Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Violenza in Svezia, una questione terminologica

POOR SWEDEN!

Mi ricollego a Lo strano caso dell’attentato in Svezia per aggiungere alcune considerazioni sulla rilevanza della terminologia nell’interpretazione corretta dei fatti.

L’immagine che ha dato Trump della Svezia – paese altamente insicuro e violento a causa dell’immigrazione – è stata subito confutata, e non solo dagli svedesi. Chi l’ha fatto però è stato ripetutamente attaccato dalla destra con un argomento ricorrente* e non sempre rilevante: l’altissima percentuale di stupri della Svezia, che quindi sarebbe il paese occidentale in assoluto più pericoloso per le donne.

Statistiche svedesi

In realtà le statistiche svedesi non sono paragonabili a quelle di altri paesi, come era già stato rilevato in seguito al caso Assange, ben prima quindi dell’ondata migratoria recente: ne aveva discusso, ad esempio, Sweden’s rape rate under the spotlight (BBC 2012), poi ripreso anche da Gli stupri in Svezia. L’ha ribadito anche il governo svedese qualche giorno fa in Facts about migration and crime in Sweden:

Claim: “There has been a major increase in the number of rapes in Sweden” Facts: The number of reported rapes in Sweden has risen. But the definition of rape has broadened over time, which makes it difficult to compare the figures. It is also misleading to compare the figures with other countries, as many acts that are considered rape under Swedish law are not considered rape in many other countries.

Per il codice penale svedese sexualbrott (violenza sessuale) identifica un concetto molto più ampio che in altri paesi e include atti che altrove verrebbero classificati diversamente o non considerati violenza. Inoltre, ogni singolo atto di violenza perpetrato dalla stessa persona viene conteggiato separatamente e intervengono anche fattori culturali, come la maggiore propensità propensione alla denuncia.

Parole, termini e concetti

Ho fatto questa premessa per evidenziare il rischio delle equivalenze “da dizionario” quando si traduce da una lingua a un’altra: in inglese e svedese le parole per “atto sessuale imposto con la violenza” possono avere un uso generico simile nel lessico comune, ma identificare invece concetti diversi quando sono usate come termini nel contesto specialistico giuridico

Se la mancata corrispondenza non viene rilevata, l’informazione può risultare distorta.

Orientamento al concetto

L’approccio onomasiologico (orientato al concetto) del lavoro terminologico verifica la corrispondenza dei sistemi concettuali delle diverse lingue, aiuta a identificare le differenze, anche culturali, e a trovare soluzioni adeguate. Esempi: captain ≠ capitano, Carne o pollo? e Le differenze tra rifugiati e migranti.

Per una comparazione più scientifica si ricorre inoltre a ontologie che rappresentano le conoscenze codificandole in base alle loro proprietà, svincolate dai linguaggi naturali (esempio: terminologia giuridica).

Spesso nella traduzione prevale invece l’approccio semasiologico (orientato al termine) che non verifica la corrispondenza dei sistemi concettuali ma si limita ad associare elementi lessicali della lingua 1 a quelli della lingua 2, a volte senza riuscire a distinguere tra parole e termini.

Sono convinta che una maggiore attenzione alla terminologia e al suo uso contribuirebbe a un’informazione più accurata e potrebbe evitare errori e fraintendimenti: un altro esempio in Trump e la “deportazione” dei clandestini.
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Trump massacres by Nick Anderson  Vignetta: NIck Anderson

Per saperne di più, Rape in Sweden e Rape statistics (voci dettagliatissime di Wikipedia). Per qualche esempio delle argomentazioni contro la Svezia, date un’occhiata alle reazioni negative ai tweet dell’ambasciata svedese negli Stati Uniti e dell’ex primo ministro Carl Bild.

Esempio di tweet di Nigel Farage del partito nazionalista britannico UKIP che definisce Malmö “capitale europea degli stupri” a causa dell’immigrazione, correlazione smentita dai dati del governo svedese:

Nigel Farage: Malmo in Sweden is the rape capital of Europe due to EU migrant policies. Anyone who says there isn't a problem is lying to you.


*  Viene in mente un tipo di fallacia logica detta cherry picking: si selezionano solo prove o argomentazioni che sostengono la propria tesi – in questo caso la presunta alta percentuale di stupri – e si scartano invece tutte quelle che le darebbero torto.

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2 commenti a “Violenza in Svezia, una questione terminologica”

  1. 27 febbraio 2017 15:43

    Lele:

    @Licia
    Se non fosse questo blog sarebbe un semplice commento da grammar nazi. Ma in questo caso diventa una domanda; se l’hai scritto tu, un senso deve esserci. 🙂

    In fondo all’ultimo paragrafo di “Statistiche svedesi”, scrivi: “… la maggiore propensità alla denuncia.”

    Non l’avevo mai sentito. Perché propensità invece del più comune propensione?

  2. 27 febbraio 2017 15:50

    Licia:

    @Lele, un calco che mi è sfuggito (propensità è raro ma ha comunque il significato di “inclinazione, tendenza”) e che ho corretto, grazie!

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