Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Siete ancora in temporary.

Una pubblicità che si vede in questi giorni in alcune stazioni della metropolitana a Milano:

PER UN GRANDE NATALE, SIETE ANCORA IN TEMPORARY. La linea “il Viaggiatore Goloso” è in esclusiva tutto l’anno nei Supermercati U! U2

Non conoscevo il marchio Il Viaggiatore Goloso e ho dovuto leggere la descrizione sotto all’immagine per capire di cosa si trattasse e rendermi conto che SIETE ANCORA IN TEMPORARY non era solamente un gioco di parole con inglese farlocco ma conteneva anche uno pseudoanglicismo.

Temporary va inteso come temporary store, l’ennesimo accorciamento improprio di una locuzione inglese che privilegia il determinante anziché il determinato. Esempi classici sono night club, golf coat, beauty case e, più recenti, spending, voluntary e stepchild.

Pare che il sostantivo temporary, un neologismo italiano, sia ormai parecchio diffuso, tanto che a lato della pubblicità c’è l’indicazione ti aspettiamo fino al 6 gennaio, un indirizzo e i mezzi per arrivarci, ma non appare la parola store né viene detto esplicitamente che si tratta di un punto di vendita temporaneo.

Ti aspettiamo fino al 6 gennaio in via Belfiore 16. Come raggiungerci [indicazioni metro, tram e autobus]

Per l’interpretazione corretta del messaggio è quindi richiesta la cooperazione del lettore. Chi ha ideato la pubblicità deve avere dato per scontato che il gioco di parole SIETE ANCORA IN TEMPORARY sia sufficiente, a me invece non pare del tutto ovvio.


Temporary store è un anglicismo superfluo: è una locuzione descrittiva che in inglese non ha accezioni particolari, quindi anche in italiano si potrebbe dire negozio o punto di vendita temporaneo senza alcuna perdita di significato. Non sono però soluzioni abbastanza cool, trendy o fashion!

In inglese britannico, in alternativa all’aggettivo temporary si usa anche pop-up (ad es. pop-up store) ma credo che la maggior parte degli italiani conosca solo l’uso informatico (ad es. finestre pop-up) o relativo ai libri 3D.
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Vedi anche: Yessss… We can… e!! per un altro esempio di slogan che richiede la cooperazione interpretativa del lettore.
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6 commenti a “Siete ancora in temporary.”

  1. 23 dicembre 2015 10:22

    Massimo S.:

    Diciamoci la verità… quanti acquirenti ‘tradizionali’ comprerebbero con fiducia in un negozio che oggi c’è e domani chissà… anzi, programmaticamente, ‘domani’ il punto vendita non ci sarà di sicuro?

    (Io ho sempre in mente le mie ottuagenarie ma dinamiche vicine di casa che non conoscono l’inglese, però vanno in giro, a messa, a trovare amiche e parenti, fanno la spesa, tirando sul prezzo col bottegaio, o, nei negozi a prezzi fissi, esaminano con cura la merce in vendita e non esitano a ritornare e a renderla, anche se di basso prezzo, pretendendo il rimborso del prezzo qualora la merce non abbia le caratteristiche promesse)

    Qui non è tanto, mi sembra, questione di ‘cooperazione interpretativa’ del lettore, quanto utilizzo di un messaggio volutamente ambiguo, con l’impiego di un termine straniero poco noto ai più nel suo vero significato, proprio per ‘non allontanare’ i suddetti acquirenti tradizionali già con una pubblicità più esplicita facente chiaramente riferimento alla temporaneità del negozio, che li scoraggerebbe senz’altro ( o potrebbe scoraggiarli) dal frequentarlo.

    Insomma, i destinatari ‘più evoluti ed esperti’, che magari hanno già dimestichezza con tali tipi di negozi e/o una padronanza più che discreta dell’inglese, apprezzeranno e comprenderanno il messaggio col gioco di parole sottesoladdove gli altri coglieranno soltanto un estroso e inglesizzante riferimento al ‘tempo’ (tipico dei moderni pubblicitari nostrani…) e, quindi, l’appello a sbrigarsi ad approfittare delle ‘offerte limitate nel tempo’ di quello che si presenta a tutti gli effetti ai loro occhi come un negozio tradizionale, destinato a rimanere pur dopo la fine delle offerte, a cui magari rivolgersi più agevolmente in seguito per eventuali resi o reclami.

  2. 23 dicembre 2015 12:13

    Enrico:

    A Milano non si rinuncia mai all’itanglese.

    Buone Feste cara Licia.

    Enrico

  3. 23 dicembre 2015 13:29

    Licia:

    @Massimo, grazie per il commento. Mi sono permessa di aggiungere la formattazione in colori diversi perché il mio invito alla sinteticità vale sempre, non solo per Inglesorum. 😉

    @Enrico, tanti auguri anche a te e a tutti i lettori..

  4. 23 dicembre 2015 17:31

    Carlo:

    @Massimo,c’è da dire in questo caso che a sparire è solo il punto vendita in questione, che facendo parte di una grossa catena di supermercati (Unes) permette all’acquirente di rivolgersi presso molti altri punti vendita.
    Sarebbe bello fare un sondaggio e vedere le varie interpretazioni che vengono date..
    Colgo l’occasione anche io per fare i miei migliori auguri a tutti i frequentatori del blog!

  5. 23 dicembre 2015 22:49

    BEP:

    Io conoscevo solo pop-up store, ma non da molto. Ne ho sentito parlare per la prima volta in relazione a Tesla.

  6. 24 dicembre 2015 04:11

    Massimo S.:

    @Carlo
    Non conosco la catena di supermercati Unes.
    Io avevo in mente, ad esempio, alcune pescherie che nella mia città (dove non c’è il mare…) spuntano come funghi nel periodo di Natale e di fine anno, per sparire poco dopo le feste…
    Ma anche se i supermercati Unes fossero conosciuti e diffusi a Milano, potrebbe valere il mio ragionamento ed esserci l’intento di ‘dissimulare’, col termine inglese, all’acquirente tradizionale, il fatto di aprire solo per pochi giorni un altro punto vendita, solo per profittare della maggiore propensione all’acquisto che si manifesta nel periodo natalizio… ed evitare il giudizio negativo che tali acquirenti tradizionali potrebbero dare, pensando che si vuol solo i loro soldi e non offrire, per così dire, un vero e duraturo servizio anche nel loro interesse.
    Sono un inguaribile malfidato?

    @Licia che dire?
    Che i ‘colori diversi’ sono, in realtà, il nero e un “grigio chiarissimo”, quest’ultimo, in pratica, un “non-colore” 😉 che ricorda da vicino il bianchetto dei censori 😉 ovvero fa sembrare il commento un frammento di chissà quale opera proveniente da tempi remotissimi, scampato a mille traversie e fortunosamente giunto fino a noi, ancorché mutilo, alla cui ‘ricostruzione’ vari studiosi hanno lavorato con alterne fortune e in polemica tra di loro per renderlo quanto più intelligibile possibile e fedele alla stesura originaria 😉

    Per finire, buone feste a tutti gli utenti del blog.

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