Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

E se… Pizzassimo?

barattolo di Pizzassimo Cirio con le scritte Pizza Sauce e Autentico Italiano

Sono molto incuriosita dai nomi pseudoitaliani di alcuni prodotti alimentari in vendita all’estero, di solito di marche sconosciute in Italia.

Il barattolo di Pizzassimo che ho visto in un supermercato svizzero invece è “autentico italiano”. È una salsa di pomodoro prodotta da Cirio e in vendita solo all’estero.

Si capisce perché il nome risulti efficace per uno straniero: viene “rianalizzato” come se fosse composto dal sostantivo pizza + suffisso del superlativo assoluto, riconoscibile da parole ormai internazionali come bellissimo (chi non parla italiano non può sapere che il suffisso include anche una i).

Noi parlanti nativi invece sappiamo che desinenze e suffissi si aggiungono alla radice (o morfema lessicale) delle parole, quindi scomponiamo il nome in pizz + assimo e lo troviamo ridicolo perché ci sembra un congiuntivo del verbo pizzare (a parte l’uso scherzoso, esiste davvero: nel linguaggio marinaresco pizzare significa urtare per errore di manovra).


foto di uova al sugo da Rivista StudioA proposito di pomodoro, in un articolo di uno chef italiano ho letto che l’uovo al sugo è tradizionalmente fatto con della salsa di pomodoro leftover.

La cucina italiana ha molti piatti fatti con gli avanzi, così ho provato a chiedere all’autore che differenza ci fosse tra avanzato e leftover. La risposta è stata alquanto sibillina: “il nazionalismo, a spanne”.
Io direi invece: itanglese!  


Vedi anche: una miniraccolta dii nomi italianeggianti in Moda all’italiana: per una Speziale

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6 commenti a “E se… Pizzassimo?”

  1. 21 gennaio 2016 15:51

    Giovanna:

    Sinceramente non riesco a capire il senso di questa risposta dello chef. Quello che è certo è che “salsa di pomodoro avanzata” mi fa venire fame, “salsa di pomodoro leftover” no.

    Pizzassimo mi fa venire in mente i nomi “pseudoitaliani” di altri prodotti, sempre di area tedesca: per esempio le macchine da caffè Tassimo o le capsule Cafissimo. Insomma, pare che il superlativo faccia molto italiano …

  2. 23 gennaio 2016 15:09

    BEP:

    A me sembra chiaro il significato della sua risposta: la tua insistenza a usare, chissà per quale strana ragione, parole italiane in un testo italiano, è un chiaro segnale di nazionalismo estremo. Completa chiusura verso l’esterno. Refrattarietà a qualsiasi innovazione. Etc.

  3. 23 gennaio 2016 19:23

    Massimo S.:

    Concordo pienamente 😉 con Melilli, evidentemente cuoco di respiro internazionale… che trova naturale utilizzare un linguaggio internazionale…
    Ma allora perché “autolimitarsi”, nel testo del tweet, e non avere il coraggio di scrivere in lingua inglese, o magari in francese, tutto il commento, o di scrivere almeno “leftover tomato sauce” piuttosto che salsa di pomodoro leftover?
    Internazionalismo a rate? 😉 😉 😉 “Provincialismo” di ritorno? 😉 😉 😉 Mah…

    Su ‘pizzassimo’ io lo avverto solo come un congiuntivo poco divertente del verbo scherzoso “pizzare”, verbo che qualche volta ho sentito e usato al presente, o al passato prossimo, tra amici, per indicare la proposta e la scelta di andare a mangiare una pizza in una trattoria alla buona invece che pasti più elaborati in ristoranti più pretenziosi.

  4. 24 gennaio 2016 11:08

    Luciano:

    Tre commenti e nessuno che abbia fatto notare che non hanno scelto “pizzissimo” per evitare che i malpensanti come me facciano collegamenti con le mafie. Che delusione 🙁

  5. 25 gennaio 2016 09:02

    Francesco:

    Non mi dà tanto fastidio il fatto che abbiano battezzato un prodotto da esportazione con “Pizzassimo”. Avrebbero potuto usare anche altre denominazioni che ricordano anche solo vagamente il Belpaese, che so “Bella pizza” o “Pizza mamma” o varie sgrammaticature capaci comunque di evocare per assonanza immagini (discutibili e stereotipate, certo!) di donne baffute vestite di nero intente a sfornare pizze italiche al suono di mandolini! Si tratta di un prodotto destinato a un mercato estero. Chissà quanti prodotti alimentari indiani di importazione avrò acquistato con denominazioni commerciali che farebbero sbellicare dal ridere i bramini del Rajasthan!

    Non sopporto invece l’atteggiamento arrogante del cuoco che oltre a usare un anglicismo del tutto superfluo e probabilmente incomprensibile ai più, si permette di dare del nazionalista a chi gli fa notare educatamente la cosa, senza neanche degnarsi di articolare una risposta altrettanto educata! Che se li mangi lui i leftover!!

  6. 25 gennaio 2016 09:45

    Massimo S. :

    @ Luciano

    Hai ragione. Con “pizzissimo” sarebbe stato più evidente anche in lingua italiana il richiamo a termini come “bellissimo”, ma inevitabilmente avrebbe potuto evocare nei parlanti l’italiano anche il “pizzo”, cioè il taglieggiamento delle attività produttive praticato dalla mafia e da altre organizzazioni criminali.
    Mi chiedo, peraltro, se in lingua inglese e nelle altre lingue dei paesi dove il prodotto è destinato il termine “pizzo” nel significato di estorsione sia noto e diffuso come il termine mafia o pizza, e se il termine pizzo possa evocare in tali lingue altri significati non graditi.