Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Parola del giorno: accometaggio

Oggi fa notizia il lander Philae, che dovrebbe atterrare è atterrato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sette ore dopo essersi separato dalla sonda Rosetta.

È anche apparsa la parola accometaggio, modellata su una reinterpretazione arbitraria di atterraggio: come già osservato per ammartaggio (e prima ancora per allunaggio), l’etimo di atterrare è terra nel senso di suolo e non di pianeta, quindi si parla di atterraggio anche per altri corpi celesti.

Accometaggio è una parola divertente ma destinata a rimanere un occasionalismo. Nelle descrizioni divulgative la preferisco comunque a landing, anglicismo superfluo, e a sbarco, che implica l’uscita da un mezzo di trasporto, mentre invece Philae atterrerà è atterrato direttamente sulla cometa.

Aggiornamento 30 settembre 2016 – Accometaggio: parola “meteora” o “cometa”?

(nelle pagine italiane del sito dell’ESA, che ha prodotto questa animazione, non è mai usata la parola accometaggio; appare invece in un comunicato stampa dell’ASI)

Tag: ,

Non sono consentiti commenti o ping.

4 commenti a “Parola del giorno: accometaggio

  1. 12 novembre 2014 18:04

    Paolo:

    Philae dice “atterrato” 🙂
    https://twitter.com/Philae2014/status/532565553496752129

  2. 12 novembre 2014 18:29

    Licia:

    Grazie Paolo, incollo qui il tweet:

    Philae ha una forma cubica e ho letto che ha circa le dimensioni di una lavatrice e al suo interno ha un forno per analizzare i campioni di suolo. A qualcun altro ha fatto venire in mente l’abitante della luna in A Grand Day Out?
    Provate a guardare dal minuto 15 in poi:

  3. 13 novembre 2014 21:21

    joel:

    (primo contatto col blog: ci sono arrivato da “musati”, scritto così da un veneziano e cercato subito su G per essere sicuro di aver colto correttamente il significato)

    Il verbo “atterrare” l’ho sentito usare anche in un volo interno (Fiumicino-Tessera) dal comandante, quando per una serie di circostanze si era prospettata la possibilità di *atterrare in mare* (testualmente).

    Dopo siamo atterrati sulla pista, invece, dopo un paio di giri per aria, però l’idea di usare per la prima volta, per davvero, tutta l’attrezzatura di emergenza non era male (ma ero decisamente in minoranza, su quel volo, almeno a guardare le espressioni dei vicini di posto e del personale).

    Quindi, in definitiva, qualsiasi procedura utilizzata per raggiungere la superficie in modo non esplosivo, che sia il terreno, il fiume Hudson o la laguna di Venezia, si chiama atterraggio (suppongo equivalga a landing), e questo, per estensione, dovrebbe valere per la Luna, per Marte e per Chury.

  4. 14 novembre 2014 00:56

    Licia:

    @joel, grazie, ho fatto qualche verifica e ammaraggio dovrebbe fare riferimento specifico all’atterraggio di un idrovolante su uno specchio d’acqua ma non di altri aeromobili. Hai anche evidenziato una differenza tra lessico comune (parole) e specialistico (termini):
    – solo atterraggio in contesti tecnici;
    – anche altre parole, incluse neoconiazioni come accometaggio, in contesti discorsivi (e a proposito dell’aereo sull’Hudson, qualcuno a suo tempo aveva usato anche affiumaggio!).