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“Brexit significa Brexit”

“Brexit means Brexitè una tautologia che il primo ministro britannico Theresa May ha ripetuto più volte, senza però mai fornire alcun dettaglio.

vignetta di Christian Adams  Vignetta: Christian Adams

In realtà nessuno sa ancora cosa comporterà veramente l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’unica certezza è il nome Brexit, da subito un internazionalismo e sicuramente una delle parole dell’anno 2016.

Ne ho discusso in L’estate 2016 in quattro parole, uno speciale del Portale Treccani che oltre al mio contributo Brexit, parola del XXI secolo include anche quelli di Rosarita Digregorio su burkini, Silvia Demartini su sisma/terremoto e Daniele Scarampi su concorsone.

THE WORLD’S WORST DICTIONARY by THERESA MAY
Vignetta: Voice of the People


Aggiornamento maggio 2019 – Ora c’è anche trexit means trexit, variazione in tema dopo le dimissioni di Theresa May. Dettagli in Brexit significa anche #Trexit.


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4 commenti a ““Brexit significa Brexit””

  1. 5 ottobre 2016 12:51

    Matteo:

    Ciao Licia,

    magari è un modo per dire che non si torna più indietro? In effetti già si sa, non c’è bisogno di ribadirlo come un mantra, ma dal punto di vista comunicativo potrebbe essere efficace.

    In tedesco ho sentito dire “einmal Brexit, immer Brexit” (“il Brexit vale per sempre”, o qualcosa di simile).

    Rose is a rose is a rose is a rose…

  2. 5 ottobre 2016 21:44

    Watkin:

    Non capisco la presenza dell’orologio a cucù nella vignetta…

  3. 6 ottobre 2016 18:00

    Licia:

    @Matteo sicuramente vuol dire che non si torna più indietro, però è l’unica informazione certa…

    @Watking, forse solo di decorazione, oppure un riferimento al tempo?

  4. 11 ottobre 2016 17:29

    Massimo S.:

    Anche alla luce delle ultime notizie di cronaca il primo ministro inglese (o la prima ministra inglese?) vuol forse sottolineare che intende dismettere subito l’osservanza di certe regole europee (libertà di circolazione e di lavoro), senza status speciali o intermedi…), cercando, magari, di conservarne altre unilateralmente scelte tra quelle ritenute più vantaggiose (o meno scomode) per il suo paese…