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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Terminologia per la Giornata mondiale del rifugiato

Oggi 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato (World Refugee Day), istituita dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e descritta anche con altri nomi: del rifugiato e del migrante / del migrante e del rifugiato / dei rifugiati / dei profughi ecc.

Le varianti sono sintomatiche di una certa confusione terminologica su questi temi: nell’ambito delle organizzazioni internazionali che se ne occupano, rifugiato, migrante e profugo non sono termini equivalenti ma identificano concetti diversi, e si notano anche differenze d’uso tra le diverse organizzazioni.  

Asylum and Migration Glossary 3.0 – European Migration Network

Glossario sull’asilo e la migrazione dell’EMN

Una risorsa molto utile per risolvere le ambiguità è il glossario multilingue curato dall’European Migration Network. Nella versione 3.0 (2014), disponibile solo in inglese ma con indice anche in italiano, ogni termine inglese viene definito in contesto UE e il concetto che identifica viene confrontato, se diverso, con quelli in altri contesti globali o di altre organizzazioni.

Per ciascuna voce sono indicati i termini corrispondenti in tutte le lingue ufficiali dell’UE e in norvegese, come si può vedere in questo esempio per refugee:

voce refugee in Asylum and Migration Glossary 3.0

Per ogni voce sono inoltre indicati sinonimi, iperonimi (broader term), iponimi (narrower term) e termini correlati (related term), consultabili facilmente grazie a collegamenti ipertestuali: i concetti, rappresentati dai termini, non sono considerati singolarmente ma analizzati all’interno del sistema concettuale a cui appartengono.

La voce refugee, ad esempio, indica come iperonimo forced migrant (migrante forzato), come iponimi convention refugee (rifugiato ex Convenzione di Ginevra), prima facie refugee (rifugiato prima facie) e resettled refugee (rifugiato reinsediato), e come termini correlati applicant for international protection (richiedente protezione internazionale), asylum seeker (richiedente asilo) e displaced person (sfollato).

Il glossario è un esempio di approccio comparato ed è una risorsa che consiglio non solo a chi è interessato all’argomento ma anche a chi si occupa di terminologia in altri ambiti. Mostra infatti come realizzare un ottimo prodotto terminologico, adatto a utenti diversi: non solo esperti, traduttori e comunicatori ma anche qualsiasi cittadino.

La versione 2.0 del glossario (2012) è disponibile anche in italiano e nell’introduzione si può leggere la descrizione dei criteri usati nella compilazione del glossario, anche questa molto utile per chi è interessato a informazioni pratiche sul lavoro terminologico.


Aggiornamento 28 agosto 2015 – Il punto di vista dell’UNHCR: “rifugiato” o “migrante”, qual è corretto? mostra che per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati il rifugiato non è un tipo di migrante, come per l’Unione europea, ma un concetto coordinato: l’UNHCR usa “rifugiati” intendendo persone che fuggono da guerre o persecuzioni attraversando un confine internazionale. E usa “migranti” per quelle persone che si spostano per motivi non compresi nella definizione giuridica di rifugiato.

Per l’UNHCR il migrante si sposta solo per per propria scelta, quindi presumo che non venga considerato il concetto di migrante forzato che invece per l’International Organization for Migration e nella terminologia dell’UE è iperonimo di rifugiato: maggiori dettagli in Migranti, emigrati e immigrati (differenze tra parole e termini) e in Refugee e rifugiato: il lessico della migrazione (connotazioni diverse in inglese e in italiano).

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2 commenti a “Terminologia per la Giornata mondiale del rifugiato”

  1. 21 giugno 2015 15:48

    Mauro:

    È interessante notare la diversa origine delle parole.
    Per esempio in tedesco: Flüchtling letteralmente significa fuggitivo, non rifugiato.
    Cioè il tedesco (contrariamente all’italiano o all’inglese) pone l’accento sul punto di partenza (da dove fuggi), non su quello di arrivo (dove ti rifugi).
    Sul significato della cosa se ne può discutere…

  2. 23 giugno 2015 13:10

    Licia:

    @Mauro, sì, molto interessante. In italiano abbiamo profugo che ha un’etimologia simile, ma non fa parte della terminologia della migrazione, è usata solo come parola.