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Stati Uniti: cos’è un mass shooting?

mass shootings - Tom Curry
VIgnetta: Tom Curry; NRA è National Rifle Association, la lobby delle armi

Il tema di ieri di Tutta la città ne parla a Radio 3 era L’America delle armi. Ho partecipato anch’io con un intervento su mass shooting, in inglese l’espressione più frequente per descrivere quanto successo a Las Vegas il primo ottobre.

Le parole più usate dai media italiani sono strage e massacro, ma anche eccidio, mattanza, omicidio di massa. Come prevedibile è usato anche il calco sparatoria di massa. C’è però anche chi ha preferito usare l’anglicismo mass shooting. È una scelta giustificata?

Cosa si intende con mass shooting

Il significato generico di mass shooting è noto: è un episodio violento che causa diverse vittime da armi da fuoco.

Negli Stati Uniti però la locuzione è da tempo sotto discussione perché non esiste un’unica definizione. A seconda del significato che le viene attribuita cambia il conteggio del numero di mass shooting effettivamente avvenuti e questo può influenzare il dibattito già molto acceso e politicizzato sulle armi da fuoco.

Was the Las Vegas mass shooting the 273rd this year? Or the seventh? Or somewhere in between?

Le diverse definizioni variano in base a più caratteristiche
♦  numero minimo di vittime
♦  conteggio solo dei morti o anche dei feriti
♦  conteggio o meno dell’eventuale morte dello sparatore
♦  tempo e/o luogo della sparatoria 
♦  scelta delle vittime   
♦  motivazioni (inclusi o esclusi terrorismo, criminalità ecc.). 

Esempi:
minimo 3 morti1
minimo 4 morti escluso/i sparatorie/i, in luogo pubblico, vittime scelte indiscriminatamente, escluse motivazioni ideologiche o economiche2
minimo 4 morti e/o feriti escluso/i sparatorie/i, in un unico evento nello stesso luogo e nello stesso lasso di tempo3

Viene anche fatta la distinzione tra mass murder (omicidio di massa, ad es. per regolamento di conti tra criminali), mass shooting e mass public shooting4.

In italiano, calco o prestito?

Nell’uso italiano il calco sparatoria di massa è una descrizione generica intercambiabile con altre descrizioni, come ad es. strage da arma da fuoco. Non c’è quindi piena equivalenza con mass shooting, che come abbiamo appena visto è una locuzione che sottintende una certa complessità.

Nonostante le differenze, in italiano l’anglicismo non è giustificato perché comunque le connotazioni e i rimandi aggiuntivi sono persi al di fuori del contesto americano.

L’importanza delle definizioni

Il dibattito sul significato assegnato a mass shooting ci ricorda l’arbitrarietà del segno linguistico e anche una differenza culturale: negli Stati Uniti viene data maggiore importanza alle definizioni, anche per il lessico comune, cfr. Leggi e dizionari (negli Stati Uniti).

Per evitare ambiguità sarebbe sempre buona norma fornire brevi definizioni: un esempio in Impariamo dalle note terminologiche della BBC! Peccato che i media italiani adottino raramente questa pratica.

Altre parole sulle armi e il loro controllo

Nel mio intervento a Radio 3 ho fatto anche altri esempi di parole che nell’uso americano possono essere connotate, come ad es. gun rights vs gun control e active shooter situation, già descritti in USA: armi, lessico e “gundamentalist”.

Vedi anche: neutralize ≠ neutralizzare


Fonti citate:
1 Investigative Assistance for Violent Crimes Act of 2012
2 Public Mass Shootings in the United States 
3 Gun Violence Archive 
4 Mass Murder with Firearms: Incidents and Victims, 1999-2013, basato su una definizione dell’FBI

Altre fonti:
The math of mass shootings 
The squishy definition of ‘mass shooting’ complicates media coverage
How many mass shootings have there really been in 2017? It depends on the source

we need more guns
Vignetta: Clay Jones

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4 commenti a “Stati Uniti: cos’è un mass shooting?”

  1. 7 ottobre 2017 11:36

    Sandro:

    Come avevo detto su Twitter, almeno a me, sparatoria di massa fa pensare ad una situazione, più ipotetica che altro, dove tutti sparano a tutti.
    Il fatto che in italiano non abbiamo tutta questa necessità di definire dei termini specifici per discriminare fra queste abberrazioni diciamo che, da un certo punto, mi tranquilizza, nel senso che significa che il problema di avere psicopatici che vanno in giro a fare mattanze è un problema che, almeno per ora e incrociando le dita, non abbiamo (le nostre stragi sono quasi sempre legate alla criminalità organizzata).

  2. 7 ottobre 2017 11:40

    Nautilus:

    Davvero ci sono discussioni per stabilire il confine in termini di morti sopra il quale si può parlare di mass shooting?
    Tutto ciò mi ha fatto pensare al paradosso del sorite (quello dei granelli e del mucchio di sabbia).

  3. 7 ottobre 2017 21:18

    Carla Crivello:

    Perché non tradurre “sterminatori”, termine utilizzato per il titolo di un libro (2007) del criminologo italiano Angelo Zappalà?

  4. 11 ottobre 2017 16:20

    Licia:

    @Sandro, dopo aver scritto il post ho fatto più attenzione all’uso di sparatoria nei media e ho visto che in contesti italiani può descrivere sia più persone che si fronteggiano con armi da fuoco ma anche un unico sparatore, e che avviene soprattutto per strada o in altri luoghi aperti (esempi).  Del tutto d’accordo sulle altre considerazioni!

    @Carla, implicherebbe però usare anche sterminare e sterminio che vogliono dire “eliminare, uccidendo fino all’ultimo individuo, senza lasciare sopravvissuti” (Dizionario De Mauro).

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