo”, detta di solito per indicare un posto specifico: il tale ” viene da ***, che è il buco del culo del mondo”. Per tradurre la frase di Trump, anche a me “paesi di merda” (o anche un più sciolto “posti di merda”) sembra la soluzione migliore

  9. 13 gennaio 2018 19:19

    Licia:

    @Fulvio, grazie! Sui sacchetti di plastica, vedi Shopper a Milano e a Roma (e altri anglicismi). A quanto pare a Roma è proprio il sacchetto per la spesa.

    @Massimo, ho visto che anche altri hanno fatto questa associazione, però shithole in inglese non fa pensare a un posto lontano da tutto e da tutti: immagino che per Trump anche il Messico e Porto Rico siano shithole countries. C’è un’espressione americana volgare che usa una metafora paragonabile a quella italiana, ass end of space (in inglese britannico arse) ma normalmente si usa un modo di dire neutro, in the middle of nowhere.

    Aggiungo che paese di merda è una collocazione. Si trovano decine di migliaia di occorrenze precedenti a questa vicenda e si è addirittura pronunciata la corte di cassazione in merito all’uso dell’espressione riferita all’Italia, cfr. È reato dire “Italia paese di merda”?


    A proposito di shithole = wretched place, aggiungo la rappresentazione del vignettista britannico Martin Rowson (oltre a Donald Trump si riconosce anche Theresa May):

    “Well, if you know a better shithole”

    “Well, if you know a better shithole” fa riferimento a una vignetta della prima guerra mondiale di Bruce Bairnsfather, “Well, if yer knows of a better ’ole, go to it! E sono stati proprio i soldati in guerra che hanno iniziato a usare shithole con il significato di posto orrendo.

    vignetta di due soldati in trincea. in luogo desolatissimo con bombardamenti ovunque: “Well, if yer knows of a better ’ole, go to it!”

  10. 13 gennaio 2018 19:30

    Flavia:

    Propendo anch’io per un generico ‘posti di merda’.
    Comunque sia la traduzione dell’esternazione trumpiana ha dato da pensare a molti: http://www.newsweek.com/how-do-you-say-shithole-spanish-chinese-and-other-languages-foreign-780684

  11. 15 gennaio 2018 08:30

    Simonetta:

    Da noi peró si usa “un cesso di posto”.. in frasi come: sono andata al bar XY, era un cesso di posto..

  12. 15 gennaio 2018 09:19

    Licia:

    @Simonetta però se ci fai caso “è un cesso” è un commento che si fa solo dopo aver visto o toccato con mano: si dice di qualcosa di specifico di cui si ha esperienza diretta.
    Cfr. la domanda “Cosa direbbe un italiano volgare per parlare con disprezzo di un paese?” e immaginala riferita a un razzista che si riferisce in modo generico a paesi di migranti dove non è mai stato.

  13. 15 gennaio 2018 12:13

  14. 15 gennaio 2018 14:54

    Licia:

    @Enrico l’avevo visto su Twitter. 😀
    Opera di Robin Bell (@bellvisuals) che da tempo proietta scritte sulla facciata del Trump Hotel di Washington.

    (in questa pagina è attivata l’opzione do not track per Twitter)

    Aggiungo anche qualche vignetta sul mondo visto attraverso gli occhi di Trump: 

    Trump worldmap
    Peter Kuper per The New Yorker

    The World According to Trump
    Ted Rall per aNewDomain

    Shit-Hole-Countries

    Wonkette

  15. 15 gennaio 2018 19:27

    Luigi Muzii:

    Nessun toscano, vedo…

  16. 11 aprile 2018 17:00

    Loretta:

    Concordo sul fatto che “Paesi di merda” si avvicini con buona approssimazione al senso originale, tanto a livello semantico quanto di registro. Forse sarebbe ancor più aderente a “Shitty countries” nel senso che “shitty” è un po’ più generico ove l’aggettivato “shithole” descrive con precisione un posto schifoso per povertà e/o condizioni igieniche e/o socio-economiche. Eventualmente si potrebbe trovare un’alternativa nel termine “fogna”, per esempio: “gente che arriva in America da certe fogne (di Paesi)”, che resta nel campo semantico delle feci ma anche in italiano può essere usato in senso figurato per descrivere un postaccio. Considerando l’intento apertamente dispregiativo, questa scelta assimilerebbe la gente che Trump tanto disprezza ai ratti. Nel complesso però “Paesi di merda” mi sembra la soluzione più spontanea e naturale.

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