Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Blastare: dai videogiochi a Mentana (forse)

Anche blastare, come trollare, è un verbo colloquiale recente che ha acquisito un’accezione diversa o comunque più ampia di quella originale.

Con il significato di sbeffeggiare, stroncare, deridere pubblicamente, il verbo blastare ha avuto una certa visibilità associato alla parola webete e a Enrico Mentana, che ha fama di blastare i propri detrattori sui social.

pagina Facebook Enrico Mentana blasta lagggente  Immagine: pagina Facebook Enrico Mentana blasta lagggente 

Blastare deriva dall’inglese blast (far esplodere, distruggere, annientare) e ha origine nel gergo dei videogiochi del secolo scorso. Esempio: siete alla guida di un caccia e dovrete blastare qualunque oggetto volante che vedete sullo schermo.  

Evoluzione di blastare 

Il passaggio dal significato letterale a quello figurato è chiaro, però forse è stato meno lineare di quanto può sembrare. Alcuni dettagli:

freccia282 da una descrizione del 2002 di un videogioco del 1990 si può ricavare una nota di tipo diacronico: lo scopo del gioco è quello di blastare (termine in disuso ma non ai tempi di questi giochi) gli alieni; 

freccia282[4] la voce blastare di Slangopedia risale al 2008 e registra solo l’uso figurato, proposto da un romano: prendere in giro, deridere, sfottere con decisione, o render palese l’altrui torto con cinismo, senza alcuna pietà;

freccia282[6] anche la voce di Bruttastoria, del 2013, riporta solo l’uso figurato: deridere, umiliare, usare sarcasmo verso una persona. Esempio: Ieri c’eri quando Tizio ha blastato troppo Caio? Sì, l’ha distrutto (Roma);

freccia282[8] un articoletto di Repubblica del 2015, Da “blastare” a “bella zì” il romanesco under 25, non considera l’origine inglese ma commenta c’è dentro tutto l’animo romano.

Mi colpisce la presunta origine romanesca dell’uso metaforico perché blastare si direbbe invece il tipo di parola che si diffonde online e non è associato a un luogo specifico.

Mi piacerebbe anche avere conferma che l’uso figurato contemporaneo è una naturale evoluzione di quello dei videogiochi e che non si è sviluppato indipendentemente, come invece è successo a webete

Non ho esperienza diretta del mondo dei videogiochi ma spero in qualche dettaglio in più o precisazioni nei commenti!
.
Vedi anche: Piacciare, favvare, pinnare, lovvare…


Grazie a @GLOC247 e @f_bartoloni per altri esempi da videogiochi.

Tag: , ,

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

7 commenti a “Blastare: dai videogiochi a Mentana (forse)”

  1. 13 febbraio 2017 16:09

    Marco Rossi:

    To blast dovrebbe avere un significato figurato simile a quello acquisito in italiano. L’Oxford Dictionary lo da’ come sinonimo di criticize: The movie was blasted by all the critics.
    E’ una convergenza del passaggio da letterale a figurato tra lingue diverse?

  2. 13 febbraio 2017 19:36

    Fabrizio Bartoloni:

    Per un esempio pratico dalla rivista che avevo citato, Zzap! di dicembre 1989: http://www.zzap.it/explorer.php?album=40&immagine=13 C’è una istanza del verbo “blastare” nel corpo della recensione e un’altra in uno dei commenti. All’epoca parte dei contenuti era tradotta dall’edizione inglese di Zzap! e parte era prodotta originalmente dalla redazione italiana, spesso, come in questo caso, mischiandosi e generando calchi per l’epoca magari alieni ma che sono rimasti nel vocabolario videoludico di quella generazione a causa della popolarità della rivista fra gli appassionati.

  3. 13 febbraio 2017 22:11

    Altri Bit: Blasta che ti passa:

    […] di “trollare” che quella cui eravamo abituati. Licia Corbolante dal suo blog di terminologia mi ha citato come fonte nella ricostruzione […]

  4. 14 febbraio 2017 11:37

    Andrea Pachetti:

    Circa un anno prima, il verbo “blastare” comparve anche sulla copertina di Zzap!, precisamente nel numero 28: http://www.zzap.it/explorer.php?album=28&immagine=1 . Credo tra l’altro che il “blastiamoli vivi” derivi da uno slogan pubblicitario dell’epoca (yogurt?), ma ne ho solo un ricordo vago.

    Come numero di occorrenze, penso che il verbo fosse usato occasionalmente in Zzap! soprattutto per tradurre le recensioni dall’inglese, come dice giustamente il Bartoloni. Si trovò poi di frequente in Computer + Videogiochi (C+VG), che ereditò parte della redazione di Zzap!.

    Entrambe queste riviste presentarono un linguaggio particolarmente giovanile e “nuovo” nell’approccio alla recensione di videogiochi, rispetto a quanto veniva scritto a riguardo nel nostro Paese durante la prima parte degli anni Ottanta. Un saluto.

  5. 14 febbraio 2017 15:11

    Licia:

    @Marco per verificare bisognerebbe fare qualche ricerca di tipo diacronico in corpora specifici, però mi verrebbe da escludere l’influenza dell’uso figurato inglese su quello figurato italiano di blastare: mi sembra si noti anche dai diversi contesti d’uso degli esempi nella voce blast di Oxford Dictionaries. Va anche considerato che quasi tutti i verbi che indicano distruzione si prestano all’uso metaforico.

    @Fabrizio @Andrea grazie degli esempi, molto utili e interessanti!

  6. 19 febbraio 2017 11:38

    un cattolico:

    Da Romano non ho mai sentito usare blastare se non una volta, da una ragazza che conosce perfettamente l’inglese e naviga spesso in siti anglofoni.

    Blastare mi sembra decisamente limitato al linguaggio internautico, e prettamente giovanile: non ti pare Licia?

  7. 20 febbraio 2017 00:30

    Licia:

    @un cattolico, prova a fare qualche ricerca con Mentana e blasta, troverai moltissime occorrenze! 😉

Commenti: