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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Se mia nonna avesse le ruote…

Guardate la reazione di un cuoco italiano in un programma di una televisione britannica quando la presentatrice del programma assaggia la sua pasta al forno con mozzarella e piselli (macaroni cheese) e dice che se ci fosse il prosciutto cotto sarebbe molto simile a una British carbonara:

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Nelle parole del cuoco un italiano riconosce subito l’espressione Se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una bicicletta, il modo di dire usato come commento sarcastico quando qualcuno fa ipotesi assurde o troppo fantasiose.

La traduzione letterale del cuoco, if my grandmother had wheels, she would be a bike, non ha molto senso in inglese e genera grande ilarità perché bike è anche una parola colloquiale per descrivere una donna “che la dà a tutti” (si dice così perché everybody rides herdoppio senso sessuale per il verbo che indica procedere su un veicolo).

Se mia nonna… in altre lingue

Anche se non molto frequenti, esistono espressioni simili a Se mia nonna avesse le ruote… anche in altre lingue europee, ad es. in spagnolo c’è si mi abuela tuviera ruedas, sería una bicicleta e in tedesco Wenn meine Großmutter Räder hätte, wäre sie ein Fahrrad o altri mezzi di trasporto – anche in italiano si dice una carriola o un tram in alternativa alla bicicletta.

Tornando all’inglese, in un episodio di Star Trek del 1984 viene usata la frase and if my grandmother had wheels, she’d be a wagon, che nel contesto è comprensibile ma viene avvertita come piuttosto insolita, e c’è anche una variante con i potenziali attributi della zia, if my aunt had balls, she’d be my uncle.   

Alcune fonti ipotizzano che l’origine comune di queste espressioni possa essere un modo di dire yiddish.

si mi abuela tuviera ruedas sería una bicicleta

In Animali volanti e decodifiche aberranti ho descritto l’espressione dell’inglese britannico Yes, and pigs might fly! che si usa invece come commento a un’affermazione che si ritiene non stia né in cielo né in terra (equivale all’incirca al nostro Sì, e io sono Babbo Natale!).


A proposito di lingue diverse, vi ricordo che domani 26 settembre 2017 è la Giornata europea delle lingue.

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19 commenti a “Se mia nonna avesse le ruote…”

  1. 25 settembre 2017 09:28

    Nautilus:

    Il cuoco italiano non dice “she would be a bike” ma “she would have been a bike”.

  2. 25 settembre 2017 10:15

    Gianmaria:

    Fantastico post! Grazie Licia!!!!

  3. 25 settembre 2017 10:19

    Paolo:

    Tra l’altro, la trovo un espressione piuttosto sbagliata per indicare una cosa improbabile: ci sono le persone che usano una sedia a rotelle, che, anche se sono una minoranza, non sono rarissime e, spesso, sono anziani.

  4. 25 settembre 2017 15:20

    Licia:

    @Nautilus, correzione automatica 😉
    @Gianmaria, grazie!
    @Paolo, è una frase volutamente assurda, non credo la si possa interpretare anche letteralmente. E te lo dico da persona che ha spinto una sedia a rotelle per anni e moltissimi km.

  5. 25 settembre 2017 16:13

    Giovanna:

    Veramente contagiosa la risata dei due, evidentemente provocata dal doppio senso!
    Per il tedesco, si usa più spesso “Wenn meine Oma Räder hätte, wäre sie ein Omnibus”. Quindi forse un parlante tedesco non sarebbe incappato nell’equivoco!

  6. 25 settembre 2017 17:37

    Mauro:

    Se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una bicicletta

    Io ho sempre detto e sentito carriola, non bicicletta…

  7. 25 settembre 2017 18:01

    Nautilus:

    Dunque, punto primo, credo di essermi riguardato il filmato una trentina di volte perché è spettacolare. Punto secondo, ho scoperto che il cuoco è un guaglione napoletano di nome Gennaro D’Acampo, ma tutti lo chiamano Gino. Punto terzo, aveva un secondo nome e se lo è fatto cambiare in Sheffield (seguendo vie del tutto legali), dunque il nostro si chiama Gennaro “Gino” Sheffield D’Acampo. Punto quarto, Gino D’Acampo è una vera celebrità in Inghilterra. Punto quinto, Holly Willoughby e il suo collega è Phillip Schofield hanno diversi altri filmati su YouTube, e di momenti esilaranti ce ne sono a iosa.

    Comunque, ‘sto video mi ha trasmesso un’allegria incredibile. Oggi mi sento proprio benissimo!

    Ah, la storia della nonna con le ruote… in Lituano non esiste nulla di equivalente.

  8. 25 settembre 2017 18:20

    Nautilus:

    Confermo quanto dice Mauro: anche qui a Milano ho sempre sentito dire (e detto) carriola.

