Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Ultracrepidarian

some guy on Twitter just said you are wrong
Vignetta: Union of Concerned Scientists

Ultracrepidarian è una parola inglese poco conosciuta ma che identifica un concetto familiare: descrive una persona che esprime opinioni su argomenti di cui non ha alcuna competenza o esperienza. Sarebbe molto utile anche in italiano*, soprattutto sui social!

Ultracrepidarian ha un’etimologia curiosa: la parola è stata coniata nel XIX secolo dal latino ultra crepidam, “oltre la scarpa”, e fa riferimento a un aneddoto reso famoso da Plinio il Vecchio. Da Wikipedia:

  «Sutor, ne ultra crepidam! è una locuzione latina utilizzata per dissuadere dall’esprimersi coloro che tendono a parlare di materie o argomenti di cui non hanno nessuna competenza. La frase è citata da Plinio il Vecchio […] che l’attribuisce all’artista greco Apelle di Coo il quale era solito esporre le sue opere in modo da poter trarre profitto dai commenti e dalle critiche dei passanti; una volta, un calzolaio (sutor) aveva criticato il modo in cui in un quadro era stato rappresentato il sandalo (crepida – dal greco krepis) di un personaggio, e il grande Apelle, al tempo considerato il maggior pittore mai esistito, aveva corretto quel particolare.
Il giorno dopo, però, il ciabattino, tronfio del fatto che la sua critica fosse stata accolta, si era messo a criticare anche la rappresentazione del ginocchio di quel personaggio; a quel punto l’artista lo apostrofò con la frase divenuta poi proverbiale.
Nel testo di Plinio, tuttavia, invece che ultra compare supra, in relazione al contesto dell’aneddoto: ne supra crepidam sutor iudicaret – “(disse) che il ciabattino non doveva giudicare più in su della scarpa”.»

Esempi d’uso di ultracrepidarian:
aggettivo – he’s an ultracrepidarian person, an ignorant presumptuous critic
sostantivo – there is nothing worse than an ultracrepidarian moaning on about vaccines! [via @ziomau]


* In italiano c’è chi ha tentato il calco ultracrepidariano ma sembra il nome di un alieno di un romanzo di fantascienza. Non mi dispiacerebbe ultracrepidario, che oltretutto ha un qualcosa di sgradevole che ben si adatta ai personaggi in questione (ancora più spregevole: ultracrepido!).


Aggiornamento – Nei commenti, possibili alternative italiane già presenti nel lessico. Aggiungo anche una vignetta di Tom Gauld per The New Scientist intitolata Science hell:

Diavolo con un uomo a fianco, si rivolge a una donna: “Welcome to science hell, professor. This is Tony, he once saw something on the Internet about your field of expertise and is going to spend eternity lecturing you on it” 

Vedi anche: “difendere a spatatrac”

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8 commenti a “Ultracrepidarian”

  1. 6 settembre 2017 09:18

    Gian G.:

    Sembra un termine troppo colto per definire quel tipo di persone, che dalla cultura sono distanti miliardi di anni luce. Il vecchio termine ancora usato “sputasentenze” rende meglio l’idea qui da noi, senza dover andare a dar la caccia a un greco-latino-inglesismo anche difficile da pronunciare con tutte quelle R a mitraglietta.

  2. 6 settembre 2017 09:59

    Luca:

    Bellissimo, in effetti sarebbe davvero utile anche in italiano. Come sempre basta che si diffonda a sufficienza e potrebbe diventare anche di moda… (anche se temo che si finisca con l’utilizzare la forma inglese, come troppo spesso capita).
    E comunque non può non venirmi in mente questo: https://www.youtube.com/watch?v=1X5jOX5ApBA

  3. 6 settembre 2017 10:06

    Enrico:

    Mah, direi che per l’italiano esite e si è già affermato webete seppur con una sostanziale differenza con il significato originario e cioè un utente che, all’alba dell’era internet, conosceva solo il WWW ignorando miriadi di altri servizi come FTP, IRC, ecc. (http://xmau.com/gergo/w.html)

    Ad oggi il webete descrive proprio chi, pur ignorando quasi totalmente ciò di cui si parla, si permette di commentare con toni prepotenti e prevaricanti in base ad una presunta conoscenta scaturita da letture su internet e non da studi approfonditi e scientifici.

