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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Bodega, un nome che fa discutere

Titolo da The Guardian: Fury at ‘Bodega’ tech startup that aims to put corner shops out of business. Tech firm markets glorified vending machines where users can buy groceries. Startup boasts: ‘Eventually, centralized shopping locations won’t be necessary’

Notizia molto commentata sui social americani: per eliminare la necessità di fare la spesa in negozio, una startup californiana ha creato distributori automatici (vending machine) tecnologicamente avanzati che progetta di piazzare un po’ ovunque. Ha fatto scalpore non solo l’intento ma anche la scelta del nome Bodega, avvertito come esempio di appropriazione culturale.

Bodega, parola evocativa

A New York e in altre città americane con forte presenza ispanica, la bodega è una specie di istituzione: è il negozietto dietro l’angolo, di solito a conduzione familiare, dove si può comprare un po’ di tutto. Una descrizione da 15 Quintessentially New York City Terms

deli, bodega, corner store: 1 terms used interchangeably for the store at which you can buy pretty much everything you need ever  2 place you will usually find an adorable cat who is also sassy and cool

logo BodegaLa bodega è un luogo di frequentazione abituale, di volti familiari, di interazioni e incontri: è l’elemento umano che la caratterizza e che viene a mancare nel distributore automatico con lo stesso nome che la vorrebbe soppiantare. Inoltre, per il proprio logo la startup si è appropriata anche del gatto, animale sempre presente nelle bodegas più tipiche e quindi un suo simbolo (e anche un meme).

Pare che i due imprenditori si siano fidati di un proprio sondaggio informale, condotto localmente a San Francisco – dove non ci sono molte bodegas – e per questo non abbiano capito la forte valenza culturale e sociale del nome e di quanto evoca. Meglio rivolgersi ad esperti e fare comunque un’analisi preliminare sul modello delle valutazioni di globalizzazione

tweet di @TristanACooper: Weird that they’re calling this heinous vending machine “Bodega” and not “Gentrification Box”

La notizia dà lo spunto anche per qualche osservazione linguistica.

Non solo geosinonimi!

In inglese il negozietto dietro l’angolo che vende un po’ di tutto ha anche altri nomi, tra cui corner store (corner shop in inglese britannico) e mom and pop store.

La prevalenza di un nome su un altro può essere influenzata da aspetti sociolinguistici, ad es. geografici (variazione diatopica: geosinonimi) e di provenienza e appartenenza a un particolare gruppo sociale (variazione diastratica).

Bodega e i suoi doppioni

L’ispanismo bodega, come bottega in italiano, deriva dal latino apothēca(m), a sua volta dal greco apothḗkē, “deposito”. 

In inglese, un aspetto curioso di bodega è che ha due doppioni o allotropi (parole con la stessa etimologia ma significati diversi) che sono altrettanti forestierismi: il francesismo boutique e l’italianismo bottega nell’accezione di laboratorio di un artista.

Esiste inoltre la parola ora obsoleta apothecary, “farmacista”, che ci ricorda il nome della farmacia in altre lingue europea, ad es. il tedesco Apotheke.

Anche in italiano abbiamo tre allotropi: bottega, boutique e apoteca, un termine specialistico che identifica il locale in cui si conservavano i vini e le provviste nelle case dell’antica Roma.

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10 commenti a “Bodega, un nome che fa discutere”

  1. 15 settembre 2017 09:55

    Nautilus:

    La parola bodega l’ho sempre vista usare a sproposito. Per esempio, esattamente il 15 Settembre del 1998 (me lo ricordo perché in quella data cadeva il compleanno di mio padre, ed è anche una ricorrenza politica importante) mi trovavo alla Rokken Bodega di Nørrebro (quartiere di Copenhagen). Uno dei pochi posti in città dove non ti pelavano vivo (e infatti ci siamo andati per una settimana intera). Ma alla fine la Rokken Bodega, che oggi vedo ha abbreviato il nome in Bodega, non è che un pub dove servono anche qualche cibo caldo. Già da allora il nome mi e ci era parso improprio.

