Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Schiscetta international

foto di schiscettaProbabilmente ora si sa anche al di fuori della Lombardia che la schiscetta è un contenitore portavivande (pietanziera) per portare il pranzo da casa al lavoro. Il nome deriva da schiscià, schiacciare, perché il cibo veniva premuto per farlo stare all’interno della scatoletta (nell’immagine la tipica schiscetta metallica). 

Recentemente la schiscetta è stata citata anche dalla BBC, che ha ripreso la notizia italiana Contro sprechi cibo nasce Schisceta Reverse, inno a doggy bag:

«Contro lo spreco di cibo, nasce a Milano il movimento "Schisceta Reverse", idea dal nome milanesissimo ma di respiro internazionale per mutuare la pratica molto comune all’estero di portare a casa porzioni di alimenti o di vino che non si sono consumate al ristorante. […]  "Reverse" per spiegare come la società sia cambiata: se un tempo la "schisceta" rappresentava il "portarsi il cibo da casa, magari in ufficio", oggi il mondo va un po’ al contrario.»

La parola schiscetta mi piace moltissimo ma il nome Schisceta Reverse non mi convince, soprattutto se analizzato dal punto di vista delle valutazioni di globalizzazione.

Non solo un problema di doppie

In un contesto italiano, trovo insolita la scelta di preferire la grafia dialettale schisceta a quella italianizzata schiscetta, molto più diffusa e già registrata da alcuni dizionari di italiano. Anche se i motori di ricerca gestiscono i refusi (o presunti tali), la grafia poco frequente e sconosciuta al di fuori della Lombardia potrebbe penalizzare il nome nelle ricerche e rendere meno efficace l’uso degli hashtag.

In un contesto internazionale, schiscetta è un nome difficile da memorizzare perché abbastanza lungo e formato da una sequenza di lettere inconsueta per chi non è italiano.

Pronuncia

Poco probabile che chi non parla italiano sappia pronunciare correttamente schiscetta e in particolare distinguere tra la sequenza sc /sk/ e il digramma sc /ʃ/. 

Solar Schiscetta – bite the sunNella scelta di nomi destinati a un mercato internazionale le pronunce insolite andrebbero sempre evitate. È una considerazione che non pare aver fatto neanche chi ha ideato Solar Schiscetta, un prodotto di qualche anno fa.

Nome ibrido

I promotori di Schiscetta Reverse mi hanno spiegato che con il nome hanno “cercato di creare una connessione anche linguistica tra Milano e il mondo”, ma trovo poco efficace la combinazione regionalismo + itanglese e penso che i nomi ibridi manchino di personalità (per usare un’immagine legata al cibo: non sono né carne né pesce).

Va inoltre considerato che gli aggettivi inglesi precedono il sostantivo, anche in combinazione con forestierismi, e in un contesto internazionale ci si aspetterebbe reverse schiscetta. Una costruzione “errata” può comunicare approssimazione e trasmettere connotazioni indesiderate che influenzano la percezione del prodotto (commento di un inglese in un forum: the ‘reverse’ bit is sooo ‘very bello’).

Peccato che neppure per un’iniziativa italiana che ha a che fare con il cibo si riesca a pensare a un nome interamente italiano!
.

Vedi anche:
La doggy bag non è per il cane!
Globalizzazione e pronuncia di nomi di prodotti  
#verybello, vero italiano e inglese maccheronico

Altri nomi regionali per la pietanziera nei commenti qui sotto.

Tag: , , ,

Non sono consentiti commenti o ping.

8 commenti a “Schiscetta international”

  1. 8 aprile 2015 17:47

    Mauro:

    Schiscetta è italianizzato, giusto, ma non dimentichiamo che esiste una vera parola italiana (e non dialettale) per indicare l’oggetto: gavetta.
    Da cui l’espressione “fare la gavetta”… che però credo pochissimi sappiano da dove arriva.