  4. 6 settembre 2017 11:14

    Ultracrepidari di tutto il mondo, stattevene alla casa! | Notiziole di .mau.:

    […] spiega sul suo blog il significato del termine ultracrepidarian, che stranamente non è presente sul Merriam-Webster […]

  5. 6 settembre 2017 11:33

    Mauro:

    Concordo al 200% 😉 con Gian G.

  6. 6 settembre 2017 11:38

    Alpa:

    Perché no “sopracrepido”? Più coerente con il latino, più italianizzato e meno riconducibile all’itainglese, dà meno l’impressione di essere colto, mantiene l’impressione di sgradevolezza, con meno “r”…
    @Gian G. Sputasentenze mi piace in un contesto informale, ma pensa se intendi citare il fenomeno in un libro.

  7. 6 settembre 2017 15:34

    Gian G.:

    @Alpa
    Dipende a chi sarebbe rivolto il libro. In un testo alla portata del lettore comune userei “sputasentenze”, perché alla parola “ultracrepidario” il lettore comune scaraventerebbe il libro fuori dalla finestra, e se fosse romagnolo mi accuserebbe pure di fare “lo sborone” (ecco un altro sinonimo popolare!).

  8. 6 settembre 2017 21:58

    Licia:

    @Gian, per me ultracrepidarian è una parola divertente e per questo ne ho parlato: intento soprattutto ludico!  😉

    Detto questo, sputasentenze è un ottimo spunto per considerare le parole italiane che abbiamo già a disposizione. Facendo qualche ricerca però ho avuto una sorpresa: i dizionari non concordano del tutto nelle accezioni attribuite alle diverse parole disponibili.

    Ad esempio, la mia idea di saccente coincide con quella dello Zingarelli, “che (o chi) ostenta, talora in modo irritante, la propria cultura, capacità e sim”, e cioè persona fastidiosa ma cmq competente, mentre per altri vocabolari saccente è anche chi si illude di esserlo e dice stupidaggini. Treccani: “Di persona che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o crede di sapere, che non perde occasione per intervenire su ogni argomento, ostentando in modo sussiegoso e irritante un sapere, spesso superficiale e, talvolta, anche presuntuoso”.

    Tornando a sputasentenze, per il De Mauro è “chi parla con ostentata autorità e dà giudizi e consigli, spec. inutili o a sproposito” mentre per lo Zingarelli ciò che lo caratterizza è il modo di parlare: “chi parla sentenziosamente, con tono perentorio”.

    Ci sarebbe anche sapientone, “che (o chi) ostenta un sapere e un’esperienza che spesso in realtà non possiede(Zingarelli), semanticamente perfetto ma che ha un registro scherzoso e bonario che mal si adatta ad antivaccinisti e complottisti vari.

    Un’altra parola ormai desueta è cacasenno, descritta come sinonimo di sputasentenze. Andrebbe rivalutata perché si avverte che è spregiativa anche senza conoscerne il significato. Però non oso immaginare la reazione di chi venga apostrofato cacasenno sui social! 😉

    @Luca, Moretti ci sta sempre bene! 😀

    @Enrico, trovo che webete sia un neologismo davvero efficace, però secondo me ha un significato più ampio (cfr. anche Eco e gli imbecilli dei social). A proposito, bella la vignetta che hai segnalato nel post di  .mau., l’ho aggiunta a Webete: neologismo che entrerà nei dizionari?

    @Alpa, come dicevo sopra, questo è un esercizio ludico: le parole infatti non si formano a tavolino (discorso diverso per i termini di alcuni ambiti specialistici che hanno regole ben precise). Capisco il tuo ragionamento “etimologico”, però se questa deve essere una parola usata ironicamente, l’elemento formativo ultra mi pare più adatto di sopra perché comunica esagerazione.


    Ho aggiunto una vignetta al post, Science hell!

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