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Green card o carta verde?

esempio di green card

Donald Trump ha deciso di impedire l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana. L’ordine esecutivo ha colpito anche chi ha la Permanent Resident Card, il permesso di soggiorno a tempo illimitato comunemente noto come green card.

Cosa ne pensate della traduzione green card freccia282 carta verde in questo esempio?   

  Un setaccio dove sono finiti bambini, famiglie, studenti, traduttori iracheni che avevano aiutato le truppe americane, detentori di carta verde e viaggiatori con la doppia nazionalità (europea e di un Paese arabo).

Green card ≠ carta verde

Anche in Italia il documento americano è noto da tempo come green card, grazie anche alla cultura popolare (vari riferimenti nei film, tra cui uno omonimo degli anni ‘90 con Gerard Depardieu).

Una traduzione letterale senza spiegazioni potrebbe invece creare confusione con la carta verde, il certificato internazionale di assicurazione.

carta verde - Wikipedia

Green card è un esempio di anglicismo utile che evita ambiguità. Per chi non ne conoscesse il significato può essere aggiunta una spiegazione quale “permesso di soggiorno permanente”.

Nazionalità ≠ cittadinanza

Nell’esempio ho evidenziato anche la parola nazionalità perché è stata usata impropriamente per indicare i viaggiatori con doppia cittadinanza (dual nationals in inglese). Che differenza c’è?

La cittadinanza è un istituto giuridico: è il vincolo di appartenenza di un individuo a uno Stato che conferisce ai cittadini un insieme di diritti politici e civili e di doveri.

La nazionalità è un concetto sociologico e culturale: è l’appartenenza o il senso di appartenenza a una comunità per lingua, cultura, religione, tradizione, storia.

Cittadinanza e nazionalità non sempre coincidono, basti solo pensare alle minoranze linguistiche di molti paesi europei.
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Vedi anche: Iceberg della cultura
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9 commenti a “Green card o carta verde?”

  1. 29 gennaio 2017 21:07

    Ivo:

    Ma la differenza qui descritta tra cittadinanza e nazionalità non è “tecnica” (linguaggio specialistico)?

  2. 29 gennaio 2017 21:51

    Licia:

    @Ivo non credo sia solo un uso “tecnico” anche se effettivamente molti usano le due parole come se fossero sinonimi (aggiungo che all’università ci avevano martellato parecchio su questa distinzione!).
    Per l’ordinamento giuridico italiano i diritti sono di cittadinanza, cfr. Cittadinanza e altri diritti civili.

  3. 29 gennaio 2017 23:07

    Ivo Silvestro:

    Il De Mauro sembra dare ragione a me: come seconda accezione dà “l’appartenere a uno stato; l’essere cittadino di uno stato: ha ottenuto la nazionalità inglese” (http://dizionario.internazionale.it/parola/nazionalita ). Il che ovviamente non toglie che sia giusto far presente la distinzione e usare, dove possibile, il termine corretto.

    Aggiungo due cose. La prima è un ricordo di scuola: quando, credo alle medie, mi spiegarono la prima volta l’affermarsi degli stati-nazione, avevo trovato curiosa l’espressione, appunto in quanto per me “stato” e “nazione” erano la stessa cosa.
    Seconda aggiunta: in Svizzera, sul permesso di dimora si fa riferimento alla nazionalità, non alla cittadinanza, dello straniero (ma a questo punto potrebbe trattarsi di un elvetismo o di un’interferenza dal francese).

  4. 29 gennaio 2017 23:58

    Mauro:

    Ma la differenza qui descritta tra cittadinanza e nazionalità non è “tecnica” (linguaggio specialistico)?

    No.
    Posso farti l’esempio di mio padre, nato nell’Istria italiana e ritrovatosi dopo la guerra in un’Istria iugoslava.
    La sua nazionalità è sempre stata italiana (anche per la Iugoslavia stessa).
    La sua cittadinanza invece è stata italiana fino al 1945, dopo di che jugoslava fino al 1955, quando scappò in Italia, e quindi di nuovo italiana.

  5. 30 gennaio 2017 00:14

    Licia:

    @Mauro grazie, contributo molto utile (aggiungo che ho studiato a Trieste, dove sicuramente erano molto più sensibili a queste questioni che nel resto d’Italia).

    @Ivo grazie per i dettagli. Ho dato anch’io un’occhiata ai dizionari di italiano ed è difficile arrivare a un’unica conclusione sull’uso generico. Il Vocabolario Treccani dà questa indicazione su nazionalità: “appartenenza a un determinato stato, detto in senso proprio di persone giuridiche o beni iscritti in pubblici registri, quali navi, aeromobili e sim., ma riferito spesso, sebbene impropriam, anche a individui, come sinon. di cittadinanza” (grassetto mio).

    Termdat (il database terminologico della Cancelleria federale svzzera) per l’italiano include sia cittadinanza che nazionalità ma senza indicazioni d’uso. Come hai già osservato è probabile che ci sia interferenza del francese nationalité e anche del tedesco Nationalität.

    Credo possa essere interessante notare che nel Regno Unito nationality è l’iperonimo di 6 diversi status: 1 citizen, 2 overseas territories citizen, 3 overseas citizen, 4 subject, 5 national e 6 protected person, cfr. Types of British nationality.

  6. 2 febbraio 2017 18:22

    Mauro:

    @Ivo

    Visto che il De Mauro usa come esempio la “nazionalità inglese” (commettendo tra l’altro un ulteriore errore, visto che l’Inghilterra non è un paese sovrano), vorrei far notare che il governo del Regno Unito usa ufficialmente “citizenship” per la nostra “cittadinanza” e “nationality” come concetto più generico: https://www.gov.uk/types-of-british-nationality

  7. 14 febbraio 2017 13:07

    Mauro:

    e anche del tedesco Nationalität.

    In tedesco “di Germania” però la nostra cittadinanza è Staatsbürgerschaft.

  8. 14 febbraio 2017 15:17

    Licia:

    @Mauro in tedesco le parole non mancano di certo, ci sono anche Staatsangehörigkeit, Staatszugehörigkeit, Volkszugehörigkeit, In­digenat

  9. 14 febbraio 2017 15:31

    Mauro:

    @Licia

    Lo so: il mio commento non era linguistico, bensì “legale”. Nel senso che quella è la parola ufficiale usata dalle istituzioni tedesche.

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