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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Parole di Trump, potenziale presidente USA

Oggi 8 novembre si vota per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Mi auguro che non sia Donald Trump e che questa sia l’ultima occasione per parlarne.

Trump: THE ELECTION IS RIGGED… UNLESS I WIN – vignetta di Bruce Plante
Vignetta: Bruce Plante 

Rigging: fantasma brogli

Una delle parole più usate da Trump nelle ultime settimane è rigged. Riferito a elezioni insinua che siano truccate. Il verbo rig, “manomettere, manipolare”, di etimologia oscura, implica sempre intenti fraudolenti. È omonimo del verbo rig “attrezzare, equipaggiare” (e altre accezioni più specifiche), di origine scandinava, che invece non ha particolari connotazioni. 

Il significato di trump

Anche la parola trump è polisemica. Nei giochi a carte il sostantivo trump è la briscola. In senso figurato l’espressione trump card equivale ad “asso nella manica e il verbo trump a “superare, avere la meglio” (cfr. #LoveTrumpsHate, hashtag della campagna democratica). In queste accezioni trump è un allotropo di triumph (trionfo) e quindi è di origine latina.

Ha invece etimologia germanica e onomatopeica trump, forma arcaica di trumpet che permane solo nelle locuzioni the last trump e the trump of doom, la tromba del giudizio universale. Da questa accezione deriva il verbo informale ma solo britannico trump, emettere sonore flatulenze.

Il nome Trump ha anche dato origine a vari neologismi, tra cui i sostantivi trumpism e trumpkin e gli aggettivi Trumpish, Trumpian e Trumpesque, e ha ispirato alcuni panini.

WHAT A NASTY WOMAN – vignetta con Trump  pattumiera che offende Hillary Clintondi Nate Beeler
Vignetta: Nate Beeler

“Crooked Hillary”, nasty woman

Trump ha chiamato ripetutamente la sua avversaria Crooked Hillary, “corrotta, disonesta” (dal verbo crook, “curvare, piegare” e anche “distorcere”). In un dibattito televisivo l’ha poi descritta come nasty woman, donna orribile, depravata e dal pessimo carattere: trovate un’analisi dettagliata in Word of the week: Nasty.

Bigly o big league?

Si è molto discusso anche del presunto uso dell’avverbo bigly. In realtà Trump dice big league (cfr. Who, What, Why: Did Donald Trump use the word ‘bigly’? segnalato da Marco B).

Big league è una metafora che arriva dal baseball: è il massimo livello di campionato, cfr. “di serie A” in italiano. Di solito però la locuzione big league è usata come sostantivo o come aggettivo, mentre Trump ne fa un uso molto insolito come avverbio (esempio: “I’m going to cut taxes big league”) e questo ha portato all’interpretazione alternativa bigly.

Un’altra peculiarità della pronuncia di Trump riguarda l’aggettivo huge senza aspirata iniziale e con vocale che pare allungata, tipici dell’accento di New York. È diventata un meme e viene resa resa graficamente con yuge, yuuuge, yooge o varianti simili.

I’M SORRY, I CAN’T HEAR YOU OVER THE SOUND OF MY YUGE EGO

Falsi amici

Sono legati a dichiarazioni dei mesi scorsi di o su Donald Trump anche alcuni errori di traduzione dei media italiani:
♦  Trump e la “deportazione” dei clandestini
♦  Grammatica e traduzione: il wherever di Trump
♦  Donald Trump non ha suggerito!
♦  Maiali americani con il rossetto
(lipstick on a pig)

Nei prossimi giorni vedremo se stavolta i media eviteranno i falsi amici *concedere (concede defeat) e *inaugurazione, ricorrenti nelle cronache delle elezioni presidenziali 2012 e descritti in “you guys” e la concessione di Romney.


Parola della settimana: psefologia – dal greco psêphos, il sassolino usato dagli antichi greci per votare – è lo “studio statistico delle elezioni, con particolare riguardo al comportamento dell’elettorato e allo spostamento dei voti da un partito all’altro” (Vocabolario Zingarelli).

Aggiornamento postelettorale: (Shy) Trump: nomen omen e POETUS (l’etimologia del nome Donald, la spirale del silenzio demoscopico, Calexit e altri neologismi) 

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4 commenti a “Parole di Trump, potenziale presidente USA”

  1. 8 novembre 2016 19:35

    Alesatoredivirgole:

    Ciao Licia,
    considerando i precedenti emersi tra i due candidati e rispettive famiglie (inviti, matrimoni, amicizie, interessi, sin dagli anni 2000), direi che il termine “falso amico” si addica a questa situazione di uno-contro-l’altra… anche se, conoscendosi cosi bene, entrambi penseranno di avere davanti un “amico falso”… 😉

  2. 8 novembre 2016 22:07

    Licia:

    @Alesatoredivirgole 😀

    Aggiungo una pubblicità con un’offerta imbattibile 😉 che sfrutta i riferimenti alle elezioni americane: riferimenti allo scandalo della posta elettronica di Hillary Clinton, un invito al voto (Make the right choice) e la polisemia di trump:

    Election Special – “Nobody can Trump that!”

  3. 9 novembre 2016 07:49

    Paoblog:

    ne parleremo anche troppo, purtoppo

  4. 9 novembre 2016 12:20

    Alpha T:

    Eheh, sapevo che non saremmo stati per nulla d’accordo…

    Sullo slogan #LoveTrumpsHate, ho scritto:
    http://blumudus.it/2016/lovetrumpshate-trump-vince-odio/

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