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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Anisomorfismo: handle

Vari media italiani hanno dato risalto a questo scambio di battute su Twitter tra Bill Clinton e @POTUS, il nuovo profilo ufficiale di Barack Obama:

scambio tra Bill Clinton e President Obama in Twitter

Ho visto che una traduzione ricorrente per la frase the handle comes with the house è “la gestione dell’account è legata all’incarico”. Il senso non è sbagliato, ma forse chi ha tradotto ha confuso il sostantivo handle con il verbo handle, che può significare “gestire”.

Anisomorfismo

In realtà qui handle è usato come sinonimo di username (nome utente) ma vuol dire anche “maniglia” e quindi the handle comes with the house è un gioco di parole, però nei media non ho visto spiegazioni per i lettori italiani. 

Handle è una parola che rappresenta bene il concetto di anisomorfismo, l’impossibilità di far corrispondere tutti i significati di una parola in una data lingua a tutti i significati di una parola in un’altra. Nel suo significato principale handle identifica qualsiasi cosa che ha la funzione di essere impugnata, mentre in italiano differenziamo tra maniglia, manico, manopola, manovella, impugnatura…

In senso figurato handle vuol dire anche “appiglio” oppure “chiave” (per capire qualcosa). Dalla frase informale a handle to (one’s) name è derivato invece il senso di “titolo” come Mr o Sir e quindi di soprannome, accezione che era diventata datata ma poi è stata rivitalizzata dall’uso in forum e chat e quindi nei social media per indicare il proprio identificativo (è sinonimo di username, nickname, nick, alias).

Altre accezioni informatiche di handlehandles

Negli oggetti grafici handle è un controllo che consente di manipolare l’oggetto, ad es. per cambiarne le dimensioni, le proporzioni o ruotarlo. La figura a destra mostra una forma di Microsoft Office: i cerchietti e quadratini bianchi sono sizing handle, il cerchietto verde è un rotation handle, il rombo giallo un adjustment handle.

In italiano questo tipo di handle ha nomi diversi, nessuno particolarmente efficace, ad es. Adobe usa maniglia, mentre Microsoft quadratino o punto.

Nei sistemi operativi un handle può essere un puntatore che viene usato da un programma per accedere a una risorsa, ad es. a un file, a una finestra o a un dispositivo. In questa accezione in italiano prevale il prestito handle.


POTUS = President Of The United States
FLOTUS = First Lady Of The United States

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6 commenti a “Anisomorfismo: handle

  1. 20 maggio 2015 12:00

    lucac:

    Grazie!
    Questa tua spiegazione rende ancora più bella una risposta (quella di Obama) davvero divertente.

  2. 20 maggio 2015 16:06

    Massimo S.:

    Il mio incontro di analfabeta inglese con “handle” è quello sugli imballaggi: “handle with care”.

    Il mio pur primitivo bagaglio culturale inglese mi permette di identificare il significato di to handle con qualcosa che ha a che fare con hand, mano… Da qui a ‘Maneggiare con attenzione’ il passo non è lungo o particolarmente arduo (dopo anni di “customer care” “I care” ecc.).
    (Aiuta, talvolta, l’avvertenza tradotta sull’imballaggio in una pluralità di lingue, tra cui, talvolta, l’italiano)

    Così come non è difficile intuire che handle sostantivo può aver a che fare con maniglie, appigli, con cose che anche in senso figurato si possono toccare con mano, ma salvo, tuttavia, il dubbio che possa essere una sorta di riconoscimento ingannevole, il che può togliere slancio alla nostra ‘intuizione’.

    Chiedere, però, al non parlante inglese di identificare il termine handle con username (nome utente) è pretendere troppo, così come decifrare il motto di spirito di Obama; è fatale che non venga riconosciuto… dai non parlanti inglese.

    Comunque se fossi stato Obama, per agevolare la comprensione della battuta avrei risposto e scritto “the handle comes with the House”, con l’acca maiuscola… chiarendo così che la ditta, l’ufficio di cui si tratta è la Casa Bianca… Qui, mi sembra, house non sta solo per casa di abitazione, ma allude a ditta, insomma al gergo commerciale, per così dire, come nell’espressione ‘software house’… e allude a quella ‘ditta’ particolare che è la residenza del Presidente degli Stati Uniti… – noi indichiamo il Quirinale per alludere al Presidente della Repubblica Italiana.

