Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

La mia Giornata proGrammatica

È stato un piacere essere testimone di buona lingua all’IIS Paolo Frisi di Milano per la Giornata proGrammatica 2014 di Radio3, iniziata con il benvenuto davvero caloroso di studenti e insegnanti.

I ragazzi hanno subito dimostrato di avere le idee molto chiare sulla punteggiatura, il tema della giornata: un sistema di segni usati per indicare le relazioni sintattiche e semantiche delle frasi e facilitare la lettura di un testo scritto, rivelandone la struttura. È invece superata, e infatti nessuno l’ha nominata, la concezione dei segni di interpunzione come “pause della respirazione” che ricordo dalle scuole elementari (sono piuttosto “pause per gli occhi”).

Funzioni e usi della punteggiatura

Ci siamo divertiti con vari esempi della funzione segmentatrice della punteggiatura, che può separare elementi della frase per eliminare ambiguità. Due classici:

vivo e vegetovado a mangiare nonna
(ma in Italia settentrionale un lupo o un cannibale andrebbe a mangiare la nonna: meglio localizzare l’esempio e usare un nome proprio)

Abbiamo anche visto esempi della funzione emotivo-intonativa e di quella sintattica della punteggiatura e abbiamo concluso che nell’uso ci sono delle regole di base che non devono essere violate ma anche usi più flessibili che possono variare in base al tipo di testo.

I ragazzi hanno analizzato alcuni loro SMS o messaggi di Whatsapp che ci hanno mostrato, ad esempio, che nella comunicazione digitale prevale l’interpunzione affettiva, quindi punti esclamativi, interrogativi e puntini di sospensione che possono segnalare l’emozione nel momento in cui si prova. Spesso sono usati in accumuli (ad es. !?!!) e appaiono con frequenza maggiore che nei testi tradizionali, mentre mancano quasi del tutto segni come punto e virgola e parentesi. I messaggi dei ragazzi confermano anche che nell’italiano della comunicazione digitale è diventato superfluo il punto a fine frase.

Due punti

Abbiamo quindi riflettuto sulle differenze e le interazioni tra scritto e parlato, raccogliendo le espressioni idiomatiche con segni di interpunzione: tra parentesi, tra virgolette, sottolineare, mettere i puntini sulle i, punto e basta o punto e a capo, senza cambiare una virgola, essere un punto interrogativo, puntini puntini, barra o slash per indicare alternative.

Non ci è venuto in mente nessun uso figurato per i due punti, probabilmente perché è un segno eclettico a cui non è associabile un’unica caratteristica. Da qui è partita la discussione sui due punti, il segno che avevo scelto per la giornata e già descritto qui.

Usi alternativi dei due punti: le emoticon

emoticon occidentaliI due punti, gli occhi delle emoticon tradizionali, sono stati lo spunto per analizzare usi espressivi alternativi della punteggiatura.

I ragazzi mi hanno confermato che non viene più usata una grande varietà di emoticon ma solo le più comuni, che comunque stanno scomparendo soppiantate dalle emoji (ad es. Sorriso e Triste). Se però non ci sono alternative e devono usare i segni di punteggiatura, quasi nessuno di loro include il naso (il trattino).

Sull’argomento ci sono alcuni studi, come ad es. Do You Smile with Your Nose? Stylistic Variation in Twitter Emoticons che per l’inglese americano ha dimostrato che l’assenza di naso non è legata al risparmio dei caratteri, bensì è identificabile con un uso meno standard della lingua (più abbreviazioni, meno attenzione all’ortografia, più parolacce, più simboli) e all’età: i non-noser sono più giovani e/o attenti a non essere associati a comportamenti considerati tradizionali.

