Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Trump contro alieni: questioni terminologiche

Trump's executive order on immigration includes a plan to publish a weekly list of crimes committed by aliens

Continuano le polemiche sull’ordine esecutivo contro i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana promulgato da Donald Trump, che si è difeso equiparandolo a un provvedimento di Obama. Il deputato repubblicano Justin Amash però l’ha smentito:  

 

Il tweet di Amash evidenzia alcune distinzioni terminologiche su cui negli Stati Uniti è stata fatta confusione (cfr. la sua pagina Facebook). Inevitabile ritrovarla amplificata anche nei media italiani.

Per chiarire le differenze ho consultato il glossario di U.S. Citizenship e Immigration Services, disponibile anche in spagnolo, e di U.S. Department of Homeland Security. Ho estratto i cinque concetti più rilevanti e i termini che li identificano in inglese (e in spagnolo).

Terminologia americana dell’immigrazione

1 Alien (extranjero) – chi non è cittadino degli Stati Uniti. Sinonimo: foreign national.

Un alien può essere classificato in diversi modi: 
♦  immigrant vs nonimmigrant
♦  resident
vs nonresident 
♦  documented
vs undocumented (“illegal”) 
♦  refugee
vs asylee 

2 Lawful permanent resident (residente legal permanente) – chi non è cittadino ma risiede negli Stati Uniti ed è registrato come immigrant a cui è stata concessa legalmente la residenza permanente. Sinonimi: permanent resident, permanent resident alien, resident alien permit holder e i termini non specialistici green card holder e immigrant.  

3 Nonimmigrant (No inmigrante) –  un foreign national a cui è stato consentito l’ingresso negli Stati Uniti per un periodo limitato di tempo, soggetto a specifici termini e condizioni. Esistono diverse categorie di nonimmigrant che includono, tra gli altri, funzionari di governi stranieri, chi viaggia per affari, studenti, religiosi e rappresentanti di media stranieri.  

4 Refugee (refugiado) –  un foreign national che si trova fuori dal paese di cui è cittadino e non può o non vuole tornarci a causa di un giustificato timore di essere perseguitato per razza, religione, cittadinanza, opinioni politiche o appartenenza a un determinato gruppo sociale (cfr. Refugee e rifugiato: il lessico della migrazione).

5 Asylee (asilado) –  un foreign national con le caratteristiche del refugee ma che si trova negli Stati Uniti o in un loro punto di ingresso. 

Queste distinzioni terminologiche sono rilevanti perché, come ha indicato Amash, per legge chi ha lo status di lawful permanent resident (immigrant) non può essere discriminato per cittadinanza, luogo di nascita o di residenza.

Terminologia nei media italiani

Ho notato che nei media italiani la vicenda è riportata spesso come blocco all’immigrazione, e che gli immigrants (2, quindi già residenti negli Stati Uniti) sono descritti sia come immigrati che con la traduzione letterale immigranti, anche se in italiano hanno accezioni e connotazioni diverse (cfr. Migrante, emigrato e immigrato). 

Usa nel caos dopo il blocco dell’immigrazione di Trump.

Nei media italiani la distinzione tra immigrants, nonimmigrants e refugees viene resa in vari modi, ad es. “nessun rifugiato, nessun titolare di visto e nessun viaggiatore” e “immigrati, profughi e altri visitatori”, ma senza ulteriori spiegazioni.

L’uso di profugo nell’esempio precedente presumo tenga conto delle diverse percezioni delle parole refugee e rifugiato in inglese e in italiano, che solo apparentemente sono equivalenti.  

In questo esempio invece non è chiaro se rifugiati e profughi vadano considerati concetti diversi o equivalenti: “blocco di 120 giorni per l’accettazione di rifugiati. Stop indefinito all’arrivo di profughi siriani”.

Ho letto anche che da ieri non sono più soggetti al divieto di ingresso “i possessori di green card e di autorizzazioni permanenti alla residenza negli Stati Uniti” ma si tratta della stessa categoria, cfr. 2.

Terminologia italiana dell’immigrazione

Non mi dilungo con altri esempi e concludo senza però dare indicazioni terminologiche per l’italiano perché servirebbe un confronto approfondito con il nostro sistema concettuale.

Gli esempi fatti servono comunque a sottolineare un aspetto fondamentale del lavoro terminologico: qualsiasi analisi va fatta all’interno del sistemi concettuali a cui appartengono i termini, che poi vanno usati coerentemente e senza ricorrere a sinonimi.

Come ho già evidenziato in Le differenze tra rifugiati e migranti (terminologia di Unione europea e UNHCR), raramente c’è piena corrispondenza tra lingue diverse e allo stesso termine possono essere attribuiti significati diversi che variano dal contesto e dall’uso.

Mi piacerebbe vedere maggiore consapevolezza di queste differenze terminologiche anche nei media italiani!
.

Vedi anche: Green card o carta verde? (con una discussione sulle differenze tra cittadinanza e nazionalità) e Terminologia per la Giornata mondiale del rifugiato.


In Refugee e rifugiato: il lessico della migrazione ho già accennato a foreign national, non native e alien e ho analizzato le diverse connotazioni di émigré, global nomad, expat, immigrant, asylum seeker e migrant, ma dal punto di vista dell’inglese britannico. Ho anche fatto riferimento a extracomunitario e profugo in italiano.

The Lexicon of Global Migration
Immagine: Karl Sharro

Tag:

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

Commenti: