Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

TRAINEESHIP prende a calci l’italiano

Nuovi anglicismi istituzionali in un comunicato stampa del MIUR:

9 E 10 MARZO A ROMA IL KICK OFF MEETING DI PRESENTAZIONE FEDERMECCANICA –MIUR – INDIRE presentano “TRAINEESHIP” progetto pilota di Alternanza Scuola Lavoro […] per offrire un percorso di formazione “on the job”

Kick off meeting

Un kick off meeting – da kickoff, il calcio di inizio nel football americano – è un incontro che segna l’inizio di un’attività e di solito consiste in una presentazione dettagliata. È il caso di questo progetto (cfr. il programma), per cui kick off meeting di presentazione è ridondante: basta presentazione o, più formale, incontro inaugurale.

Traineeship

In inglese trainee è l’apprendista, il praticante o il tirocinante e traineeship è un concetto generico che comprende l’apprendistato, il praticantato e il tirocinio. Nell’uso del MIUR traineeship pare corrispondere al tirocinio curriculare, che per il Portale per le Politiche del Lavoro è finalizzato ad “affinare il processo di apprendimento attraverso l’alternanza scuola/lavoro”.

Traineeship è un quindi un anglicismo superfluo che oltretutto è difficile da scrivere e forse anche da pronunciare correttamente, /treɪˈniːʃɪp/. Come prevedibile si trovano già parecchi esempi dell’errore trainership, che mostra poca familiarità con il suffisso inglese –ee (indica la persona su cui un’azione ha effetto, ad es. interviewer vs interviewee, l’intervistatore e l’intervistato, ed employer vs employee, il datore di lavoro e il dipendente).

On the job

Probabilmente formazione on the job è stato usato per dare una patina di modernità perché, fino a prova contraria, in italiano si è sempre detto formazione sul lavoro. O forse scuole e imprese convolte nel progetto saranno costrette a comunicare in inglese?

Tutoring

Nel comunicato si trova anche la frase sistema di formazione / coaching / tutoring integrato.

Probabilmente in questo contesto tutoring è usato con un’accezione “italiana” perché di solito in inglese l’attività di tutoring è specifica dell’ambito accademico – è la supervisione fatta da un docente a uno studente universitario – per cui non è molto rilevante in un contesto di apprendistato.

In italiano esistono comunque da tempo i calchi tutore e tutoraggio e quindi non è necessario ricorrere a un anglicismo.

Coaching

Coaching fa pensare al coach, l’allenatore di alcuni sport. Per comprendere correttamente il concetto però è più utile fare riferimento al verbo coach nell’accezione recente di “aiutare a raggiungere obiettivi personali o lavorativi”. Esempi: life coaching e health coaching.

Con il coaching si guida il coachee stimolandolo e motivandolo, in modo che usi e sviluppi le proprie capacità per trovare da sé le soluzioni. È un’attività diversa dal tutoring, con cui invece si danno precise istruzioni o si verifica che siano state seguite.

Di tutti gli esempi fatti finora – nel comunicato ce ne sono altri – coaching mi pare l’unico anglicismo utile perché rappresenta un concetto molto specifico che non ha un equivalente diretto in italiano.  

Itanglese

Nel sito del MIUR non esiste un glossario e raramente i termini usati hanno una definizione, per cui il loro significato va dedotto dal contesto d’uso. La mia impressione è che spesso agli anglicismi vengano attribuite accezioni particolari che in inglese sono assenti oppure diverse, un fenomeno tipico dell’itanglese che può tradire competenze linguistiche inadeguate.
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Ho aggiunto gli esempi di questo post all’elenco di anglicismi istituzionali
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Grazie a Rere per la segnalazione del comunicato stampa del MIUR.

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