Anche gli occhi ottenuti con il segno di uguale possono essere indicativi dell’età: per i ragazzi sono comuni, io invece non credo di conoscere nessuno che li usi. 

emoticon orientaliI ragazzi usano anche diverse emoticon “orizzontali”, cfr. Faccine orientali diversamente orientate, però non quelle che esprimono imbarazzo, invece molto usate in Corea e Giappone qualche anno fa. È stato uno spunto per accennare a differenze culturali anche nell’uso della punteggiatura, come i due segni ¡ e ¿ in spagnolo.

interpunzione espressiva nei fumettiAltri usi espressivi della punteggiatura

Abbiamo giocato anche con la punteggiatura e altri simboli usati nei fumetti per esprimere emozioni o parolacce, come ad es. sequenze quali #$*%@!!  che in inglese si chiamano obscenicon.

Ho poi mostrato alcuni simboli di interpunzione aggiuntivi nati negli Stati Uniti per gestire alcuni aspetti della funzione emotivo-intonativa che non sono esprimibili con la  punteggiatura standard (esempi). Hanno però avuto poco successo, anche perché non sono riproducibili molto facilmente. Discutendo l’eventuale utilità e potenziali nomi italiani, i ragazzi hanno giustamente fatto notare che è poco probabile che si possano affermare, specialmente ora che abbiamo a disposizione emoticon ed emoji.

interrobangIl più noto di questi segni è interrobang, creato per dare enfasi a una domanda e ottenuto dalla combinazione di punto interrogativo ed esclamativo (?!). Il nome inglese è un esempio di parola macedonia formata da interrogation mark e bang, sinonimi meno diffusi di question mark ed exclamation mark. Una ragazza molto attenta agli aspetti linguistici conosceva già il nome che gli è stato dato in italiano, punto esclarrogativo.

Il nostro esercizio di formazione di termini è stato breve perché ha dato spazio al collegamento con Radio3 Scienza, durante il quale ho raccontato dell’incontro con i ragazzi e ho risposto ad alcune domande del conduttore Pietro Greco sul lavoro di terminologo.

In conclusione…

Mi sono proprio divertita con i ragazzi dell’IIS Frisi: molto attenti, partecipi e coinvolgenti, con contributi originali e personali. Come esperta linguistica non avevo mai interagito con studenti della loro età e per me è stata un’esperienza molto positiva che mi piacerebbe ripetere. Un caloroso grazie quindi ai ragazzi e ai loro insegnanti, in particolare la coordinatrice Marta Deambrosis, per il benvenuto e l’attenzione.

E non può mancare un grosso grazie a Cristina Faloci, curatrice della Giornata proGrammatica e di La lingua batte, e alla redazione di Radio3 Scienza per avermi coinvolta in questo progetto.

Il mio intervento si può ascoltare qui.


In #adottaunsegno: due punti i testi consultati per definizioni ed esempi.

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4 commenti a “La mia Giornata proGrammatica”

  1. 21 ottobre 2014 13:57

    dioniso:

    Interessante il discorso dei simboli di interpunzione aggiuntivi.
    Ho girato la domanda anche ai miei contatti:
    http://dionisoo.blogspot.de/2014/10/proposte-per-nuova-punteggiatura.html

  2. 21 ottobre 2014 14:48

    Licia:

    @dioniso, grazie, la discussione mi interessa molto. Aggiungo l’immagine dei segni con i loro nomi originali inglesi, question comma, exclamation comma e irony mark:

    Aggiungo anche una vignetta che ironizza sull’interpunzione affettiva, ricevuta da Ivo Silvestro:

    (due ragazze, una che piange guardando il telefonino) HOW COULD HE TEXT THAT HE LOVES ME WITHOUT INCLUDING AT LEAST ONE EXCLAMATION MARK?
    (via Moderately Confused)

  3. 21 ottobre 2014 16:24

    Anna Laura:

    Deve essere stata una lezione insolita per i ragazzi ma molto interessante! Si potrà ascoltare anche il tuo intervento alla radio?

  4. 21 ottobre 2014 17:30

    Licia:

    @Anna Laura 🙂

    L’intervento si può ascoltare dalla pagina di Radio3 Scienza.