  9. 25 settembre 2017 18:42

    Maddalena Roversi:

    Ricordiamo anche la famosissima “nonna in carriola”, molto usata da mia madre e fra i miei insegnanti nella provincia di Bologna. Il contesto era di indignazione mosta a incredulità, quando commentavano qualcosa di assurdo o sbagliato

  10. 25 settembre 2017 18:48

    Giulia:

    Grazie per il video, l’ho girato a tutti i miei amici italiani in UK e sto ridendo come una scema da 10 minuti 😂

  11. 25 settembre 2017 22:17

    demodoxalogia:

    A Milano credo sia più comune evocare il trolley (pantografo elettrico) invece che le ruote: “se mio nonno ci aveva il trolley, sarebbe stato un tram” (“se me nono ghera ul trolei al saria sta un tram”); mentre a Roma è più diffuso “se mio nonno avesse tre palle, sarebbe un flipper” o più romanescamente “se mio nonno ci avrebbe tre palle, era un flipper” 🙂

  12. 27 settembre 2017 08:40

    Martina:

    In risposta a Maddalena Roversi: sempre in Emilia ma più a ovest, si usa dire, per sottolineare ulteriormente l’incredulità, “mia nonna in carriola con le mutande viola”.

  13. 27 settembre 2017 16:53

    Licia:

    Grazie a tutti per i dettagli aggiuntivi, in particolare per avere ricordato mia nonna in carriolacon le mutande viola non l’avevo mai sentito e lo trovo bellissimo!

    In milanese mi hanno anche segnalato anche Se gavevi i roeud seri un tram (trascrizione non mia).

  14. 29 settembre 2017 10:15

    Nautilus:

    Qualche osservazione.

    1. “se me nono ghera ul trolei al saria sta un tram”; questo non è Milanese; manca l’articolo davanti a nonno, “ghera” significa “c’era” e non “aveva” e il trolley (l’asta che collega il tram ai cavi elettrici) si chiama più spesso “perteghetta” (pronuncia: pèrtéghèta, con accento sull’ultima “e”); sentite per esempio Nanni Svampa nel suo celebre El Gir Del Mond (pronuncia: él gir dél mund): https://www.youtube.com/watch?v=1Hgzz-jmtJY

    2. “se gavevi i roeud seri un tram”; questo invece è Milanese; accanto alla forma “gavevi” (avevo) si trova anche “ghevi” (stesso significato). La trascrizione è quasi corretta: al posto di “un” si dovrebbe scrivere “on” (pronunciato appunto “un”). In Milanese le “o” sono come nelle lingue scandinave: quasi sempre scrivi “o” e pronunci “u”, ma alcune volte scrivi “o” e pronunci “o”; chi è preciso (o rompico****ni, come me) quando la “o” si pronuncia “o” la scrive “ô” (es. “el Dômm de Milan”, il Duomo di Milano; “i dônn de Milan”, le donne di Milano).

    3. “mia nonna in cariola con le mutande viola” è un classico della mia infanzia; si affianca al precedente “se gavevi i roeud seri on tram” (se avevo le ruote ero un tram, nel senso di “se avessi avuto le ruote sarei stato un tram”); da tenere presente che a Milano, ancora agli inizi del anni 70 noi bambini eravamo (e siamo ancora) bilingui; quindi il Milanese conviveva con la lingua franca. Cosa più facile di quanto si pensi perché le due lingue sono molto diverse, quindi le sovrapposizioni e le interferenze reciproche sono limitate.

    4. ho scritto “cariola” e non “carriola” perché a Milano noi diciamo così.

  15. 13 ottobre 2017 08:47

    Isa:

    Mi permetto di tornare su quest’argomento abbondantemente chiuso perché mi è tornato in mente ieri quando, traducendo dall’inglese, sono incappata nella versione yiddish del detto–quella che, come da accenno di Licia, potrebbe essere all’origine delle varianti citate: “As di bubbe volt gehat beytsim, volt zi gevain mayn zaidah”. L’yiddish vale all’incirca “Se mia nonna avesse avuto i co****ni, sarebbe stata mio nonno”, in funzione sarcastica; e se vale l’ipotesi per cui questa sarebbe la versione “madre”, è interessante il passaggio mitigante dalla rotondità dei testicoli a quella delle ruote, che a loro volta introducono l’ambito dei mezzi di trasporto, i quali a loro volta, con il passaggio al tram, introducono la “perteghetta”, e via adattando. Aggiungerei solo che la versione toscana più diffusa è “se la mi’ nonna la c’avea le rote, l’era un carretto”.

  16. 13 ottobre 2017 09:39

    Licia:

    @Isa, grazie per questo continuo contributo interessantissimo.

  17. 13 ottobre 2017 09:57

    Nautilus:

    @ Licia

    Me lo chiedo da un po’: quando scrivi “grazie a tutti per…” è un modo di dire che i commenti al post sono chiusi?

    Continuo interessantissimo?

  18. 13 ottobre 2017 15:51

    Licia:

    @Nautilus, formula che uso quando il commento non è rivolto a una singola persona, non pensavo potesse risultare ambiguo! Su continuo, banale autofail: starò più attenta quando commento da telefono mentre sono in piedi su mezzi pubblici! 😉

  19. 13 ottobre 2017 16:04

    Nautilus:

    @ Licia

    Sai che in matematica esiste il concetto di continuum quindi all’inizio l’avevo mezzo interpretato così 😀

Commenti: