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Il Miur ai maturandi: #NoPanic

Se siete appassionati di avventure o di missioni nello spazio, che effetto vi fa la notizia in evidenza in questi giorni sulla home page del Miur?

#Maturità2017, anche Samantha Cristoforetti partecipa alla campagna #NoPanic – Motivazione, serenità, consapevolezza, le tre parole chiave per la prima astronauta italiana a far parte di un equipaggio andato nello spazio.

#NoPanic è il nome della campagna del Miur per gli esami di maturità 2017, una scelta su cui ho parecchie perplessità.

Vorrei capire perché hanno optato per no panic anziché don’t panic, soprattutto in vista del coinvolgimento di Samantha Cristoforetti.

Linguaggio giovanile?

La ministra Fedeli ha presentato la campagna #NoPanic sottolineando la volontà di rivolgersi “in modo più diretto” agli studenti ed evitare che il Miur “venga percepito come un luogo distante”.

#NOPANIC:Forse l’hashtag in inglese si spiega con questo tentativo di avvicinamento, però non mi risulta che no panic faccia parte del gergo giovanile italiano (ho indagato!). Curiosa anche la scelta grafica della faccina formata da C: perché ora gli adolescenti usano quasi esclusivamente emoji e non emoticon.

42 e Don’t panic, riferimenti spaziali!

Chi ha seguito la missione 42 di Samantha Cristoforetti nella Stazione Spaziale Internazionale sa che su una tuta aveva la frase DON’T PANIC, un leitmotiv della sua permanenza nello spazio. Mi stupisce che al ministero nessuno abbia fatto questa associazione. foto di Samantha Cristoforetti

In inglese il numero 42 e don’t panic sono riferimenti notissimi a The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, serie radio e poi romanzo di fantascienza di Douglas Adams molto apprezzati dall’astronauta. In italiano sono conosciuti come Guida Galattica per gli Autostoppisti e nessun panico, come ha ricordato Cristoforetti in L’Avamposto 42.

No panic e competenze linguistiche

La locuzione no panic è grammaticalmente corretta ma è poco idiomatica perché ci si aspetta il più familiare don’t panic. La padronanza di una lingua implica anche specifiche conoscenze enciclopediche che consentono di riconoscere collocazioni e riferimenti culturali: il ministero avrebbe dovuto cogliere i rimandi al romanzo di Adams e alla missione di Samantha Cristoforetti e preferire don’t panic a no panic.

Meglio ancora: se non si conosce sufficientemente bene una lingua straniera, meglio lasciare perdere e optare per uno slogan italiano!  

#Maturità2017 I 3 consigli di @AstroSamantha per maturande e maturandi


Vedi anche:

Anglicismi governativi: STEM (differenze concettuali e culturali)
Problemi di inglese per #labuonascuola 
Anglicismi: criteri di condotta (messi in pratica)
Inglese “farlocco” al Miur: Contamination Lab, bulloff, School Bonus, long life, hackschool

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10 commenti a “Il Miur ai maturandi: #NoPanic”

  1. 16 giugno 2017 09:15

    Luca Sommacal:

    Forse “don’t panic” ricordava troppo da vicino questo: http://while2.ghost.io/content/images/2015/08/panic.gif

    (Tratto da uno dei film della serie “L’aereo più pazzo del mondo”)

  2. 16 giugno 2017 13:06

    Lucius Etruscus:

    Incredibile, mi sembra davvero il classico espediente con cui chi non è più giovane fa la figura del non più giovane nell’intento di parlare ai più giovani. Forse un po’ di panico ci vorrebbe 😛

  3. 16 giugno 2017 14:51

    Elio:

    Quelli del MIUR confermano ad ogni piè sospinto la loro ignoranza… Chissà come hanno fatto ad arrivare lì!?

  4. 16 giugno 2017 15:54

    mario:

    Per analogia con le espressioni ‘no global’, ‘no tav’, ‘no vax’, ‘no tutto’ di moda in Italia. Noi abbiamo bisogno di regole fisse nella lingua italiana con poche eccezioni.

  5. 16 giugno 2017 16:06

    Mauro:

    @ Lucius Etruscus

    Sante parole!

  6. 17 giugno 2017 01:27

    Mauro:

    @ Elio

    A capo del MIUR c’è una certa Fedeli e prima di lei una certa Giannini e prima ancora una certa Gelmini (tra Gelmini e Giannini due semicapaci però con le mani legate)… non farmi dire altro, se no persino Licia mi censura

  7. 18 giugno 2017 00:08

    Elio:

    @Mauro
    Deduco (da ciò che scrivi) che l’ultima sia zerocapace!
    Ma la colpa non è sicuramente solo sua: anche i suoi sottoposti si danno da fare di buzzo buono!
    P.S.: ‘DANNO’ lo puoi leggere con due accezioni diverse… 😉

  8. 20 giugno 2017 12:19

    John Dunn:

    La locuzione ‘No panic’ esiste, ma viene utilizzata in altri contesti:
    ‘When do want the article?’
    ‘There’s no panic: anytime in the next month will do.’
    Oppure, se preferite:
    ‘How much time have we got left to prepare for the exam?’
    ‘There’s no panic: just turn up for it when you feel you’re ready.’

  9. 21 giugno 2017 16:40

    Licia:

    Grazie a tutti per i contributi.

    @Luca 😀 Aggiungo qui la gif perché è un’altra citazione della cultura popolare che molti riconoscono:

    OK panic

    @Lucius, effettivamente anche da una risposta data oggi dalla capo ufficio stampa del Miur pare proprio che l’intento principale sia quello di “parlare ai giovani”. Riporto qui lo scambio:

    Alessandra Migliozzi: “#NoPanic non è citazione sbagliata ma scelta nostra. Coinvolgimento di @AstroSamantha (che ringrazio tanto) venuto dopo” e “Scelta comunicativa nostra. Obiettivo coinvolgere ragazzi non insegnare italiano. Un paio di anni fa usato #quasimaturi. Stavolta #NoPanic”

    @mario penso tu abbia ragione: probabilmente l’espressione è proprio nata modellandola su altre espressioni (pseudo)inglesi già usate in italiano, senza considerare l’uso effettivo in inglese.

    @John, grazie per gli esempi, utilissimi. Credo evidenzino anche le diverse funzioni di don’t panic (esortativa) e no panic (descrittiva / informativa). Ho anche notato che No panic è una locuzione usata per nomi di iniziative o campagne che riguardano la salute mentale e quindi panico in senso medico.

  10. 22 giugno 2017 09:34

    Nautilus:

    Vedo che la Migliozzi non ha minimamente colto il problema dell’idiomaticità della locuzione. Un po’ come dire, si vuole fare una campagna contro il brutto vezzo di scaricare le proprie responsabilità su altri, si decide di rifarsi al detto “fare lo scaricabarile”, ma per far presa sui giovani si utilizza l’espressione “no barrel dumping”. Grammaticalmente corretta, certo, ma in Inglese si direbbe “don’t pass the bucket”.

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