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Vi smonto il debunking

Ho l’impressione che ultimamente non si riesca a discutere di veridicità delle informazioni senza usare la parola debunking, intesa come l’azione di smontare notizie inattendibili, incongruenti o non scientifiche [ esempi ].

È un anglicismo insostituibile, utile o superfluo? Per rispondere, iniziamo dal verbo inglese debunk che non è un termine tecnico ma una parola del lessico comune:

debunk: 1 expose the falseness or hollowness of (an idea or belief);  2 reduce the inflated reputation of (someone) – Oxford Dictionaries

Ha avuto origine da un romanzo fantasy americano dell’inizio del secolo scorso ed è formato dal prefisso de– con il sostantivo informale* bunk (o bunkum), ora obsoleto, che voleva dire assurdità, fesserie o fandonie (debunk take the bunk out of things”).

Questo grafico ricavato con Google Ngram Viewer  mostra i sostantivi che negli anni sono stati associati più frequentemente a debunking in inglese:

grafico ricavato da Google Ngram Viewer

Provate a pensare ai verbi che usereste con i sostantivi equivalenti italiani, ad es. mito, affermazione, asserzione, opinione, idea, teoria, storia, biografia, eroe. Sicuramente vi sarà venuto in mente almeno uno di questi verbi: sfatare, verificare, smontare, smascherare, sbugiardare, smantellare, smentire, demistificare, ridimensionare, confutare, smitizzare, dissacrare e forse, più informale, anche sbufalare.

Le definizioni di smontare e di demistificare, da cui deriva demistificazione, dal Vocabolario Devoto-Oli:

smontare: dimostrare l’infondatezza o l’inefficacia di qualcosa analizzandolo nei minimi particolari; smantellare, demolire: s. un’accusa, una tesi; non fa che s. ogni mia affermazione ♦ Ricondurre nei giusti limiti, riportare alle dovute proporzioni, ridimensionare: s. una notizia; s. una situazione.

demistificare: ricondurre un fatto, un fenomeno, un evento, un’idea, ecc. alle sue vere e reali proporzioni, mettendo in risalto le deformazioni di cui è stato oggetto: d. un’ideologia; d. una falsa politica democratica.

debunkedIn italiano c’è chi giustifica l’uso di debunking dicendo che è un termine più preciso, ma credo di aver dimostrato che si tratta invece di un anglicismo superfluo: il lessico italiano possiede già tutte le risorse necessarie per esprimere lo stesso concetto dell’inglese.

Queste affermazioni evidenziano una caratteristica tipica dell’itanglese: si tende a conferire ai prestiti accezioni particolari o molto specifiche che sono invece assenti in inglese. È una percezione soggettiva, spesso dovuta a conoscenze lessicali non adeguate, che porta a “ridefinire” le parole inglesi caricandole solo del significato voluto.

Ho anche l’impressione che la predilezione per debunking possa essere influenzata dal termine informatico assonante debugging, la ricerca e la correzione degli errori in un programma o in un sistema.  


* Può darsi che all’epoca il neologismo debunk in inglese facesse l’effetto che potrebbe fare a noi ora un ipotetico verbo defuffare o sfuffare, da fuffa.
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6 commenti a “Vi smonto il debunking

  1. 19 novembre 2015 10:42

    hronir:

    Bello, mi piace “defuffare”! 🙂

  2. 23 novembre 2015 09:41

    Luigi Muzii:

    Sbufalare. Verbo familiare ai demistificatori.

  3. 24 giugno 2016 00:41

    MGio:

    In realtà, è proprio il fatto che in italiano ci sono molte espressioni equivalenti a renderle singolarmente più deboli e meno efficaci di debunking: la forza di debunking risiede proprio nell’essere divenuta, in inglese, una definizione che è uno standard de facto, soppiantando tutte quelle equivalenti. In italiano non abbiamo nessun’espressione che goda di una simile forza accentratrice di significato e di riconoscibilità, e per questo trovo giustificato l’uso del termine debunking.
    Dovremmo, al contrario, ritenerci fortunati per la grande opportunità che il prestito da altre lingue ci offre di generare lemmi semanticamente univoci. Per dire, il mouse per noi è il mouse, un oggetto a sé stante, a cui abbiamo associato un termine, per quanto appartenente alla lingua inglese, che lo individua in modo univoco.

  4. 24 giugno 2016 13:08

    Licia:

    @MGio attenzione però al mito della maggiore precisione dell’inglese, vedi Ancora itanglese. Sono d’accordo che ci sono molti ambiti in cui il prestito è la soluzione migliore (dettagli in L’invasione degli anglicismi) ma debunking non mi pare uno di questi. inglese in origine era una parola informale del lessico comune e potremmo trarne un’indicazione per usare lo stesso meccanismo per il verbo sbufalare in italiano: trasparente, inconfondibile e monosemico.

  5. 25 giugno 2016 16:19

    MGio:

    @Licia Dove ho detto che l’inglese è più preciso? Ho detto che in inglese debunking è diventato uno standard de facto, con tutti i vantaggi che questo comporta a livello di riconoscibilità e immediatezza, mentre da noi non c’è nulla di equivalente, nel senso che nessuna delle espressioni con cui potremmo tradurlo è uno standard e nessuna quindi è preferibile alle altre per riconoscibilità e immediatezza. Questa equivalenza delle varie opzioni che abbiamo in italiano, fa sì che non ce ne sia una della stessa forza di debunking. Certo, sbufalare o chi per lei sarebbe potuto diventare uno standard se, mentre debunking lo diventava in inglese, si fosse iniziato qui da noi ad utilizzarla in modo esclusivo, ma non è successo. In un certo senso, è troppo tardi per porci il problema.

  6. 25 giugno 2016 17:09

    Licia:

    @MGio non credo di aver capito cosa intendi con “standard”. In inglese infatti debunk è una parola del lessico comune, di registro informale (come sbufalare!), e non ha il significato particolare, specifico o insostituibile che le viene attribuito da chi la usa in italiano.
    Se ne trova conferma in qualsiasi dizionario monolingue di inglese. Esempi:
    http://www.collinsdictionary.com/dictionary/english/debunk
    http://www.oxforddictionaries.com/definition/english/debunk
    http://www.ldoceonline.com/dictionary/debunk
    http://www.merriam-webster.com/dictionary/debunk dove si legge There are plenty of synonyms for “debunk,” including “disprove,” “rebut,” “refute,” and the somewhat rarer “confute.”

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