Per saperne di più sui giochi con le parole

graffiti milanesi

La parola si mette in gioco è uno speciale del Portale Treccani dedicato agli aspetti ludici della lingua. Include un’intervista ad Anthony Mollica, ritenuto il padre della ludolinguistica accademica, la traduzione di Pinocchio in emoji di Francesca Chiusaroli, un’intervista a Sabrina D’Alessandro, ideatrice dell’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite, e parecchi esempi di giochi di parole per attività didattiche di Simone Fornara e di Francesco Giudici.

Lo speciale si chiude con Il motto di spirito tra Freud e la testualità di Luigi Spagnolo, una panoramica degli aspetti psichici e della linguistica testuale che spiegano i meccanismi del comico di linguaggio.  Ho scoperto che l’espressione inglese punchline (o punch line), che indica la battuta conclusiva di barzellette e motti di spirito e che non ha un equivalente in italiano, può essere resa con la locuzione latina fulmen in clausula, “battuta fulminante in chiusura”, tipica degli epigrammi di Marziale. 
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4 commenti su “Per saperne di più sui giochi con le parole”

  1. Licia:

    @.mau. bella domanda e associazione molto interessante! Si tratta però più banalmente di un uso metaforico del verbo punch, “colpire con un pugno”, con line, “verso, battuta”. Dalla voce punch di Online Etymology Dictionary:

    “Figurative sense of “forceful, vigorous quality” is recorded from 1911. To beat (someone) to the punch in the figurative sense is from 1915, a metaphor from boxing (attested by 1913). Punch line (also punch-line) is from 1915 (originally in popular-song writing) […]”

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