Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Le 3 sicurezze di Trenitalia

Milano Centrale, dal 1° Maggio gate di accesso all'area partenza dei treni

Chi parte dalla stazione di Milano Centrale deve passare attraverso dei gate (dire cancelli era troppo brutto?) e da FS News si scopre che:

l’iniziativa, adottata da FS Italiane per ragioni di security, contribuirà a elevare la qualità del servizio offerto al cliente.
il progetto […] mira ad aumentare la sicurezza dei passeggeri e a prevenire i fenomeni di evasione, accattonaggio, attività illecite e vendite abusive in prossimità e a bordo dei treni 
presso i gate è prevista la presenza di personale qualificato nell’uso di defibrillatori defibrillatori e nelle manovre di disostruzione delle vie aree, anche pediatriche, per garantire un primo soccorso in caso di necessità e offrire, quindi, un valore aggiunto anche in chiave di safety 

In italiano il concetto di sicurezza è ampio e può riguardare la protezione o la prevenzione da vari tipi di rischio o pericolo. Di solito il contesto chiarisce di cosa si tratta e quindi non mi pare necessario fare distinzioni ricorrendo ad anglicismi che spesso vengono confusi da chi non è di madrelingua.

La differenza tra security e safety

In linea di massima, in inglese security indica protezione da minacce e attacchi deliberati a cose o persone (criminalità), safety invece protezione da rischi e incidenti fortuiti che possono pregiudicare l’incolumità o la salute.

Non capisco perché gli interventi di primo soccorso siano stati classificati come safety: si tratta infatti di azioni reattive e non proattive (le procedure di safety non possono impedire un infarto). Un esempio in cui safety è invece usato correttamente, ma che evidenzia quanto ridicoli siano gli anglicismi superflui, è Frecciarossa 1000 raggiunge il top anche in fatto di safety (il riferimento è a un evoluto sistema tecnologico di controllo della marcia del treno che elimina la possibilità di errore umano – fonte @matguidi).

In alcuni ambiti, ad esempio l’informatica, non è sempre facile interpretare correttamente il significato di safety e security perché capita che i due termini siano usati in modo arbitrario o addirittura come sinonimi. Le incongruenze possono complicare la localizzazione, soprattutto nelle lingue che non differenziano i diversi tipi di sicurezza e devono ricorrere a soluzioni ad hoc per distinguere i concetti.
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Vedi anche: Il SECURITY WARNING delle Ferrovie dello Stato

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5 commenti a “Le 3 sicurezze di Trenitalia”

  1. 12 giugno 2015 12:04

    Marco:

    Ricordo che già negli anni ’80 avevano messo dei tornelli con obliteratrici per accedere all’area delle banchine. Se non si era in possesso di un biglietto ferroviario, bisognava acquistare un apposito biglietto per entrare. Certo allora l’itanglese non era ancora di moda…

  2. 12 giugno 2015 21:13

    alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 12.06.15 | alcuni aneddoti dal mio futuro:

    […] Terminologia etc., “Le 3 sicurezze di Trenitalia”: In italiano il concetto di sicurezza è ampio e può riguardare la protezione o la prevenzione da vari tipi di rischio o pericolo. Di solito il contesto chiarisce di cosa si tratta e quindi non mi pare necessario fare distinzioni ricorrendo ad anglicismi che spesso vengono confusi da chi non è di madrelingua. […]

  3. 15 giugno 2015 21:48

    Davide:

    Effettivamente Trenitalia poteva porre più attenzione alla terminologia.
    Non mi sembra però errato classificare un intervento di primo soccorso come safety in quanto le azioni che ne derivano sono comunque finalizzate alla protezione della salute e sicurezza della persona o quantomeno alla riduzione del danno in caso di incidente.
    Tra gli addetti ai lavori “626” (passatemi la semplificazione gergale) tutte le procedure relative alla gestione delle emergenze (compresi gli interventi di primo soccorso) sono trattate come “safety”.

  4. 23 giugno 2015 12:29

    Licia:

    @Marco, proprio così. Ero di fretta e non sono riuscita a fotografare, ma ho notato un esempio di itanglese ancora più eclatante all’uscita, appena l’avrò documentato farò un altro post. 😉

  5. 23 giugno 2015 12:30

    Licia:

    @Davide, grazie per l’esempio: molto utile per sottolineare che il significato attribuito alle parole dipende anche dal contesto, e l’uso specialistico e nel lessico comune non sempre equivale.

Commenti: