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C’è anche chi imbocca il lupo…

IMBOCCA AL LUPO

Ieri Mario Passariello mi ha segnalato un tweet del sindaco di Firenze:

testo tweet di Dario Nardella: “Sono stato a fare l’imbocca al lupo al nuovo ct dell’Italia Giampiero #Ventura! Forza @azzurri !!!”
[Aggiornamento:nel frattempo il tweet è stato eliminato]

Può darsi si tratti di una correzione automatica (autofail) di testo scritto con un dispositivo mobile. Basta però una ricerca veloce per scoprire che sono davvero in molti a scrivere *imbocca al lupo anziché in bocca al lupo, addirittura si trovano alcune occorrenze in articoli di noti quotidiani italiani.

Ma com’è possibile che si sbagli un’espressione così comune? Provo a fare qualche ipotesi.

Da in bocca a imbocca

A meno che non si enuncino le singole parole, in bocca e imbocca sono omofoni. Può darsi che l’augurio venga interpretato come una sollecitazione che richiede un verbo all’imperativo e quindi per qualcuno imbocca diventa più plausibile di in bocca.

*Imboccare al lupo per me è agrammaticale perché dopo il verbo mi aspetto un complemento oggetto. In realtà imboccare può essere seguito da al lupo in tutte le varietà di italiano, in gran parte meridionali, che consentono l’accusativo preposizionale. Non manca comunque l’alternativa *imbocca il lupo, l’unica possibile in Italia settentrionale. Qualche esempio: imbocca il lupo per l’esame, ti faccio un imbocca il lupo, imbocca il lupo per domani ecc.

Subisce lo stesso trattamento anche l’augurio studentesco in culo alla balena, trasformato in incula la balena.

Rianalisi

In boccaimbocca e in culoincula sono fenomeni di rianalisi, “reinterpretazioni” che spesso consistono in risegmentazioni arbitrarie, guidate da fattori analogici o da etimologie fantasiose, come *amantide. Per approfondire l’argomento, c’è una voce molto dettagliata nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani.

Vedi anche: Canzoni, soramimi, buffalaxing e animutation, per diversi tipi di reinterpretazioni fantasiose di versi delle canzoni, e Mela cotone, un esempio di eggcorn (una rianalisi ristretta solo ad alcuni idioletti).
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10 commenti a “C’è anche chi imbocca il lupo…”

  1. 31 agosto 2016 09:29

    Luigi Muzii:

    Chissà cosa combinerebbe con la balena…
    Povero Manzoni.

  2. 31 agosto 2016 11:34

    Ginus:

    Questo “imbocca” è come il famoso “apposto”, più altre stronzate come “daccordo”, “menomale”, “mezzora”. Ho letto anche “Siamo accavallo”. E poi non siamo un popolo di analfabeti funzionali!

  3. 31 agosto 2016 13:20

    Isa:

    Capisco l’irritazione, e che si possa preferire “mezz’ora”, ma “mezzora” non ha niente che non va (un po’ come ventiquattroore vs. ventiquattr’ore):

    meẓẓóra / medˈdzora/ o meẓẓ’óra
    [comp. del f. di mezzo (2) e ora ☼ 1561]
    s. f.
    1 metà di un’ora
    2 (est.) breve unità indeterminata di tempo: ti aspetterò una mezzora
    || meẓẓorétta, meẓẓ’orétta, dim.

  4. 31 agosto 2016 13:22

    Isa:

    (Per quanto, sarebbe stato meglio che in “ventiquattrore” non ci finisse una “o” di troppo…)

  5. 31 agosto 2016 14:04

    Marco:

    Io ho visto scritto “via Lemonza” invece di “viale Monza” (un lungo viale milanese che collega piazzale Loreto con Sesto San Giovanni).

    E anche “mens sana in corpo resano”, per passare al latino…

  6. 31 agosto 2016 14:30

    Licia:

    @Ginus in questi esempi però gli errori di ortografia e le forme alternative come mezzora (grazie Isa) non determinano alcun cambiamento di significato come invece imbocca vs in bocca.

    @Marco via Lemonza! 😂 Mi ha fatto tornare in mente la gita di terza media a Siena: io e i miei compagni chiedevamo serissimi ai passanti se sapevano dove potevamo trovare “l’ape che ronza” che loro capivano “la pecheronza” e dispiaciuti ci rispondevano che non ci potevano aiutare.

    A proposito di latino, un esempio noto è la parola busillis che deriva da una risegmentazione errata di in diebus illis (in quei giorni) in in die busillis.

  7. 1 settembre 2016 09:59

    Ginus:

    @Isa
    “Ventiquattrore” indica una valigetta, non un periodo di un giorno. E mi va bene.
    “Mezzora” proprio no, anche se qualche dizionario l’ha inserito a forza bruta tra i suoi termini – forse hanno dovuto scendere a patti con la manica di incompetenti totali che lo usano. Comunque il sistema di misurazione del tempo usato in tutto il mondo prevede come periodo temporale immediatamente al di sopra del minuto l’ora. Le mezze ore e i quarti d’ora sono frazioni di ora, e così vanno espressi. Come non esiste il “quartodora” non esiste neanche la “mezzora” (e “quartodora” non lo trovi in nessun dizionario, tra l’altro).

  8. 3 settembre 2016 00:51

    Marco B:

    Io per essere sicuro di non sbagliare non scrivo ne’ mezz’ora e neppure mezzora, preferisco essere preciso e scrivere “durata di 16546737186000 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini dello stato fondamentale dell’atomo di cesio-133”.
    E’ un po’ piu’ lungo, ma evita un sacco di discussioni.

  9. 3 settembre 2016 23:50

    Licia:

    @Marco 🙂

    @Ginus in italiano e in altre lingue è comune un processo diacronico noto come univerbazione, “la fusione – manifestata anche dalla grafia – di due parole originariamente autonome”. Un esempio classico: pomodoro da pomo d’oro.
    Dettagli in univerbazione nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani.

  10. 30 agosto 2017 09:53

    Pier:

    “Imbocca il lupo” (incrocia il lupo), sarebbe l’augurio (così mi raccontava un anziano e dotto conoscente del Centro Italia”)che si facevano i pastori dell’Appennino abruzzese, con il fucile a tracolla, che, incrociandosi tra le loro vallate montane, si auguravano reciprocamente di incontrare il lupo (per loro un ovvio pericolo per le greggi)per ucciderlo e di conseguenza intascare un premio in denaro.

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