Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Side-gigger e altri lavoratori della gig economy

In questo dettaglio da un’infografica americana vengono confrontati solopreneur e side-gigger, due tipi di lavoratore in proprio, e sono indicati altri nomi con cui in inglese si può chiamare un independent worker:

solopreneur vs side-gigger
Fonte: MBO partners via solopreneur.com

Solopreneur è una parola macedonia in uso da alcuni decenni. È formata da solo+entrepreneur ed è usata per enfatizzare lo spirito imprenditoriale di chi lavora in proprio.

Side-gigger è molto più recente e fa riferimento a lavori e lavoretti occasionali o temporanei (gig), tipici della cosiddetta gig economy, fatti come secondo lavoro (side job).

Nell’infografica le due figure si distinguono per numero di ore di lavoro alla settimana e vengono attribuite anche motivazioni diverse che riguardano gestione del tempo, indipendenza e aspetti finanziari:

Solopreneur – Control of Career and Schedule; Side-gigger Independents – Search for Residual Income

In realtà queste modalità di lavoro non sono sempre una scelta ma una soluzione di ripiego e i nomi sono un tentativo di renderle più attraenti.

Alternative a independent worker 

Nell’infografica sono riportati anche i nomi più tradizionali con cui in inglese viene descritto un lavoratore in proprio: independent worker, self-employed, independent consultant / contractor, freelance worker, temporary worker, fixed term contract worker, on-call worker, small business owner with fewer than 4 employees.

Aggiungo che i gigger (gig worker) possono essere anche full-time e on-demand e che i freelancer con contratti a lungo termine ma senza diritti, benefit e garanzie dei dipendenti sono detti permalancer o permatemp.  

Solopreneur e imprenditore individuale

In inglese qualsiasi lavoratore in proprio – ad esempio un parrucchiere o un architetto – può autodefinirsi solopreneur, una parola usata ad effetto.

In italiano esiste la locuzione imprenditore individuale ma solo in apparenza equivale a solopreneur. È infatti un termine che identifica chi ha partita Iva ed è titolare di una ditta individuale iscritta al Registro delle imprese, ad es. artigiani e commercianti come il parrucchiere ma non liberi professionisti iscritti invece a un ordine come l’architetto.

In un’eventuale traduzione va quindi fatta attenzione al contesto, alle diverse connotazioni di entrepreneur, alla distinzione tra parole e termini (lessico comune vs specialistico) e alle eventuali implicazioni che può avere l’uso di ciascun termine.

Nell’ordinamento italiano sono infatti previste forme giuridiche diverse per le attività lavorative in proprio: imprenditore individuale (art. 2082 del codice civile), lavoratore autonomo (art. 2222) e libero professionista (art. 2229 e 2230), ciascuno con obblighi e aspetti previdenziali e fiscali specifici. 

Side-gigging, secondo lavoro e lavoro accessorio

Il side-gigging ha punti in comune con il secondo lavoro, un’espressione del lessico comune che indica un’occupazione “marginale o di rincalzo, spesso imposta dalla miseria delle retribuzioni correnti” (Devoto-Oli). In inglese avere un secondo lavoro è noto anche come moonlighting.

Per altri aspetti il side-gigging richiama invece il lavoro accessorio, definito dall’Inps come “una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto ‘accessorie’, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e tutelare situazioni non regolamentate. Il pagamento avviene attraverso ‘buoni lavoro’ (voucher)”.

Per ora non mi pare che in italiano esista una parola specifica per gigger. Ultimamente hanno avuto molta attenzione le proteste dei fattorini – anzi, rider – che consegnano pasti per conto di Foodora, ma non mi sembra che nei media (tradizionali e social) sia emerso ancora alcun neologismo facilmente riconoscibile. Intanto è ricomparsa la locuzione a cottimo che pareva caduta in disuso.

Nell’ambito del cosiddetto Jobs Act si discute invece di lavoratori accessori, di lavoratori intermittenti (il lavoratore è a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo) e di lavoratori somministrati (dipendenti delle agenzie di somministrazione di manodopera e di intermediazione).  .
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Vedi anche:
♦  Cos’è la gig economy, un post del 2015 molto visualizzato e scopiazzato
♦  Uberizzazione
♦  Il lavoro agile italiano.

vignette sulla gig economy 
Vignetta:
Ted Rall

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