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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Facebook: reazioni internazionali

Facebook ha introdotto alcune nuove funzioni che si aggiungono al pulsante Mi piace (Like) per interagire in modo più specifico con i contenuti altrui. Nella versione italiana si chiamano reazioni ma nelle discussioni prevale il nome inglese reactions, chissà perché.

Se si confrontano in nomi delle reazioni nelle principali lingue europee, si possono notare scelte diverse di localizzazione:

reazione inglese italiano spagnolo francese tedesco
Like Facebook Like Mi piace Me gusta J’aime Gefällt mir
Love Facebook Love Love Me encanta J’adore Love
Haha Facebook Haha Ahah Me divierte Haha Haha
Wow Facebook Wow Wow Me asombra Wouah Wow
Sad Facebook Sad Sigh Me entristece Triste Traurig
Angry Facebook Angry Grrr Me enfada (E)
Me enoja (int.)
Grrr Wütend

Quasi tutte le lingue usano un insolito mix di forme verbali, aggettivi e ideofoni, con l’eccezione dello spagnolo che mostra scelte formalmente più coerenti. 

Vi piacciono i nomi italiani? Corrispondono al significato che attribuite a ciascuna emoji?

La domanda non è casuale, ad es. la descrizione dell’ultima reazione è diversa per le versioni nello spagnolo “España” e in quello internazionale. Inoltre, se si confrontano le reazioni con quelle della versione beta che circolavano qualche mese fa, si nota che è Yayscomparsa Yay (emoji a destra), forse perché aveva ricevuto interpretazioni discordanti? La descrizione stessa è ambigua: in inglese l’esclamazione yay può esprimere compiacimento ma anche incoraggiamento o approvazione.

Intanto circolano già meme con descrizioni alternative e in italiano potrebbero anche nascere nuovi verbi, come suggerisce la vignetta di Dario Campagna

Nuove funzioni di Facebook: adesso possiamo likare, ahahare, sighare, lovare, woware, grrare

Ipotesi umoristiche ma non del tutto azzardate se si pensa a Piacciare, favvare, pinnare, lovvare… 😉

Vedi anche: Un’emoji parola dell’anno 2015, con osservazioni sulle differenze di interpretazione delle stesse emoji in culture diverse.


A proposito di petaloso, agli entusiasmi iniziali sono seguite molte stupidaggini sui meccanismi di formazione delle parole e alcune polemiche gratuite sulla risposta dell’Accademia della Crusca. Ne ha discusso il linguista Michele Cortelazzo in un intervento molto interessante che vi suggerisco di leggere.
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7 commenti a “Facebook: reazioni internazionali”

  1. 26 febbraio 2016 18:38

    Marco:

    Sui nomi non mi esprimo, ma trovo davvero orrenda la grafica! Probabilmente non rientro nel target di età di Facebook, ma questa grafica va bene per dei bambini delle scuole elementari/medie…
    In generale c’è questa tendenza delle corporation che controllano il mondo (Facebook, Google, ecc.), che definirei perversa, di usare una grafica da cartoni animati, anche se tra i loro clienti/utenti ci sono persone adulte.

  2. 26 febbraio 2016 19:18

    Paolo:

    A ottobre il pulsante Yay c’era ancora e si chiamava Evviva in italiano.
    >>> Facebook: i nuovi pulsanti “reazioni” tradotti in italiano, da “super” a “rabbia” http://www.downloadblog.it/post/147042/facebook-nuovi-pulsanti-reazioni-in-italiano il “Like” chiaramente continua a chiamarsi “Mi piace”, mentre stupiscono un po’ le nuove traduzioni. Il “love”, con tanto di simbolo a forma di cuore, viene tradotto con un ben più freddo “super”. “Haha” diventa “ahah”, “yay” diventa “evviva”, “wow” rimane “wow”, “sad” diventa “tristezza”, “angry” diventa “rabbia”. <<<

  3. 27 febbraio 2016 12:46

    Annalaura:

    Per me WOW è un’esclamazione di meraviglia positiva che non avrei associato alla faccina di FB che secondo me comunica sbigottimento o stupore negativo.

  4. 27 febbraio 2016 17:47

    Licia:

    @Marco, cosa ne dici della novità di The Times, emoji nei titoli del giornale di carta, così il lettore capisce subito il tono della notizia?

    @Paolo, grazie, dettagli davvero molto interessanti che fanno riflettere sulle diverse opzioni di localizzazione. Lo spagnolo ad es. rende esplicito che l’emoji è la reazione di chi commenta, mentre in altre lingue la funzione è meno definita e alcune emoji potrebbero essere interpretata come stato d’animo di chi commenta mentre altre come un “commento descrittivo” del contenuto commentato (cfr. esempio qui sopra di The Times).

    @Annalaura, in effetti WOW con gli occhi spalancati può prestarsi a interpretazioni diverse.

  5. 1 marzo 2016 11:38

    Luciano:

    Negli ultimi giorni sono stato a pensare a come si potrebbe rendere meglio la reazione “Love” di Facebook in italiano. Alla fine ho pensato che magari la soluzione migliore è “Fantastico!”, perché “Lo amo” non ha molto senso (come fai ad amare un post su Facebook?) e “Lo adoro” mi fa pensare ai programmi di Real Time, dove la gente non si vuole bene, si adora (che a pensarci bene è una cosa un tantino inquietante) e dove le cose non piacciono tantissimo, si adorano.
    O forse dovrei trovarmi una ragazza e smettere di farmi tutti questi problemi.

  6. 1 marzo 2016 12:36

    Marco:

    @Licia
    Proprio stamattina leggevo questo sul blog Lingua Franca:
    “Offering interjection equivalents as substitutes for comments on Facebook is an encouragement to retreat from human language to a kind of communication much more similar to animal squeals and grunts. The current craze for regarding emoji as fully paid-up words (recall the crowd-sourced translation of Moby Dick into emoji, the ridiculous news release in which Oxford University Press chose an emoticon as its Word of the Year, and other such nonsense) is not just a silly fashion; if taken at face value it’s a sign of profound misunderstanding.”
    http://chronicle.com/blogs/linguafranca/2016/02/29/being-an-interjection/

  7. 2 marzo 2016 17:48

    Licia:

    @Marco, grazie, non l’avevo ancora letto: articolo molto interessante.

    Sarebbe interessante capire quanto le scelte linguistiche siano state influenzate o forse pilotate da esigenze commerciali: è chiaro che dietro a questa novità c’è la necessità che hanno Facebook e chi acquista i suoi servizi di avere un sistema più granulare e meno ambiguo possibile per monitorare ed elaborare le preferenze degli utenti.

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