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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Body: non sempre un falso amico

L’anglicismo body ricorre spesso nelle raccolte di falsi amici o meglio di pseudoprestiti, parole che nella lingua di origine hanno un altro significato (o non esistono). Viene osservato che in inglese body significa corpo o cadavere ma non l’indumento, che si chiama invece bodysuit, di cui body è un abbreviazione impropria che privilegia il determinante (body) anziché il determinato (suit). Sono però indicazioni spesso obsolete.

BODIES & CORSELETTES   “Choose a stylish, seductive body from our range of sculpting, smoothing, light control and sensuous lace styles that will create the perfect silhouette for your outfits” – Marks and Spencer

Anche nell’inglese britannico infatti si usa ormai da tempo body per indicare l’indumento femminile in un unico pezzo, sgambato e allacciato nella parte inferiore. Il dettaglio curioso è che pare che la risemantizzazione inglese di body abbia origine proprio dall’uso italiano nell’ambito della moda.

Metallic bodyNell’inglese americano prevale ancora bodysuit (o body suit) ma in Europa body può essere considerato un internazionalismo. È usato infatti  in varie lingue, ad es. tedesco (Body), francese (body o justaucorps) e spagnolo (bodi).

L’esempio di body in inglese ci ricorda che la lingua è sempre in evoluzione e parole e termini possono subire cambiamenti anche rapidi. I glossari e i database terminologici richiedono quindi una manutenzione continua che tenga conto anche di eventuali variazioni diacroniche.

Asimmetrie terminologiche 

In italiano chiamiamo body sia l’indumento appena descritto che quello usato per attività ginniche, privo di allacciatura inferiore, per il quale in inglese invece si preferisce leotard (un eponimo).

Nell’immagine iniziale appare inoltre la parola corselette (o corselet), definita come indumento intimo “combining corset and bra(ssiere)”, quindi un pezzo unico che unisce reggiseno e corsetto, spesso con funzione modellante o contenitiva.

Non ho conoscenze approfondite nel campo dell’intimo (precisazioni benvenute nei commenti!) ma vorrei usare questo esempio per evidenziare altre asimmetrie terminologiche.

In italiano esiste infatti la parola corsaletto ma è obsoleta e comunque esclude il reggiseno come lo escludono corsetto, corpino, corpetto e bustino (che sono sinonimi per alcune fonti e invece rappresentano concetti distinti per altre).

È invece incorporato il reggiseno, solitamente a balconcino e senza spalline, in guêpière e bustier, due francesismi. Si tratta però di indumenti dall’aspetto seducente e quindi con una funzione diversa da quella del corselette inglese.

corselette – ricerca per immagini

In questi casi sono d’aiuto le ricerche per immagini che mostrano che in generale anche corselette corrisponde all’indumento che in italiano chiamiamo body, eventualmente specificando modellante o contenitivo.

Riassumendo: al generico body italiano in inglese possono corrispondere body, bodysuit, leotard o corselette / corselet, ciascuno con caratteristiche distintive diverse.

Attenzione ai glossari!

Le risorse terminologiche multilingui devono tenere conto delle asimmetrie, dovute ad anisomorfismo o a classificazioni e sistemi concettuali diversi. In alcuni settori merceologici tra diversi produttori si possono inoltre riscontrare differenze di denominazione anche marcate.

I glossari tradizionali si rivelano spesso inadeguati ad affrontare queste differenze, mentre i database terminologici orientati al concetto permettono di fare le dovute distinzioni se progettati e gestiti correttamente.

I siti che raccolgono centinaia di glossari da fonti diverse possono comunque essere una risorsa utile per i traduttori ma andrebbero sempre verificati i criteri con cui sono stati compilati, la corrispondenza dei sistemi concettuali e la manutenzione e l’aggiornamento dei dati che tengano conto di eventuali slittamenti di significato e di variazioni diacroniche, diatopiche e d’uso.  
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Altre osservazioni su asimmetrie terminologiche e arbitrarietà del segno linguistico:
♦  decifrare, decodificare, decrittare, decriptare…
♦  Boots: stivali, scarponi e scarpette
♦  Completamento, compilazione e riempimento

Un reale falso amico “intimo” è slip, che in inglese è la sottoveste e non le mutande, cfr. Slipman: inglese farlocco francese!

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3 commenti a “Body: non sempre un falso amico”

  1. 12 dicembre 2016 08:35

    Gianmaria:

    Ciao Licia,

    qui a Ginevra, almeno nell’ambito della ginnastica artistica, la parola body per indicare l’indumento non esiste. Ogni volta che l’ho usata le mamme mi hanno guardato storto. Il termine effettivamente utilizzato qui, dalle mamme francofoni, da mia moglie, da tutte le ragazze della ginnastica e dagli insegnanti, è justaucorps (spesso abbreviato in justo). Le mamme anglofoni invece, sempre qui a Ginevra, utilizzano prevalentemente liotard (come citi anche tu).
    Ho l’impressione che anche nell’ambito dell’intimo femminile questo termine qui a Ginevra non si usi, ma indagherò con mia moglie.
    G.

  2. 13 dicembre 2016 14:38

    Daniela:

    Ciao Licia, mia mamma lo chiamava modellatore. Lo usavano, in genere, signore dalle forme generose proprio con funzione contenitiva e modellante. Oggi non credo che questo termine si usi più.

  3. 13 dicembre 2016 18:15

    Licia:

    @Gianmaria e @Daniela, grazie per i contributi. Aggiungo che su Twitter mi è stato segnalato anche guaina, bustino e body con guaina.

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