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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Lezione di italiano di Francesco Sabatini

testo sulla copertina del libro: Francesco Sabatini   [presidente onorario dell’Accademia della Crusca] Lezione di italiano {grammatica, storia, buon uso}Ieri ho trascorso un’ora molto piacevole ascoltando Francesco Sabatini che conversava con Maria Luisa Villa e Aldo Grasso sul suo ultimo libro, Lezione di italiano.

È un bellissimo testo divulgativo, adatto a tutti, che tratta di lingua e di linguaggio e dei loro meccanismi da punti di vista diversi e molto stimolanti – neurolinguistici, sociolinguistici, sintattici, pragmatici, storici, culturali e altri ancora.

Avevo letto il libro tutto d’un fiato, incuriosita da riflessioni, dettagli ed esempi nuovi su temi che mi sono già familiari e affascinata da argomenti che invece non conoscevo.

Tra questi c’è la grammatica valenziale, che ribalta le nozioni scolastiche tradizionali incentrate sulla preminenza del soggetto e svela i meccanismi della sintassi partendo invece dal verbo e dai suoi argomenti, che costituiscono il nucleo di ogni frase.

schema riassuntivo di una frase semplice – Sabatini

Sabatini riesce a sintetizzare il modello valenziale con grande chiarezza, quindi lo mette in pratica per far riflettere sui meccanismi di comprensione e di formazione delle frasi e per affrontare l’analisi testuale.

Mi ha fatto venire voglia di saperne di più e credo che questo sia uno dei grandi pregi del libro: tiene alta l’attenzione del lettore, dà soddisfazione perché fa acquisire maggiore consapevolezza della propria lingua ma stimola anche ad approfondire.

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Vedi anche: False notizie: la morte del congiuntivo


Benessere e self helpDettaglio curioso: Lezione di italiano è pubblicato da Mondadori che ha catalogato l’ebook nella categoria Benessere e self-help

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4 commenti a “Lezione di italiano di Francesco Sabatini”

  1. 12 gennaio 2017 09:31

    Isa:

    Non mi pare strano: se chi parla male pensa male e vive male, come diceva Nanni Moretti, forse chi si sforza di parlare bene pensa meglio e vive meglio 😉

  2. 12 gennaio 2017 13:11

    Licia:

    @Isa, vero! 😉

    Leggo molti libri sull’italiano e sull’uso della lingua e sicuramente questo è il messaggio ricorrente. Però il libro di Sabatini ha il merito di fare osservazioni originali e scegliere prospettive nuove, perlomeno per i testi divulgativi di questo tipo. Ne riprenderò qualcuna sugli anglicismi in un prossimo post.

  3. 12 gennaio 2017 21:21

    .mau.:

    Mi sono detto “vediamo se lo trovo su MediaLibraryOnLine”. Sono il ventiseiesimo in coda, se tutto va bene lo prenderò a febbraio 2018.
    (il che è bello, da un certo punto di vista, perché significa che la gente è interessata a questi temi…)

  4. 19 gennaio 2017 14:48

    Emanuele Palli:

    Mi diverte il fatto che ciascuno nei commenti senta solitamente il bisogno di esprimere la propria opinione in attinenza a un articolo, a un fatto o a un libro, quando in realtà si dovrebbe scrivere solo per dimostrare la natura divina del pensiero, testimoniare un’anima superiore ed evidenziare la propria unicità, senza scadere nei tic d’una macchina opinante. La parola è un marchio di grandezza come un geroglifico egizio o la traccia di uno smarrimento come un labirintico poema. Le frasi vanno fatte roteare nell’aria come scimitarre: si tratta di una prova di forza, un’ordalia in cui vince solo la bellezza abissale. Poco importano i gusti, le idiosincrasie, i programmi personali dello scrivente.

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