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“Thoughts and prayers” dei politici americani

Do something - Paul Kinsella
Vignetta: Paul Kinsella

Dopo gli oltre 50 morti e quasi 600 feriti del massacro di Las Vegas molti politici americani si sono affrettati a dichiarare che i loro thoughts and prayers sono rivolti alle vittime. Negli Stati Uniti “pensieri e preghiere” è da tempo la frase di circostanza che ci si aspetta dopo stragi, disastri naturali e altri eventi tragici su larga scala.

Cliché e binomio lessicale

La locuzione thoughts and prayers appare spesso nelle vignette satiriche perché è avvertita ormai come un cliché. Succede anche perché è una collocazione, e più precisamente un binomio lessicale: una coppie di parole della stessa categoria grammaticale, unite da una congiunzione, che si presentano in un ordine fisso, determinato da tendenze fonologiche, metriche, semantiche e pragmatiche.

Riferimenti religiosi

Il linguista J. Harbeck ha analizzato gli aspetti che hanno cristallizzato la collocazione preferendola a *prayers and thoughts. Non si trova nella bibbia ma sarebbe comunque riconducibile alla formula "thought, word, and deed" del confiteor (“pensieri, parole, opere) che per Harbeck determina anche l’ordine thoughts and prayers. È una sequenza ordinata dall’interno verso l’esterno: prima si pensa e poi si formula una preghiera che eventualmente potrebbe avere un impatto sul mondo esterno.

Nel caso dei politici americani però molto raramente thoughts and prayers sono seguiti da azioni concrete.

vignetta di Ann Telnaes
Vignetta: Ann Telnaes

Traduzione italiana

I media italiani riportano spesso traduzioni letterali di thoughts and prayers, ad es. “i miei pensieri e le mie preghiere vanno alle vittime”, ma sono frasi artefatte che perdono le connotazioni della frase americana.

Interviene infatti una differenza culturale: in queste circostanze in italiano si esprime vicinanza alle vittime e non ci si aspetta che un laico che ricopre una carica pubblica dichiari anche la propria intenzione di preghiera.

Per lo stesso motivo trovo curioso che molti italiani sui social adottino hashtag del tipo #PrayForX, immancabili dopo ogni evento tragico, come #PrayForVegas. Non me li vedo a esortare pubblicamente alla preghiera persone reali nella vita reale!

MY THOUGHTS AND PRAYERS ARE WITH YOU… AND THANK THE LORD FOR YOUR GENEROSITY
Vignetta di Daryl Cagle del 2015 (San Bernardino) con un riferimento ai repubblicani (elefante) e alla potentissima National Rifle Association.


A proposito di frasi di circostanza, Donald Trump è stato molto criticato per avere twittato “warmest condolences” dopo il massacro di Las Vegas. In inglese infatti le condoglianze non sono mai le più calorose ma le più profonde, deepest.


Vedi anche:

freccia282 Cosa si può dire? Amen! (ma in inglese ha un altro significato)
freccia282[4] Binomi lessicali italiani e inglesi (diverso ordine: vivo o morto vs dead or alive e altri esempi)

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Un commento a ““Thoughts and prayers” dei politici americani”

  1. 7 ottobre 2017 16:35

    Licia:

    Segnalo il nuovo post Stati Uniti: cos’è un mass shooting? e aggiungo un video in tema del New York Times in cui è ricorrente il riferimento al thoughts and prayers dei politici.

    [Nota di servizio: nelle pagine del blog è attivato il parametro "twitter:dnt" (do not track) che dovrebbe impedire a Twitter di raccogliere i dati di navigazione di chi visualizza il video]

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