“Neologismi (e anglicismi) alla prova”

Una lettura lunga ma piena di spunti e suggerimenti per approfondimenti: Neologismi (e anglicismi) alla prova, la reazione con cui Luca Serianni ha concluso il convegno La lingua italiana e le lingue romanze di fronte agli anglicismi (23-24 febbraio a Firenze).

Ho assistito agli interventi della prima giornata e mi riprometto di condividere in un prossimo post i miei “asporti” dal convegno.immagine americana che gioca sul doppio significato di takeaway: raffigura una tipica vaschetta quadrata per cibo d’asporto cinese con bacchette a forma di chiave

Asporti è un mio calco volutamente scherzoso di takeaways, anglicismo importato dal gergo aziendale inglese per descrivere le informazioni utili che si ricavano da una riunione o presentazione (quello che “si porta a casa”). In inglese è usato soprattutto al plurale e le collocazioni più comuni sono key / top / important takeaways.


Aggiornamento: leggete anche #dilloinitaliano: quello che è successo, il resoconto di Annamaria Testa con i punti chiave del convegno e alcuni sviluppi importanti che ci saranno nei prossimi mesi. Nei commenti altri dettagli su takeaways.

2 commenti su ““Neologismi (e anglicismi) alla prova””

  1. Licia:

    Aggiungo alcuni commenti fatti su Twitter:

    Per me sono molto interessanti perché mi hanno rivelato che nell’uso italiano il prestito takeaway ha subito un’estensione di significato: nella mia esperienza soprattutto con americani, takeaway viene inteso dal punto di vista dello spettatore (“prendo e porto con me”), infatti viene spesso usato specificando chi trova rilevante cosa (What were your takeaways? The takeaways for me , cfr anche definizione ed esempi in Oxford Dictionaries). Può essere utile anche ricordare una parola simile, giveaways (omaggi), perché evidenzia la differenza tra chi riceve e chi dà espressa da take e give.

    Tradutoto invece osserva “ho sempre inteso [takeaways] come gli aspetti salienti che io relatore voglio che il pubblico ricordi. Il pubblico non ha molta scelta. O almeno così me li hanno sempre "imposti" alle varie presentazioni cui ho assistito” e conclude con una battuta divertente:

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