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Rianalisi: da percoca a *percocca

Un errore che mi è capitato di vedere spesso in questo periodo di frutta estiva è *percocche anziché percoche.

percocche sciroppate biologiche

treccia con confettura di percocche e cannella

riso con gamberi di San Remo, funghi porcini e pesche percocche percocche

È un errore interessante perché mostra un fenomeno di  rianalisi, una “reinterpretazione” guidata da fattori analogici non giustificati e da un’etimologia fantasiosa.

Chi usa *percocca lo fa convinto che il frutto sia un ibrido di pesca e albicocca e quindi che il nome sia una parola macedonia che combina i nomi dei due frutti (ma se così fosse dovrebbe essere pescocca!).

In realtà il nome corretto percoca, frutto del percoco, deriva dal latino praecŏquu(m), “precoce”, detto di pianta che produce frutti primaticci. Nello specifico indica una varietà di pesco che produce frutti precoci e a cui l’albicocco è del tutto estraneo.  
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Altri esempi di rianalisi:
♦  amantide religiosa
♦  imbocca il lupo
♦  mela cotone
♦  postcast

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7 commenti a “Rianalisi: da percoca a *percocca”

  1. 11 luglio 2017 11:40

    Alpa:

    Non sono sicuro che l’errore derivi da una etimologia sbagliata. Per esempio, io devo correggere quasi tutti quelli che scrivono il mio cognome (Palareti), in quanto inevitabilmente raddoppiano la elle o la ti (mi sembra, ma non ho fatto una statistica, più facilmente la elle se sono centro settentrionali, la ti se sono meridionali).
    La mia impressione è che nell’italiano ci siano delle regole prosodiche sul raddoppiamento consonantico che non conosco (e mi piacerebbe sapere se qualcuno le ha studiate).
    Nel caso in questione, che riguarda una parola di uso non frequente che non credo essere tra quelle di alta disponibilità, trovo semplicemente innaturale la pronuncia senza doppie, soprattutto al plurale.
    Infine, sull’etimologia ho trovato una versione alternativa, secondo la quale il nome deriverebbe dall’arabo barquq, che è la forma senza articolo di al-barquq, da cui deriverebbe albicocca!

  2. 11 luglio 2017 21:24

    lukazzu:

    Ciao! seguo da twitter con qualche esempio dal calabrese (ramo centro-meridionale). facendo notare come il frutto sia maschile e l`albero al femminile con suffisso -ara (come portoghese -eira e spagnolo -era):
    pesca/pesco : pìarzicu / perzicara
    senza distinzione tra tipi.
    pricùacu/pricocara : albicocca / albicocco (in greco e` vericoco, chissa`)
    ma anche piru/pirara per pera/pero senza metafonesi 😛

  3. 12 luglio 2017 21:00

    Miguel Martinez:

    Commento qui su un vecchio post, dove parlavi di “l’amantide” e affini.

    A Firenze, abbiamo Via d’Ardiglione, dove gli abitanti sono tutti un po’ strani e fieri di esserlo :-).

    Vagamente, pensavo che fosse il nome di un fiume, tipo “Via d’Adda”, solo che stranamente è una delle stradine più antiche dell’Oltrarno, attestata dal “Dugento” e non esiste alcun fiume che si chiami Ardiglione.

    Molta gente chiama la stradina “l’Ardiglione”.

    Solo che dovrebbe essere “il Dardiglione”, cioè il pezzo a “elle” che chiude la fibbia di una cintura, infatti la strada ha proprio una forma a “elle”, e una volta la parte lunga era il Dardiglione, quella corta, il Dardiglioncino.

  4. 13 luglio 2017 11:23

    izzaldin:

    Da siciliano, vedo la questione percocche in maniera diversa.
    Qui in Sicilia (almeno nella parte occidentale)per dire albicocca si dice ‘percoco’, che nel dialetto palermitano diventa ‘varcuoco’, parola che può servire anche per indicare il culo 🙂

    Ho sempre pensato che questo termine fosse stato lasciato in eredità dalla dominazione spagnola: in castigliano albicocca si dice ‘albaricoque’ che sembra una parola araba.

    Quindi probabilmente il termine percuoco nasce latino come dite voi, viene fatto proprio dagli arabi che lo portano in Spagna e in seguito gli spagnola portano il ‘varcuoco’ in Sicilia, dove diventa un sinonimo per il posteriore.
    Netta la differenza con la pesca il cui nome è “pessica”

  5. 13 luglio 2017 21:15

    Nautilus:

    La derivazione dal Latino mi sembra molto plausibile, oltre che riportata da numerose fonti. Suppongo che il vocabolo abbia subito un comune fenomeno di metatesi con trasformazione di “præ-” in “per-” (è lo stesso fenomeno che ha mutato “semper” in “sempre” e che – almeno in Lombardia – ci fa dire, ma non scrivere, presempio invece di per esempio).

    Visto che si è citata l’albicocca fatemi dare la versione in Milanese: mugnaga (pronuncia: muñàga).

  6. 30 luglio 2017 01:52

    Fabristol:

    In sardo albicocca si dice piricocca. È evidentemente di origine latina come già fatto notare.

  7. 30 luglio 2017 23:32

    Licia:

    Grazie a tutti per i contributi. Aggiungo che nelle mappe tematiche del progetto ALIQUOT si può vedere la distribuzione geografica dei diversi geosinonimi di albicocca (apricò, pricò, armagne, amelina, virlincocca, pricoca…) e di pesca (persico, persego, bricoche, pricoche, giallona, pessicu, perzeca…) ma non di percoca.

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