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Inglese farlocco: JOB&Orienta

JOB&Orienta

In questi giorni a Verona si sta svolgendo JOB&Orienta, “il più grande salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro”, un evento rivolto a un pubblico italiano e organizzato* in collaborazione con due ministeri italiani.

Non capisco la logica del nome ibrido JOB&Orienta. La parola orienta è un verbo, presumo di modo indicativo anziché imperativo, e il segno & fa concludere che anche la parola JOB appartenga alla stessa categoria grammaticale, però come va interpretata? In inglese il verbo job esiste ma è comune solo nella forma jobbing, altrimenti ha accezioni molto particolari.

In alternativa, si può pensare che Orienta sia una forma abbreviata molto informale di orientamento (alla maniera di “Ciao raga, tutto rego?”) e quindi anche Job sia un sostantivo. Se però si intende lavoro nel senso di occupazione o impiego collettivo, in inglese ci si aspetterebbe employment oppure anche jobs (job, singolare, solo se usato in forma aggettivale davanti a un altro sostantivo, ad es. job fair).

Altra possibilità: JOB, in maiuscole, è un misterioso acronimo.

Inglese farlocco

La conclusione più probabile però è che si tratti dell’ennesimo esempio di inglese farlocco, il nome che mi piace dare all’inglese “per italiani” poco idiomatico o addirittura errato, però facilmente comprensibile anche da chi ha solo conoscenze scolastiche della lingua.

profili: JOBinGreen, JOBInternational, CreativityJOBLa conferma di inglese farlocco arriva anche dai nomi dei tre profili espositivi, JOB in Green, JOB International e Creativity JOB.

Il primo fa pensare a un lavoro in un luogo o in un’azienda che si chiama Green, il secondo a un nome proprio (cfr. Amnesty International, Chrysler International ecc.) e il terzo credevo fosse inteso come Creative Jobs (lavori che richiedono creatività) e invece è un contenitore per “sfilate di moda, show cooking, dimostrazioni di make up e hair styling, degustazioni e lezioni dimostrative di cucina” (sarei curiosa di vedere dal vivo la differenza tra show cooking e lezioni dimostrative di cucina).

Traduzioni poco idiomatiche

La descrizione dei profili in inglese mi ha fatto scappare definitivamente dal sito:

JOB&Orienta, at its 25th edition, is the most important national fair on vocational guidance, school, training and job. […] In every area, the JOBInternational profile marks Italian and foreign entities that promote international mobility regarding study, training or working occasions, the JOBinGreen profile underlines those exhibitors and projects that support sustainability through different means and the news CreativityJOB profile highlights the excellence of Made in Italy in areas such as fashion, design and food. […]

KEEP CALM AND COME TO JOB&Orienta

È piena di scelte lessicali poco idiomatiche ed errori, e tra questi il più evidente mi pare *working occasions: avvilente davvero che in un sito dedicato al lavoro non si conosca l’espressione job [o career, employment o anche work] opportunity.

Credo però di aver capito perché per il profilo di @Job_Orienta su Twitter è stata scelta l’immagine a destra: KEEP CALM deve essere un’esortazione rivolta a chi come me riflette sul nome JOB&Orienta o capita sulle pagine in inglese del sito!
..

Per la serie anglicismi governativi e inglese farlocco: Get your [Jobs] Act together!


* JOB&Orienta è promosso da Verona Fiere e Regione del Veneto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Su Twitter, dove ho scoperto l’esistenza dell’evento, ho provato a chiedere informazioni sul nome sia a Job_Orienta che a MIURSocial ma non ho ancora ricevuto risposta [aggiornamento: commento da Job&Orienta qui sotto].

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6 commenti a “Inglese farlocco: JOB&Orienta”

  1. 27 novembre 2015 18:07

    JOB&Orienta:

    Gentilissima,
    Grazie per le riflessioni esposte. Ci soffermiamo in particolare sulla scelta del nome: è un brand studiato venticinque anni fa e scelto per riassumere al meglio i temi centrali della manifestazione ovvero il lavoro e l’orientamento. Essendo un brand non è quindi vincolato a regole sintattiche/linguistiche. È il nome dell’evento. Allo stesso modo, i percorsi e i profili si possono definire brandizzati in maniera coordinata.
    Grazie e continua a seguirci!
    Segreteria Organizzativa JOB&Orienta

  2. 27 novembre 2015 20:17

    Licia:

    @JOB&Orienta, grazie per la risposta. Mi domando però se la brandizzazione giustifichi gli errori. Di nuovo, mi chiedo che senso ha scegliere nomi in inglese errato per un evento italiano destinato esclusivamente a un pubblico italiano.

  3. 28 novembre 2015 12:25

    Massimo S.:

    Nell’epoca del “Jobs Act” renziano, epoca in cui il reperimento di un lavoro continua a rimanere problematico e resta critico e ampiamente dibattuto un efficace orientamento lavorativo che tenga conto delle richieste di mercato e delle inclinazioni di ciascuno, l’espressione che qui si commenta appare tutto sommato abbastanza intellegibile.

    (Mi domando se lo fosse altrettanto vent’anni fa, quando la volgarizzazione di Renzi era ancora di là da venire e vi era stato soltanto, per il grande pubblico, ancora qualche decennio prima, il tormentone de “L’altra domenica” con un altro Renzi, un “Renzi” nominativo e singolare, cioè Renzo Arbore, che con la frase “Andy, do your job” esortava l’italoamericano Andy Luotto a mimare la soluzione del quiz telefonico di volta in volta proposto, affinché il pubblico da casa potesse indovinarla.

    L’espressione che qui si commenta, con il post ‘esplicativo’ della Segreteria organizzativa dell’evento, sono un chiaro esempio di come il significato delle parole lo decide “chi comanda” (cioè chi ha un potere creativo, o di organizzazione, odi produzione , o un potere politico o economico e così via)… e quanto più ‘grande’ è questo ‘potere’, tanto più grande è l’indifferenza (nel bene e nel male) a qualsiasi preoccupazione di coerenza logica o grammaticale o di rispetto del tradizionale significato delle parole che si usano.

  4. 28 novembre 2015 13:19

    Licia:

    @Massimo, “indifferenza (nel bene e nel male) a qualsiasi preoccupazione di coerenza logica o grammaticale” è una descrizione molto efficace!

  5. 30 novembre 2015 21:24

    Vera:

    Complimenti per l’ottimo inglese…

    …e se in 25 anni nessuno l’ha mai corretto vuol dire che siamo ancora messi male in quanto a padronanza delle lingue!

  6. 1 dicembre 2015 00:01

    Licia:

    @Vera può darsi che qualcuno l’abbia segnalato in passato ma i responsabili del progetto non abbiano modificato nulla, convinti della bontà della loro scelta. Mi viene in mente un premio istituito dalla Fondazione Fiere di Milano per premiare gli espositori: l’hanno chiamato exhibitionist award, senza rendersi conto che in inglese exhibitionist è l’esibizionista. Quando gliel’ho fatto notare, anche loro hanno risposto dicendo che era una scelta voluta e che si trattava di una spiritosaggine (poco congruente però con le altre loro scelte): dettagli in Fiera Milano premia gli esibizionisti e nei commenti. Ho verificato, e tuttora continuano a usare exhibitionist nelle loro comunicazioni.