  2. 8 aprile 2015 22:11

    Carla Crivello:

    In Piemonte la schiscetta è (o meglio era) ben nota come il “barachin”. @Mauro: così il “Tommaseo e Bellini” descrive la gavetta: vaso di terra o di latta con coperchio e senza da porvi la minestra a uso de’ soldati o de’ marinari…”

  3. 9 aprile 2015 09:46

    Luigi Muzii:

    Come mai schiscetta sembra attestato solo come parola dialettale?
    Gavetta, sì gavetta, quello dovrebbe essere l’italiano corretto.
    Mi ricorda anguria e cocomero…

  4. 9 aprile 2015 12:18

    Licia:

    Ho descritto la schiscetta come pietanziera e non gavetta* perché sono due oggetti dall’aspetto molto simile ma che mi pare abbiano funzione leggermente diversa: la gavetta si porta con sé vuota ed è il contenitore temporaneo per mangiare il pasto preparato da altri, mentre la schiscetta è il contenitore che ha come funzione primaria quella di trasportare e conservare fino al momento del consumo il pasto preparato a casa. Origine: lo Zingarelli fa risalire schiscetta al 1972, quindi è una parola abbastanza recente.

    * Etimologia di gavetta: dal latino volgare gabĭta, latino classico gabăta “scodella”.


    Aggiornamento 10 aprile 2015: qualche altro dettaglio in un nuovo post, Dialettismi e regionalismi.

  5. 9 aprile 2015 13:32

    Alesatoredivirgole:

    Mi piace l’idea di utilizzare ed esportare il termine “schiscetta”, al tempo stesso mi dispiace che non sia possibile “trasferirlo” con il medesimo effetto/concetto/suono nelle altre lingue.

    Domanda: questo “oggetto” esisteva o veniva utilizzato solo in Italia?
    Non escluderei che questo “oggetto” (o altro simile) fosse conosciuto/utilizzato anche in altri Paesi e da altri popoli.

    Ecco, sarebbe interessante risalire agli eventuali/possibili nomi utilizzati in quei Paesi da quei popoli.
    Allo stesso modo sarebbe interessante proporlo, in un secondo momento, su quei mercati: NOMEINLINGUApaese1 XYZ, l’unica schiscetta international. 😉

  6. 9 aprile 2015 13:58

    Licia:

    @Alesatoredivirgole, in un vecchio post, …e si dice in Lombardia, mi ero stupita che nonostante la passione milanese per il sushi non si fosse ancora diffuso il nipponismo bento [box]. 😉

    In inglese si usa lunch box e dalla voce di Wikipedia si può risalire ai nomi in altre lingue, ad esempio in portoghese lancheira o merendeira, che a me che non parlo la lingua sembrano nomi molto divertenti.

  7. 10 aprile 2015 17:31

    Mauro:

    @ Licia

    No, stavolta ti correggo 🙂
    “Gavetta” indica il contenitore… e il nome vale sia per chi ci mette dentro il cibo proprio (quindi di partenza piena) sia per chi ci mette cibo altro (quindi di partenza vuota).
    Volendo sottilizzare al limite la schiscetta diventa un sottoinsieme della gavetta.

  8. 13 aprile 2015 11:44

    Licia:

    Aggiungo un commento visto in un gruppo di Facebook:

    Nel Lazio sin da bambina l’ho sempre sentito chiamare “portapranzo”, è un oggetto familiare, che molte persone che conosco usavano, riempito di minestrone o di pasta al piano superiore e di carne e verdura, generalmente, a quello inferiore dalle amorose mogli. Quando non c’erano le mense, gli operai o coloro che svolgevano un lavoro pesante – non solo loro, immagino – si portavano questo portavivande per avere cibo vario e sostanzioso per pranzo. [Cinzia Franchi]

    La presenza di diversi “scomparti” è un’altra caratteristica che secondo me differenzia la schiscetta dalla gavetta.


    E un altro commento, il nome siciliano:


    Aggiornamento febbraio 2017 –  Grazie a Twitter ho raccolto qualche altro regionalismo:

    Tra le risposte si trova la variante truscitiedda a Palermo, ‘a spisa e u mursiaddru in Calabria e mappatella in Abruzzo.