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#Spelacchio è bello (e istruttivo!)

L’albero di Natale allestito dal Comune di Roma in piazza Venezia appare così misero che gli è stato affibbiato il nomignolo #Spelacchio e si sono scatenate le ironie. 

@PoliticaPerJedi: Forse anche #Spelacchio avrebbe preferito chiudere la sua carriera rallegrando il Natale nel fuoco di un camino invece che esposto al pubblico ludibrio -- @DavidSassoli: Vi presento Spelacchio, secondo albero di Natale “addobbato” nell'era Raggi. Cavallette ne abbiamo?

Dalle foto è difficile capire se l’abete sia davvero così malandato e poco decorato ma una cosa è certa: il nome Spelacchio è molto efficace e ricco di spunti lessicali.

Caratteristiche del nome

Alcuni degli aspetti che rendono il nome particolarmente efficace sono palesi.

Trasparenza: si capisce subito che deriva da spelacchiare
Conformità: è una parola italiana ben formata
Unicità: non si confonde con nomi già esistenti 
Memorabilità: è facile da ricordare
Spiritosità: è divertente per connotazioni e associazioni

Origine e connotazioni

All’origine di spelacchio c’è il verbo spelacchiare, derivato da spelare con suffisso intensivo e peggiorativo. Basta una sola parola per pensare, con un pizzico di compatimento, a un animale o a un pupazzo che ha il pelo rado per usura, età o malattia: è una triste condizione che il malcapitato non può contrastare (come l’uomo rassegnato perché gli sono rimasti pochi capelli in testa). 

tweet di @spelacchio: “Che la tristezza sia con voi” “Comunque io ai miei tempi ero un bell’arbusto”  “Ho più follower che rami”

Uno dei modi più comuni per formare nomi canzonatori è l’uso di suffissi alterativi, in particolare l’accrescitivo –one che conferisce un’intensificazione peggiorativa ma ironica: basti pensare a rimastone, riciclone, ciaone.

Chi ha pensato a Spelacchio però ha evitato la soluzione più ovvia, spelacchione o spelacchiatone da spelacchiato (o in alternativa spelacchiaccio, spelacchionzolo o simili) e invece ha preferito un tipo di derivazione meno frequente.    

Neoformazione a suffisso zero

Spelacchio è una formazione a suffisso zero. Si distingue dalla più comune suffissazione perché si ottiene da verbi della prima coniugazione aggiungendo alla radice del verbo solo la desinenza –o oppure –a. Esempi: notificare notifica, collaudare collaudo, rimborsare rimborso.

In italiano (non so in romanesco!) è un meccanismo poco comune, usato quasi esclusivamente nel linguaggio burocratico e tecnico. Mi piace pensare che questa caratteristica contribuisca a conferire un’ulteriore connotazione ironica all’abete dell’amministrazione capitolina.

Associazioni ad altre parole

Nel nostro lessico non abbiamo molti sostantivi che terminano in –acchio e quindi Spelacchio li richiama: non solo pennacchio ma anche cacchio, spauracchio, sputacchio e scaracchio, tutti con connotazioni negative che rendono il nome Spelacchio ancora più beffardo.   

De' #Spelacchio nun m'emporta un cacchio. Er problema della città so' le buche da sistema' e la monnezza: #Raggi mettice 'na pezza.

Un nome istruttivo!

Ho appena fatto un tipo di analisi che si usa anche per il lavoro terminologico, ad es. nelle valutazioni di globalizzazione e per denominare concetti ad alta visibilità: vanno identificate non solo le caratteristiche distintive ma anche eventuali connotazioni e associazioni nella lingua 1 per poter poi decidere se e quali cercare di riprodurre nella lingua 2.

Ho dedicato spazio a un nome effimero come Spelacchio perché le parole divertenti ed efficaci mettono in evidenza le grandi capacità espressive dell’italiano e ci aiutano ad apprezzare meccanismi lessicali di cui forse non siamo consapevoli.

Infine, credo che Spelacchio e le sue caratteristiche avrebbero qualcosa da insegnare anche a comunicatori, istituzioni e aziende che a soluzioni italiane privilegiano l’inglese, spesso “un impiego tanto decorativo quanto superficiale, incongruo e stucchevole”, come sintetizza Annamaria Testa in Parole inglesi di cui potremmo serenamente fare a meno. Non si rendono conto che l’italiano è molto più efficace, basta saper padroneggiare i suoi meccanismi!  
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Vedi anche: Scelte terminologiche: ringare, Rrring! e trillo per un esempio di analisi di termine ad alta visibilità..


Riferimenti: ho tratto gli esempi di formazioni a suffisso zero da Le parole del lessico italiano di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, autori anche di Che cos’è un neologismo. Sono due libri tascabili che vi consiglio perché pratici da consultare, di lettura molto piacevole e ricchi di informazioni.

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Un commento a “#Spelacchio è bello (e istruttivo!)”

  1. 22 dicembre 2017 08:01

    Licia:

    Si continua a discutere di Spelacchio, ormai dichiarato ufficialmente morto. Non ha mai retto il confronto con l’abete di piazza San Pietro, soprannominato Rigoglio per l’aspetto, perché fa rima con orgoglio e perché è l’abete di Bergoglio.

    Spelacchio in inglese

    Intanto la notizia ha fatto il giro del mondo. In inglese due aggettivi ricorrenti per spiegare il nome Spelacchio sono mangy (da mange, rogna o scabbia) nelle accezioni di sciatto e di striminzito, e baldy, pelato.

    Altre descrizioni rimarcano l’aspetto rachitico, consunto o malaticcio – thin-branched, feeble-looking, threadbare, sickly appearance – ma anche quello degradato – ugly and shabby – e allampanato – gangly thing – e c’è chi l’ha paragonato a un pollo spennato, looking like a plucked chicken.

    In Rome’s €50,000 Christmas tree has been declared dead c’è anche un rimando a un famoso sketch dei Monty Phython: The Christmas tree erected in Piazza Venezia at a cost of nearly €50,000 is deceased, no more, bereft of life (cfr. Cultura inglese: il pappagallo morto).

    Non manca il riferimento a una canzone natalizia: il verso how lovely are thy branches di una delle versioni inglesi di O Tannenbaum diventa how mangy are thy branches.

    Altre formazioni a suffisso zero

    Ho notato un altro esempio di formazione a suffisso zero, determina da determinare, sinonimo burocratico di delibera (a sua volta da deliberare) in questo tweet che fa riferimento alla procedura usata per il trasporto e l’installazione dell’albero:

    determina Spelacchio

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