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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

VeryBello, ora bilingue

Aggiornamento gennaio 2017 – Il Ministero del beni culturali ha lasciato scadere il dominio verybello.it e i contenuti descritti in questo post (marzo 2015) non sono più disponibili.


Ho scoperto da Giulia Blasi che il sito VeryBello.it non è più esclusivamente monolingue ma è stata aggiunta la versione in inglese britannico, segnalata dalla bandierina del Regno Unito (a quanto pare ora è la lingua predefinita del sito). 

opzioni del sito VeryBello.it

Non farò osservazioni linguistiche ma mi limito a segnalare un problema relativo all’opzione Choose a period che rende poco professionale il sito.

Date e varietà di inglese

From: 05/04/15 to: 09/04/15Le date sono visualizzate come nell’immagine a destra. L’intervallo dell’esempio però non va interpretato 5–9 aprile ma 4 maggio–4 settembre perché la versione in inglese del sito è impostata con il formato di data americano mese giorno anno (descritto nel post su Pi Day) che non è usato al di fuori degli Stati Uniti.

È una scelta che può creare confusione a tutti gli utenti non italiani che si aspettano le convenzioni britanniche, quindi date in formato abbreviato che seguono l’ordine giorno mese anno (aggiungo che si nota anche un’incongruenza con l’URL corrispondente alla ricerca, http://verybello.it/?p=5&di=2015-05-04&df=2015-09-04&lang=en).

Mi era venuta la curiosità di verificare la gestione delle date dopo aver visto il calendario degli eventi, che le riporta in questo modo:
  date VeryBello

Il formato di data “esteso” con il mese anteposto al giorno (March 17, 2015) , che a me era stato insegnato nell’inglese scolastico, è una convenzione che sta cadendo in disuso. Forse chi ha realizzato il sito ignora che nell’inglese britannico contemporaneo lo standard è diventato 17 March 2015 (esempi nei siti di BBC, The Guardian, British Airways, gov.uk ecc.).

Queste incongruenze indicano scarsa familiarità con il concetto di internazionalizzazione e sostengono l’analisi di Giulia Blasi: “il problema è che Verybello è un paradigma di come si fanno le cose in Italia: male, a tirar via, senza pianificare, senza pensare e reagendo alle critiche in maniera superficiale” […] “Verybello è la cosa piccola che ci mostra le cose grandi. È una cosa fatta male dall’inizio che continua a essere fatta male e che resterà lì, fatta male (ma pagata da noi, con i nostri soldi)”.
.

Vedi anche: #verybello, vero italiano e inglese maccheronico e Date e localizzazione (anche senza traduzione)


Al momento l’opzione Where do you want to go? nel sito VeryBello non funziona. Sarebbe stato interessante vedere come vanno impostate le ricerche e se agli utenti stranieri servano conoscenze della geografia italiana, come ad es. i nomi delle regioni.

Aggiungo anche alcune osservazioni partite dalla scelta della parola period, che può far pensare al ciclo mestruale:

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2 commenti a “VeryBello, ora bilingue”

  1. 19 marzo 2015 00:09

    un’altra cosa fatta male?:

  2. 23 marzo 2015 13:56

    Maria Teresa:

    TERRIFICANTE!
    Come ci sto male in questo paese di cose fatte male!