    E’ immaginabile che Obama, pronunciando la frase in questione, enfatizzerebbe il termine house, come se fosse scritto con l’iniziale maiuscola o tra virgolette.

    Circa le traduzioni insoddisfacenti di ‘sizing handle’, ‘rotation handle’ e così via, io opterei senza soverchi sensi di colpa, per un prosaico ‘punto di rotazione’, di ridimensionamento, di spostamento e così via, valorizzando il fatto che quelli sono i punti dove va applicato (puntato) il puntatore per la modifica (della posizione, delle dimensioni ecc.) dell’oggetto, con la consapevolezza che è illusorio inseguire ad ogni costo il miraggio di una traduzione ‘milimetrica’.

    A scuola, con riferimento alle cd. ‘lingue morte’ (latino e greco antico), a noi insegnavano che “tradurre è un po’ “ tradire”… in senso etimologico: occorre “trasportare” un concetto, un significato, da una lingua (e quindi da una cultura) ad un’altra… e ciò non sempre è possibile senza perdite di significato; il che comporta , talvolta, approssimazioni inevitabili, con cui bisogna rassegnarsi a convivere… purché passi il significato che ci aiuti a comprendere l’essenza del messaggio .

    P.S.
    Il sistema WordPress mi segnala che ho ecceduto nella frequenza e nel numero dei commenti postati…
    Osserverò, pertanto, dopo questo post, un periodo di silenzio.

  3. 20 maggio 2015 19:27

    Licia:

    @lucac anch’io l’ho trovato davvero molto divertente (forse anche troppo perfetto: meno spontaneo di quel che appare?).

    @Massimo, considera anche che comes with the house è una frase ricorrente tra chi descrive case per indicare cosa è compreso nella vendita o nell’affitto, ad es. the furniture comes with the house per dire che sono inclusi i mobili.
    Messaggio di WordPress: non dovrebbe esserci alcun limite al numero dei commenti, a meno che non siano del tutto simili a coommenti già inseriti. Forse è apparso se in sbaglio hai fatto clic due volte sul pulsante Inserisci commento?

  4. 21 maggio 2015 11:03

    Massimo S.:

    @licia

    1-
    Dunque la frase di Obama riecheggia uno dei consolidati modi di dire inglese(non sempre tutti noti ai non parlanti inglese) e il senso e la forza della battuta è tutta lì…

    2-
    Messaggio di WordPress: forse avrò cliccato più volte ‘inserisci commento’… in un momento in cui il computer sembrava ‘imballato’, causando la ‘reazione’ del sistema… meglio così(…) Potrò continuare a commentare …

    3-
    Errata : “milimetrica”, corrige: “millimetrica”; traduzione “millimetrica”
    (è proprio un errore mio, nel precedente post, un mio refuso dettato dalla fretta… tanto più imperdonabile in quanto quella specie di correttore automatico (o meglio ‘segnalatore di possibili errori’) che opera nella ‘maschera’ o ‘riquadro’ dell’inserimento commento, lo evidenzia, e quindi lo evidenziava anche in precedenza, al momento della scrittura del precedente post, giustamente in questo caso, come errore (sottolineatura rossa).

  5. 22 maggio 2015 20:32

    BEP:

    Non ho capito la “ricerca” di qualcuno interessato a @FLOTUS. Sembra un riferimento a Hillary Clinton, ma lei non vuole diventare FLOTUS (lo è già stata), ma POTUS. Detto così suona come “sono stufo di mia moglie, cerco un’altra donna”. A meno che si riferisse a Bill Clinton stesso, dove “first lady” diventa semplicemente il partner del presidente, senza distinzioni di genere. Mah?

  6. 23 maggio 2015 00:43

    Licia:

    @Massimo, @BEP, per me lo scambio è divertente per i sottintesi di #askingforafriend (hashtag in uno dei suoi usi comunicativi alternativi alla funzione standard di categorizzazione / parola chiave: il metacommento ironico) e l’idea di Bill come futura “first lady”. Notevole anche quanto sia stato costruito bene lo scambio nel limite dei 140 caratteri.