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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Americani, gesti italiani… e rolodex!

In Rolex per 007, Rolodex per le spie NSA avevo scritto “dubito che ora si vedano molti rolodex sulle scrivanie americane”. Sono stata smentita dal video pubblicato qualche giorno fa dal Consolato americano di Milano, dove appare in evidenza proprio un rolodex (0:32). Chissà se viene davvero usato al posto dei computer (Datagate docet!), se è lì solo per fare scena o se addirittura ha un qualche significato simbolico? Non penso che lo saprò mai…

Vedi anche: L’italiano spiegato agli inglesi (gesti e frasi idiomatiche)

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11 commenti a “Americani, gesti italiani… e rolodex!”

  1. 5 luglio 2014 10:16

    Mauro:

    Video di pessimo gusto.
    Saluti,
    Mauro.

  2. 5 luglio 2014 11:11

    Licia:

    @Mauro, è uno dei tanti esempi di come viene vista l’Italia dai non italiani, un aspetto di differenze culturali che mi ha sempre incuriosita. 🙂

  3. 5 luglio 2014 17:39

    Marco:

    @Licia: ci lavora una mia amica, provo a chiederglielo 🙂
    (Sempre che le lo sappia).

  4. 5 luglio 2014 17:55

    Licia:

    @Marco, poi facci sapere (e dille che il video è un’idea molto carina).

  5. 5 luglio 2014 20:33

    Marco:

    @Licia: La mia amica che lavora al Consolato mi ha confermo che il Rolodex è reale, mi ha detto che c’è in qualche ufficio ma non nel suo.
    Le riferirò senz’altro che l’hai trovata un’idea molto carina 🙂

    Avevi visto la versione (precedente a questa del Consolato US) con i modelli di Dolce & Gabbana?
    https://www.youtube.com/watch?v=Hxu50kiDVGc

  6. 6 luglio 2014 00:26

    Licia:

    @Marco, grazie! Divertente anche il video D&G, però si vede che non tutti sono madrelingua 😉

  7. 6 luglio 2014 01:48

    Poggy:

    Personalmente l’ho trovato più simpatico e accurato di molti altri approcci al tema. Ricordo un’intervista a Spike Lee, credo da parte di Pif, dove il regista continuava imperterrito a sostenere che il tipico gesto con la mano a carciofo (con cui ho l’impressione che all’estero ci identifichino, forse sovrapponendolo a quello con schiocco di labbra per dire “delizioso”…) fosse una sorta di asso pigliatutto che può voler dire qualsiasi cosa a seconda del contesto. Invano il nostro tentava di spiegargli che no, significa in maniera piuttosto precisa “che vuoi/che stai dicendo”…

    Tra l’altro ho l’impressione che altri popoli, per esempio francesi o spagnoli, non stiano molto più fermi con le mani (o la testa) di noi; ma forse è solo perché il gesticolare italiano l’ho talmente assimilato che mi risulta invisibile, mentre mi salta all’occhio quello che segue codici diversi.

  8. 6 luglio 2014 22:14

    Licia:

    @Poggy, vero, anch’io a volte ho provato a insegnare gesti italiani ad amici stranieri ma era difficile farli assimilare correttamente! Penso anch’io che non siamo gli unici a muovere molto le mani, ma forse quegli degli altri non sono movimenti codificati come i nostri?

  9. 7 luglio 2014 11:58

    Marco:

    Sono d’accordo con Poggy e Licia, non siamo gli unici a gesticolare (e non lo facciamo tutti in Italia, io ad esempio non gesticolo mai).

    Un tipico movimento delle mani (che personalmente detesto) degli americano è ad esempio quello delle “air quotes” (o “finger quotes”), ciò il gesto del dire qualcosa tra virgolette. Un video di esempio qui: https://www.youtube.com/watch?v=9K13Yhi2760

    A proposito dell’assimilare, ora lo fanno anche alcuni italiani… Già mi innervosisce fatto in USA, figuratevi quando lo vedo qui in Italia 😉

  10. 7 luglio 2014 12:35

    Licia:

    @Marco, anch’io gesticolo poco: avere vissuto all’estero sicuramente ha contribuito a ridurne l’uso, che non avevo molto accentuato neanche prima. Però devo confessare che ero tornata dall’Irlanda con l’abitudine delle virgolette fatte con le dita, e ho fatto MOLTA fatica a perderla (e temo che ogni tanto mi sfugga ancora)!!!

  11. 7 luglio 2014 13:47

    Marco:

    @Licia: visto che hai vissuto all’estero sei perdonata se ogni tanto ti sfugge ancora 🙂