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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Google Translate e l’accesso ai cani

Inglese maccheronico su un cartello del Comune di Milano:

Denied access to dogs

Non credo si tratti di traduzione letterale, fatta parola per parola da una persona, perché chi sa che né accessdogs richiedono l’articolo, a differenza dell’italiano, non può non sapere che in inglese quasi sempre il soggetto (access) deve precedere il verbo (denied). 

È più probabile che si tratti di traduzione automatica, eppure basterebbe qualche piccola accortezza per ottenere un risultato accettabile. Va considerato, ad esempio, che le frasi senza verbo o con verbi di modo indefinito di solito risultano più problematiche e che punteggiatura e maiuscole possono influire sulla traduzione.

Esempi da Google Translate ottenuti ieri:

italiano inglese
vietato l’accesso ai cani denied access to the dogs 
Vietato l’accesso ai cani No entry to the dogs 
Vietato l’accesso ai cani. No dogs allowed. 

.
Dopo la traduzione, la verifica

Con traduzioni di questo tipo è consigliabile una verifica nel motore di ricerca delle frasi ottenute. Spesso è sufficiente il confronto del numero di risultati, dei contesti in cui appaiono ed eventualmente del tipo di immagini associate.

Si vedrà, ad esempio, che la sequenza denied access to (the) dogs, del tutto inadatta per un cartello, ha una frequenza molto bassa e non restituisce alcuna immagine rilevante, ma ha senso all’interno di frasi come the vet was denied access to the dogs. 

No dogs allowed restituisce invece centinaia di migliaia di risultati di testo e nell’anteprima della ricerca per immagini mostra esclusivamente cartelli di divieto di accesso ai cani.

Si può anche fare subito una ricerca per immagini con il testo dell’eventuale cartello (sign):

risultati della ricerca per immagini in Google “no dogs allowed” sign

Mi rendo conto che queste indicazioni sono abbastanza ovvie, però se fossero davvero messe in pratica si potrebbero evitare parecchi errori di traduzione, non solo automatica ma anche opera di chi si improvvisa traduttore verso una seconda lingua, come chi ha tradotto i cartelli e il sito di Trenitalia o i cartelli di ATM a Milano.


Come già accennato in Se la menta parte… e in Traduzione automatica, Google Translate è un sistema di tipo statistico che propone il risultato ritenuto più probabile in base a diversi fattori, tra cui anche la punteggiatura: iniziale minuscola e nessun segno di interpunzione possono suggerire che si tratti di una sequenza all’interno di una frase anziché di un’espressione a sé stante. 

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2 commenti a “Google Translate e l’accesso ai cani”

  1. 23 ottobre 2014 10:10

    Giovanna:

    Francamente non capirò mai questo tipo di errori frutto del traduttore automatico. Dicono che noi traduttori siamo troppo cari, va bene, vuoi risparmiare, ma è tanto difficile chiedere all’amico inglese come si dice vietato l’accesso ai cani? Al giorno d’oggi con i canali di comunicazione a disposizione ci si metterebbe meno che con google translate e il risultato sarebbe meno ridicolo!

  2. 23 ottobre 2014 10:48

    Luigi Muzii:

    Appena verificato:
    Google Translate
    Vietato l’accesso ai cani > No dogs allowed

    Bing
    Vietato l’accesso ai cani > Forbidden access to dogs

    Bing funziona bene se personalizzato.