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Webolletta

webollettaMi sono imbattuta nella parola webolletta, il nome che Eni dà alle bollette di gas e luce gestite online.

È formata da web + bolletta e in apparenza è conforme al meccanismo più comune di formazione delle parole macedonia in italiano: viene privilegiata l’unione della parte iniziale di una parola con una seconda parola che invece rimane intatta.

Webolletta non mi pare però del tutto efficace. Credo infatti che dal primo elemento del composto ci si aspetti almeno un’intera sillaba, in mancanza della quale prevalga quindi l’interpretazione alternativa we+bolletta anziché web+bolletta. Mi sembra che l’effetto sia ancora più evidente in eniwebolletta, dove la parola web quasi scompare.

Sarei curiosa di sapere se altri condividono questa impressione, in particolare tra chi parla una varietà di italiano che prevede il raddoppiamento sintattico.

Vedi anche: C’è rima e rima (la struttura delle sillabe italiane)

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8 commenti a “Webolletta”

  1. 11 marzo 2015 10:29

    Giovanna:

    Pur non venendo da una regione in cui si usa il raddoppiamento sintattico, questa soluzione è sembrata anche a me strana, così di primo acchito, ancor prima di leggere il post (tra l’altro interessantissimo questo argomento illustrato in modo esauriente da Treccani). Anch’io ho avuto comunque l’impressione che mancasse qualcosa. Solo che non riesco proprio a farmi venire in mente una soluzione alternativa. Forse perchè la parola ha una componente non italiana? Mah …

  2. 11 marzo 2015 12:34

    dioniso:

    Appena letto webolletta mi ha subito fatto subito pensare a un servizio di pagamento della bolletta sul web. Però io il raddoppiamento sintattico ce l’ho nel DNA.
    La prima lettura di eniwebolletta invece mi ha fatto pensare a una parola tedesca. Credo che il mio occhio, abituato a quel prefisso, mia abbia fatto scambiare “eni” per un “ein”.

  3. 11 marzo 2015 13:54

    Mauro:

    Guarda, prima ancora di arrivare al punto in cui citi la possibilità we+bolletta… io stavo pensando: “Mah, a mericorda più we che il web…” 🙂

  4. 12 marzo 2015 13:23

    Licia:

    il campione non è significativo (4 persone, me inclusa), ma finora webolletta pare strano a chi non ha il raddoppiamento sintattico.

    @Giovanna, l’articolo è dall’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, una dei miei riferimenti preferiti. Tutte le voci sono consultabili online ma non è paragonabile al piacere di aprire a caso e sfogliare il librone di quasi 1700 pagine e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo. 🙂

  5. 12 marzo 2015 13:30

    Alesatoredivirgole:

    Anche io ho interpretato webolletta come we-bolletta fin da subito. Un noi+bolletta che assomiglia un po’ troppo a noi-in-bolletta …
    Molto più chiaro (almeno per me) sarebbe stato webbolletta, magari giocando con i colori e con le due “b” sovrapposte una sull’altra a simulare una “B”.

    Eniwebolletta proprio non mi piace, rischio di pronunciarlo any-way-bolletta ogni volta :-(. E poi Noi-Bolletta-Eni …

    Proporrei eniweB, dove la B (formata dalle due “b” sovrapposte citate sopra) ha una doppia funzione:
    – “b” inferiore : ultima lettera di web
    – “b” superiore : indica la “b” di bolletta, dove “olletta” potrebbe essere scritto con carattere ridotto e con colori sfumati rispetto ad eniweB.
    Spero di aver reso l’idea del logo

  6. 19 marzo 2015 15:38

    Silvia:

    Io non ho il raddoppiamento sintattico e leggo “we bolletta” che, tra l’altro, mi richiama alla mente “WeTransfer”.
    @dioniso: anch’io, a prima vista, leggo “einwebolletta” quando vedo “eniwebolletta”

  7. 20 marzo 2015 16:16

    Linda Liguori:

    Anche per me webolletta sembra strano e non facilita la lettura sperata, bolletta via web. Oltre ad ingenerare errori di comprensione e lettura (we bolletta). Un po’ come fu per Webank più di 10 anni fa. Quando si vuole giocare troppo con le lettere, il rischio è di perdere tutto …
    Linda

  8. 2 aprile 2015 10:37

    Massimo S.:

    Per quanto mi riguarda, webolletta è abbastanza intelligibile… Il raddoppiamento webbolletta non aumenterebbe, mi sembra, la chiarezza e la leggibilità del termine, che per alcuni meridionali potrebbe suonare come lo strillo del banditore di un tempo, magari accompagnato da rullo di tamburi o squillo di tromba, che annunciava agli analfabeti gli invisi comandi dell’Autorità: uèèbolletta! (vale a dire: attenzione, c’è da pagare un balzello…)
    Secondo me tutto dipende dal fatto che la nostra attenzione viene dolorosamente calamitata dalla parola bolletta, termine negativo perché tradizionalmente associato a periodici esborsi di denaro che assottigliano le nostre finanze…
    Insomma la parola che qui si commenta ci ricorda che dobbiamo pagare qualcosa… e poco c’importa se tanto ci viene comunicato via web e/o se possiamo pagare via web. Dopo l’esborso, avremo comunque meno soldi, questo conta… tutto il resto, il prefisso we con o senza la b, scolorisce e scompare…
    Massimo S. -BN