  2. 15 settembre 2017 18:45

    Licia:

    @Nautilus, tieni però conto che in Spagna bodega ha vari altri significati tra cui cantina in senso enologico e rivendita di vini e liquori, dove spesso si possono anche consumare (nei luoghi turistici spagnoli se ne trovano molte), quindi non mi pare un nome fuori luogo. Il significato di negozio di alimentari invece è tipico di varietà di spagnolo parlate in America.

  3. 17 settembre 2017 16:55

    Nautilus:

    @ Licia

    Non solo non mi sono spiegato bene, ma mi rendo conto di non essermi spiegato affatto.

    Proprio per via dei riferimenti alla Spagna che giustamente citi (ma anche cubani e latini in genere) il nome “bodega” fa pensare a un locale dove si servono un certo tipo di bevande e di cibi. Invece la Rokken Bodega era (ed è) il tipico risto-pub danese. Un po’ come se domani sei a Dublino, vedi un’insegna con scritto trattoria o osteria, entri, e ci trovi un tipico pub dove si somministrano Guinness e spezzatino.
    Quei simpaticoni dei Danesi hanno preso il nome “bodega” e hanno deciso di usarlo per descrivere i loro locali tipici. Un esempio è questo estratto dal sito http://www.visitcopenhagen.com: “Copenhagen is overflowing with hip new bars and cafés, but if you are looking for a more authentic Copenhagen nightlife experience, then head for one of the traditional Danish pubs – the so-called bodegas”.

  4. 17 settembre 2017 19:40

    Licia:

    @Nautilus: anche i bar italiani non hanno molto in comune con quelli inglesi! 😉

  5. 18 settembre 2017 08:25

    Giovanna:

    Sarà perché quello del vino è uno dei miei campi specialistici, fatto sta che ho sempre conosciuto solo il significato di cantina, azienda vinicola (per estensione), deposito, magazzino.Nell’area tedesca è comunque questo il significato che si associa subito a bodega. Anche i risultati di una ricerca su google.es rimandano per lo più ad aziende vinicole: https://www.google.es/search?q=bodega&lr=lang_es&tbs=lr:lang_1es,ctr:countryES&source=lnt&cr=countryES&sa=X&ved=0ahUKEwjyrLHxia7WAhXKJVAKHeSUCaQQpwUIHg&biw=856&bih=704
    Ho imparato qualcosa di nuovo 🙂

  6. 18 settembre 2017 09:35

    Nautilus

    @ Licia

    Esatto; tutti questi fenomeni vanno a parare sempre lì: appropriazione culturale.

  7. 18 settembre 2017 10:17

    Matteo:

    In Germania, soprattutto nelle grandi città dell’Est (Berlino, Lipsia e Dresda, ma l’ho sentito dire anche a Colonia), si chiamano “Spätkauf” o anche solo “Späti” (soprattutto a Berlino). Nel resto della Germania sento parlare di solito di “Kiosk”, e anche qui in Svizzera (dove tra l’altro “Kiosk” dà proprio il nome a una catena commerciale di questo tipo). Il nome ufficiale in tedesco “Spätverkaufsstelle” contiene una chiara indicazione temporale: un posto dove si fanno acquisti di notte o comunque dopo il consueto orario di chiusura dei supermercati. A Roma vedo che si parla di “banglamarket”, persino nelle testate nazionali (!), ma mi è già capitato di sentire “bangla”.
    Mi sembra che siamo di fronte a un bel caso di culturema 🙂

  8. 18 settembre 2017 23:12

    Mauro:

    @ Matteo

    A Colonia – dove ho vissuto per 13 anni fino all’anno scorso – si chiamano Kiosk, non Spätkauf (parola a Colonia praticamente sconosciuta).
    A Berlino distinguerei tra la ex Berlino Ovest (dove si usa generalmente Kiosk) e la ex Berlino Est (dove si trova ancora Spätkauf, termine tipico della vecchia DDR).

  9. 18 settembre 2017 23:15

    Mauro:

    Aggiungo: Spätverkaufsstelle in Germania è appunto termine regionale, non ufficiale (ho ricontrollato sul Duden per sicurezza).

  10. 18 settembre 2017 23:27

    Licia:

    Grazie a tutti per questi commenti, però il caso iniziale del nome commerciale mi sembra diverso dai forestierismi come bodega in danese e bar in italiano oppure dagli altri esempi tedeschi che andrebbero spiegati per chi il tedesco non lo sa… 🙂

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