Cacozelia: oscuro il termine ma non il concetto!

“Dropping unnecessarily obscure or foreign words into conversation so as to appear well educated and informed is called CACOZELIA”

La parola cacozelìa è un cultismo di bassissima frequenza che andrebbe recuperato: mi pare perfetto per descrivere i discorsi infarciti di Inglesorum.

È un latinismo di origine greca che significa cattiva imitazione – da kakós, “cattivo”, e zêlos, “entusiasmo, emulazione”. Può avere due significati ma prevale il primo:

  1. Affettazione stilistica, o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e).
  2. Cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore, sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano, che al fine di disgustare l’uditorio.

Ora che la parola cacozelia fa parte del mio vocabolario, chissà che prima o poi non trovi l’occasione di usarla, magari assieme a ultracrepidario! 😉


Vedi anche: USA: sarà una nuova cachistocrazia? (un’altra parola che deriva da kakós).


Definizioni di cacozelia dal Dizionario di retorica di Stefano Arduini e Matteo Damiani.

10 commenti su “Cacozelia: oscuro il termine ma non il concetto!”

  1. Nautilus:

    Ecco un altro vocabolo di cui c’è gran necessità (e non sono ironico). Secondo me suona male, ma – dal momento che descrive una consuetudine diffusa e orribile (per esempio in certe riunioni aziendali) – il fatto che sia esso stesso orribile (almeno per me) suona paradossalmente bene. Oh, se non si è capito il concetto è colpa mia.

  2. Fleur:

    conoscevo la cacolalia, aggiungo volentieri cacozelia alle mie conoscenze. grazie.

  3. Licia:

    tweet di Bantam: quindi si parla di "cacozelanti"? :D

    Che ne dite di adottare il neologismo cacozelante come equivalente dell’inglese cacozealous?

    A Milano, patria dell’itanglese, le opportunità per dire a qualcuno che è cacozelante non dovrebbero mancare! 😉

  4. marco b.:

    Licia che differenza c’è fra questo e la “commutazione di codice” usata a fini di malvagio snobismo?

  5. Licia:

    @marco b, per commutazione di codice (code switching) di solito si intende quella dei bilingui, mi faresti un esempio di chi invece la usa per snobismo?

    @Fabristol ma non se la parola la usiamo tra di noi che adesso la conosciamo! 😉

    Un’alternativa? Il memorabile mezze calzette di De Mauro (già citato qui):

    l’abuso di tecnicismi e parole poco note (esotismi o no) appartiene alle fasce culturalmente basse dei locutori, a quelli che a Napoli chiamiamo mezze calzette

  6. Marco B.:

    Temevo non ci fosse un termine inglese per cacozelia – a parte cacozelia stesso – ma fortunatamente ho trovato “soraismus”, di derivazione latina e secondo Google non usato in italiano.
    Da adottare immediatamente nelle riunioni e all’ape. l’itanglese e’ salvo!

  7. Licia:

    @Marco B (≠ marco b.) grazie! Ma come hai trovato soraismus? 😀

    Aggiungo qui la definizione da AB51 (sito di risorse per l’insegnamento dell’inglese). Dalla voce Soraismus che ha anche parecchi esempi: Soraismus is mixing different languages (using words from a different language in one’s own) often incorrectly or without understanding the foreign word’s true meaning.

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