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Conteggi con i “tally mark”

tally marksUna differenza culturale tra Italia e paesi di lingua inglese è che noi non usiamo molto i tally mark, un sistema di conteggio veloce usato, ad esempio, per tenere i punteggi di giochi di società. Per ogni punto si disegna un’asta verticale e per i multipli di 5 si tira una riga sopra le quattro aste appena disegnate.

È un metodo che ho visto usare soprattutto dai bambini e non mi sarei aspettata di vederlo anche in un contesto formale. In questa immagine invece si può notare che fa parte delle istruzioni per compilare il modulo per lo spoglio delle schede del recente referendum irlandese sul matrimonio:

modulo irlandese per il conteggio dei voti del referendum sul matrimonio

Nelle istruzioni si può notare anche un metodo alternativo: anziché le quattro aste barrate si possono fare quattro tratti per disegnare i lati di una casella, che poi viene barrata con il quinto tratto. 

Nel modulo è evidente anche il refuso pease anziché please, spunto per ricordare un’altra differenza culturale: in inglese sono previsti gli enunciati di cortesia anche in questo tipo di contesto, mentre in italiano no. Qualche dettaglio in Lingue, funzione fatica e cortesia, già citato in un commento qualche giorno fa a proposito del calco grazie per non fumare modellato sull’inglese thank you for not smoking.
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Vedi anche: e Se i numeri sono un’opinione e Paese che vai, divisioni che trovi, sui modi diversi di scrivere numeri e operazioni matematiche in lingue diverse.

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13 commenti a “Conteggi con i “tally mark””

  1. 28 maggio 2015 09:48

    Luigi Muzii:

    Sono abbastanza vecchio per ricordare le vignette della Settimana Enigmistica di quaranta anni fa e più di “ambiente carcerario” in cui si usavano per tenere il conto dei giorni.

  2. 28 maggio 2015 13:01

    Mauro:

    Io quel metodo di contare lo ho sempre usato e visto, fin da bambino, cioè più di quarant’anni fa. Non mi pare sia poco usato in Italia (lo si usava anche ai seggi elettorali quando, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 feci alcune volte lo scrutatore).

  3. 28 maggio 2015 13:31

    Licia:

    @Mauro, mi interessa molto perché prima di fare il post ho chiesto sia ad alcune persone che avevano fatto gli scrutatori che ad alcune maestre ma nessuno di loro li aveva mai usati o insegnati (ovviamente li riconoscevano: conoscenza passiva ma non uso attivo), quindi mi domando che differenze d’uso possano esserci. Sai se questo tipo di conteggio ha un nome anche in italiano, come in inglese?

  4. 28 maggio 2015 15:07

  5. 28 maggio 2015 15:08

    Nico:

    Un mio amico che vive in Giappne mi ha raccontato che i giapponesi usano invece il carattere “正” come tally mark. E’ fatto di 5 tratti distinti, e lo usano come le nostre barrette, per contare i punti negli sport, i voti, le ordinazioni di sushi 🙂 ecc.

  6. 28 maggio 2015 19:24

    Gabriele:

    I miei figli associano quei segni al cartone animato dei Dalton (4 fratelli carcerati che ad ogni puntata tentano una fuga, che si conclude con un inesorabile fallimento). 🙂

  7. 29 maggio 2015 21:35

    BEP:

    Notevole l’errore nel nome dell’ufficio elettorale. A prescindere da questo, trovo divertente il nome pensando al tema della votazione.

    Quanto ai “tally mark”, a me risultano piuttosto comuni in tutti quegli ambiti (pochi) dove c’è da contare diversi elementi uguali, uno ad uno. Non conosco alternative: scrivere un numero dopo l’altro (1 2 3 4 5…)? No. Fare una marea di righe o puntini? Siamo daccapo.
    Però devo dire che non avevo mai visto delle indicazioni che esortano a usare questo metodo.

    P.S. “diversi elementi uguali”? Uhm, suona bene.

  8. 31 maggio 2015 00:58

    fra:

    l’inclinazione della sbarra (il quinto elemento) dipende dalla mano utilizzata per scrivere?

  9. 31 maggio 2015 09:09

    Wilson:

    mmm, io l’ho imparato da bambino, ma da contesti adulti, in particolare dal conto dei giorni dei carcerati nella narrativa e dal conteggio dei voti in alcune elezioni in tv (capo dello stato, presidenti delle camere…).

    In questo contesto ho visto di recente anche un sistema alternativo disegnando progressivamente un quadrato barrato (sempre 5 segni).

  10. 2 giugno 2015 10:40

    Mauro:

    @ Licia

    Scusa il ritardo nella risposta ma negli ultimi giorni il tuo blog (per me) ha avuto problemi di collegamento.
    Sinceramente non mi sono mai posto il problema del nome italiano dei tally marks.
    Per me è sempre stato un modo spontaneo di contare in determinate situazioni e lo era anche per le altre persone con me nei seggi elettorali o anche in altre situazioni.
    Boh, non so che dirti.

  11. 2 giugno 2015 23:03

    Andrea:

    Usavo le sbarrette raggruppate a 5 per prendere gli ordini in pizzeria quando ero studente (15 anni fa)

    Andrea

  12. 10 giugno 2015 13:12

    Licia:

    Grazie a tutti per i dettagli e i riferimenti, molto utili e interessanti. Credo si possano riassumere così: è un sistema di conteggio facilmente riconoscibile, anche grazie ai riferimenti in film, cartoni animati e altro materiale tradotto. Molti italiani lo usano ma, a differenza dei paesi di lingua inglese, non ci viene insegnato sistematicamente a scuola ed è poco probabile che venga indicato come metodo da usare in contesti formali.

  13. 27 giugno 2015 22:22

    Mauro:

    @ Gabriele

    Il “cartone animato dei Dalton” è semplicemente Lucky Luke 😉