Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Storie di bucce: da scorza a zest

How to zest a lemon

Avete notato che nel XXI secolo in cucina non si usa più la scorza di limone ma lo zest, come in inglese? 

È un anglicismo superfluo ma non è un vero e proprio neologismo: alcuni vocabolari, come lo Zingarelli, riportano infatti la parola zest, prestito dal francese zeste, marca d’uso regionale e databile agli anni ‘30 del secolo scorso: “(piemontese) scorza di limone o di arancia usata in cucina o, candita, in pasticceria: gli zest di Carignano”. Si trova anche italianizzato in zesta, soprattutto al plurale zeste.

È comunque curioso che per gli agrumi il lessico comune inglese sia più preciso del nostro nel descrivere la buccia, peel*. C’è infatti una parola per la parte colorata e profumata, zest, e una per quella bianca, spugnosa e amarognola, pith.

In italiano si deve ricorrere alla terminologia scientifica per esprimere questa differenza: flavedo (dal latino flavus, biondo) e albedo (da albus, bianco). Immagino però che nei dialetti di luoghi ricchi di agrumi esistano parole specifiche. 

le diverse parti di un agrume

In inglese zest è anche un verbo, ricavare la scorza di un agrume, mentre zester è uno strumento, il rigalimoni. Il sostantivo zest ha anche il significato di entusiasmo, verve, gusto (ad es. zest for life). La parola è entrata in inglese dal francese alcuni secoli fa.
.

* L’etimo di peel è il latino pilus, pelo. Associazione simile anche per scorza, dal latino scŏrtea, pelle o pelliccia.

Tag: ,

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

4 commenti a “Storie di bucce: da scorza a zest”

  1. 17 febbraio 2017 10:56

    Liloh:

    Mai letto “zest” su nessun ricettario qui da noi. Continuano tutti a usare il classico “scorza” senza il minimo problema.

  2. 17 febbraio 2017 12:30

    Paoblog:

    Tempo fa sulla rivista che pubblica Esselunga ho letto della glassa (a base di albicocche) impiegata per lucidare o apricottare le torte.

    Apricottare?

    Tra un pò il pane sarà “tomatizzato” (in italiano: pomodorizzato) per preparare la bruschetta?

  3. 17 febbraio 2017 12:47

    Licia:

    @Liloh, prova a fare una ricerca per zest di limone  😉

    @Paoblog, nella rivista dell’Esselunga, destinata a un pubblico generico, apricottare è una scelta poco accorta. In un contesto specialistico invece è adeguata: apricottatura è un termine tecnico della pasticceria che esprime un concetto preciso (spalmare di gelatina di frutta).

  4. 18 febbraio 2017 15:42

    Paoblog:

    @licia: ad onor del vero tutte le varie obiezioni che faccio sugli anglicismi fanno riferimento alla comunicazione generalista ovvero ad un pubblico vario e non specializzato e talvolta pure anziano.
    Io stesso nel mio campo lavorativo utilizzo termini specifici (anche se in italiano) di immediata comprensione agli addetti ai lavori, ma se parlo con amici o parenti, faccio in modo che il mio interlocutore mi capisca.

Commenti: