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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Emoji: è corretto cosa ci raccontano i media?

WORLD EMOJI DAY

Tra le miriadi di giornate mondiali c’è anche World Emoji Day. Si festeggia il 17 luglio* e mi aspetto che ne parlino anche i media italiani, forse con qualche imprecisione e incongruenza perché quasi tutte le notizie sull’uso delle emoji sono tradotte dall’inglese.  

È un tema che seguo da tempo e approfitto della giornata per sintetizzare alcuni aspetti fondamentali ma spesso fraintesi.

Emoji è un nome proprio? No, anche se c’è chi lo scrive con l’iniziale maiuscola. È un nipponismo formato da e “immagine” e moji “lettera, carattere” ed è entrato in italiano attraverso l’inglese. 

Emoji ed emoticon sono la stessa cosa? No, anche se spesso i media li considerano sinonimi. Le emoticon (dall’inglese emotion+icon) sono combinazioni di caratteri standard disponibili su qualsiasi tastiera, come ad es. i segni di punteggiatura che formano la faccina sorridente , mentre le emoji sono immagini come smiling face che devono essere inserite da apposite tastiere virtuali o con altri sistemi di input. Dettagli in Da emoticon a emoji (significato, origine, etimologia, pittogrammi vs ideogrammi e altre differenze).

Toilet signLa parola emoji è maschile o femminile? Sono usati e ammessi entrambi i generi; inizialmente prevaleva il femminile, le emoji, ma ora pare si stia affermando il maschile, gli emoji.

Emoji, nuova lingua del web? Chi lo sostiene probabilmente non si rende conto della differenza tra lingua e linguaggio, concetti diversi che in inglese sono rappresentati dalla stessa parola, language. Una lingua è un sistema di segni e convenzioni morfologiche, sintattiche e lessicali che consente di esprimere qualsiasi concetto astratto e per questo le emoji sono inadeguate a diventare un sistema linguistico alternativo: ho evidenziato le principali limitazioni in Emoji, tra segni, gesti e sistemi di scrittura, nel mio intervento a Radio3 Scienza Dacci un segno e in Emoji al volante, sintassi importante!

Emoji, nuovo linguaggio? Sì, ma solo se per linguaggio si intende il valore espressivo attribuito a determinati segni o simboli. Più precisamente, nel loro uso più comune le emoji – in particolare faccine, cuori e altri simboli “emotivi” o usati in modo metaforico – hanno una funzione paralinguistica: aggiunte a un testo consentono di rafforzare o disambiguare il senso di una comunicazione scritta in modo simile all’uso di intonazione, gesti ed espressioni del volto nella comunicazione orale. Dettagli in Emoji, tra segni, gesti e sistemi di scrittura e in Funzione paralinguistica: emoji scalza emoticon

Emoji, sistema di comunicazione universale? Si leggono spesso frasi come “le emoji sono il linguaggio universale capace di far parlare tra loro i popoli di tutto il mondo” ma sono affermazioni superficiali che non tengono conto dei fattori che condizionano uso e interpretazione delle emoji, come:

  rappresentazioni diverse in piattaforme diverse, specialmente per le faccine, che possono causare  fraintendimenti “emojionali” ulteriormente esasperati da aggiornamenti e restyling, come quelli descritti in WhatsApp, le donne e l’evoluzione delle emoji;

  localizzazione delle funzionalità di completamento automatico e legate alle opzioni di scrittura predittiva (parole associate ad emoji e viceversa) che presentano opzioni diverse a seconda del sistema in uso e possono aver subito interferenze dell’inglese: esempi in Emoji in italiano (e commenti), in Palindromedario, con anisomorfismo e nei suggerimenti di Windows 10 vs iOS;

  conversione delle combinazioni delle sequenze ZWJ che possono creare confusione;

  differenze culturali nell’interpretazione delle singole emoji, in particolare negli usi metaforici: esempi in Curiosando tra le nuove emoji di Unicode 9.0, in Emoji: la melanzana e altre verdure e in Nuove emoji: la sirena è caduta nella rete… 

  polisemia, incoraggiata da Unicode per le nuove emoji:  esempi in Nuove emoji, per palati soprattutto americani? 

  preferenze d’uso che variano da paese a paese e sono condizionate anche da aspetti diastratici come provenienza sociale e in particolare età e sesso: esempi in Un’emoji parola dell’anno 2015; My 9yo saw an emoji on an ad & said “Adults have discovered emojis. Teachers use them for learning, so kids don’t like them as much”.
  aspetti diacronici: inizialmente c’è stato un effetto novità, con boom nel periodo 2015-2016 di “traduzioni” in emoji di romanzi, annunci, pubblicità, quiz e altro, bellissimi esercizi ludici ma quasi del tutto incomprensibili senza testo associato. Ora l’interesse per usi insoliti pare in diminuzione e l’uso si è normalizzato con prevalenza della funzione paralinguistica. È realizzata con una o più emoji scelte tra un set relativamente ristretto e aggiunte principalmente alla fine dei messaggi per sottolineare o chiarire la finalità comunicativa.

Emoji use during typing: on 4,6% sessions include emoji
(grafico da un’analisi di miliardi di messaggi scambiati su dispositivi mobili fatta nel 2015 e citata in Emoji, tra segni, gesti e sistemi di scrittura

I linguisti concordano che è proprio la funzione paralinguistica l’aspetto più utile delle emoji, perfetto per la comunicazione digitale e destinato a durare nel tempo.  Non vanno però sottovalutati i fattori che potrebbero condizionarla, come quelli appena elencati.


calendar emoji

* World Emoji Day si festeggia il 17 luglio perché è la data che appare sull’emoji del calendario di iOS (e quindi anche di WhatsApp che usa le stesse emoji di Apple). È il giorno del 2002 in cui Apple ha annunciato iCal per Mac e l’idea di sceglierla anche per la giornata mondiale delle emoji è del fondatore di Emojipedia, l’enciclopedia delle emoji.

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2 commenti a “Emoji: è corretto cosa ci raccontano i media?”

  1. 17 luglio 2017 10:25

    Gionatan:

    Ho apprezzato molto questo articolo. Proprio recentemente ho scritto un mio pensiero sull’argomento condiviso da una web-zine su Medium.
    Mi farebbe piacere condividerlo e, qualora volessi, avere la tua opinione.
    Grazie in ogni caso,

    Gionatan.

    https://segnalerumore.it/minimalife-5eaedd7ea1eb

  2. 18 luglio 2017 09:31

    Nautilus:

    Non mi ricordo chi l’ha detto, ma era una roba del tipo che il valore di un libro si giudica da quello che puoi rubarti, nel senso di conoscenze che puoi fare tue. Era in Inglese e quel rubare aveva un senso positivo. Comunque secondo me vale anche per i post. Insomma, ‘sto giro di parole per dirti che questo pezzo mi è piaciuto molto. E ho trovato lo stile quasi domanda-risposta molto efficace.

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