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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Sbagli, errori e corruttori automatici

Nella puntata di ieri di La lingua batte, Italiano: la situazione è grammatica, il linguista e giornalista Andrea De Benedetti ha fatto una distinzione tra sbagli, scorrettezze accidentali come i refusi, ed errori, che invece sono prevedibili e rispondono a un’idea di codice diversa rispetto a quella del codice universalmente riconosciuto, come gli errori di ortografia. Ho trovato molto divertente l’espressione corruttori automatici: i correttori automatici che correggono gli sbagli e li trasformano in errori.

vignetta di Silvia Zichevignetta: Silvia Ziche

In inglese e riferito ai dispositivi mobili si chiama autofail la correzione automatica (autocorrect) o il completamento automatico (autocomplete) con parole indesiderate, soprattutto se ne risultano sostituzioni imbarazzanti o assurde; è un neologismo recente, probabilmente destinato a sostituire l’espressione Cupertino effect.

Vi viene in mente qualche espressione equivalente per l’italiano?

Vedi anche: #refusando in inglese: fat finger, thumbo e twypo (e altri tipi di sbagli ed errori).

Potete ascoltare l’intera puntata di La lingua batte in podcast

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4 commenti a “Sbagli, errori e corruttori automatici”

  1. 19 maggio 2015 12:46

    dioniso:

    Uno dei problemi che vedo più frequentemente è quello prodotto sull’iPad dalla sostituzione di “sa” con “Sto arrivando!”. Ma quello non lo si può definire completamento automatico, credo. Credo che sia un’abbreviazione predefinita.
    Invece, andando ancor di più fuori tema, un po’ più subdoli e a volte imbarazzanti sono quelli introdotti dal riconoscimento vocale, che sto usando sempre più spesso. La vignetta mi ha riportato alla mente quello di qualche giorno fa. Dettavo in inglese per un’e-mail a un amico inglese. In passato il mio inglese veniva riconosciuto con delle percentuali imbarazzanti. Più di recente, invece, mi riconosce quasi tutto. Probabilmente hanno migliorato il riconoscimento di accenti stranieri.
    Ad ogni modo, dopo “Cheers” ho dettato il mio nome e me l’ha interpretato come “Love you”. Ho riprovato scandendo meglio: stessa interpretazione. Fortunatamente me ne sono accorto.

  2. 19 maggio 2015 18:21

    Massimo S.:

    Vincendo ogni tentazione di divagazione e attenendomi esattamente al tema (questa volta…) 😉 , propongo di tradurre autofail con “correzione automatica non riuscita” oppure “correzione automatica errata” , oppure “controllo automatico (di ortografia) (e grammatica) non riuscito”, oppure con altre varie combinazioni dei termini sopra adoperati.
    [parafrasi lunghe, rispetto a autofail… ma alla fine ogni lingua ha le sue caratteristiche, che non possono certo essere ignorate o snaturate]

    Per quanto mi riguarda, in attesa di miglioramenti decisivi degli strumenti di correzione automatica, li ho disattivati tutti sui miei dispositivi (pc portatili, telefonini ecc): preferisco essere io l’autore dei miei errori o refusi…

  3. 20 maggio 2015 18:28

    Licia:

    @dioniso, 😀

    @Massimo suggerimenti perfetti come descrizioni ma temo un po’ troppo lunghi come locuzioni perché non sono particolarmente memorabili o distintivi.

  4. 21 maggio 2015 11:27

    Massimo S.:

    @Licia

    Senza molta convinzione suggerisco ancora: “errore (da, del correttore) automatico”, “abbaglio automatico”, e altri sinonimi di errore abbinati all’aggettivo automatico.