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Grammatica e traduzione: il wherever di Trump

esempi di notizie

Il magnate americano Donald Trump ha insinuato che la giornalista che gli aveva posto alcune domande sgradite fosse aggressiva causa mestruazioni. Ha dichiarato: “You could see there was blood coming out of her eyes, blood coming out of her wherever”.

Anche i media italiani hanno riportato la notizia e tradotto la frase con le usciva il sangue dagli occhi, le usciva il sangue da ogni dove (o dovunque / da tutte le parti / dappertutto).

Ho visto alcuni commenti perplessi, come ad es. a me risulta difficile associare "da ogni dove" al sangue mestruale (qui*), che evidenziano un’imprecisione nella traduzione

Analisi della struttura degli enunciati

Mi sembra che le traduzioni italiane non abbiano considerato che la prima e la seconda parte della frase hanno la stessa struttura:

blood coming out of her eyes,
blood coming out of her wherever

Dopo gli occhi, ci si aspetta che venga nominata un’altra parte del corpo (che in inglese richiede l’aggettivo possessivo). Trump però non la specifica e invece, dopo un attimo di esitazione, dice wherever. È un riferimento indefinito che fa l’effetto di “vi lascio immaginare dove” e quindi risulta molto allusivo (cfr. l’audio e le trascrizioni alternative con puntini di sospensione, blood coming out of her wherever).

I media italiani hanno analizzato il secondo enunciato come se fosse coming out of her, wherever, e cioè hanno interpretato her come pronome personale anziché aggettivo possessivo, seguito dall’avverbio relativo wherever tradotto letteralmente con dovunque, dappertutto ecc. In questo modo, però, hanno diluito l’insinuazione misogina di Trump.

Mai sottovalutare la grammatica (e la punteggiatura)!


* Ho provato a spiegarlo in breve anche al commentatore perplesso, ma la mia risposta è stata censurata.

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Aggiornamento giugno 2016 – A distanza di mesi, una vignetta di Pearls Before Swine che fa riferimento alla famigerata frase. Si possono notare anche qui i puntini di sospensione:

filterectomy

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6 commenti a “Grammatica e traduzione: il wherever di Trump”

  1. 10 agosto 2015 15:32

    hronir:

    > Ho provato a spiegarlo in breve anche al commentatore perplesso, ma la mia risposta è stata censurata.

    Ci ho provato anch’io… e sono riuscito a farmi approvare il commento! (ma non al primo tentativo…)

  2. 10 agosto 2015 15:40

    Licia:

    @hronir, grazie! Ormai provo a commentare solo raramente su Il Post perché so che tutti i miei commenti vengono sistematicamente eliminati, qualsiasi cosa provi a dire! 😉

  3. 10 agosto 2015 17:06

    Luigi Muzii:

    @licia Benvenuta nel club, molto numeroso.

  4. 10 agosto 2015 17:27

    Isa:

    Molta blacklist del Post, molto onore 😉

  5. 11 agosto 2015 16:13

    Luca:

    Posso capire che il vittimismo conforti di più, e anche che sia difficile immaginare che qualcuno abbia fatto valutazioni diverse dalle tue, e che ascolti le tue senza cambiare idea: sono inclinazioni diffuse, e ho visto in passato che anche tu ami frequentarle. Accogliamo spesso correzioni – anche le tue – e ne ignoriamo altre, a ragion veduta. Ma in ogni caso, se ci sono correzioni da inoltrare, il Post ha da anni una mail ben evidenziata (correzioni@ilpost.it); come è ben spiegato da tempo anche che non ospitiamo nei commenti segnalazioni che non abbiamo a che fare col merito della notizia. Poi se ti fa più piacere sentirti censurata nella tua battaglia di libertà contro il Post, nessuna obiezione. Con affetto e gratitudine per l’attenzione, comunque, Luca Sofri.

  6. 11 agosto 2015 17:07

    Licia:

    Ringrazio Luca Sofri per l’attenzione e per il commento.

    Sono sorpresa che di tutti i miei post sugli errori dei media proprio questo abbia ricevuto così tanta attenzione (sarei curiosa di sapere chi l’ha condiviso su Facebook!). Vorrei quindi fare una precisazione per chi capita qui ma non segue il blog: questo è stato il primo (e credo sarà anche l’unico) commento che trovate qui sulle “censure” subite da Il Post, oltretutto in una noticina, quindi mi sembra un po’ esagerato parlare di vittimismo.

    È vero che uso spesso esempi da Il Post per evidenziare problemi di traduzione o falsi amici, ma proprio perché è un sito che mi piace leggere e quindi ci sono più probabilità di trovare esempi. Basta però dare un’occhiata ai post nella categoria media per vedere che la mia attenzione è rivolta agli esempi, spunto per condividere informazioni linguistiche, e non ai loro autori.

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