Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

i meme, i memes e i memi

Negli Stati Uniti è stato fatto un sondaggio tra 1100 persone dai 18 ai 45 anni per verificare come vengono chiamati una trentina di concetti legati alle tecnologie digitali, per ciascuno dei quali coesistono più termini.

Ci sono anche esempi di variazioni di pronuncia, tra cui GIF, MySQL, ASCII e meme:

pronuncia di meme per gli americani intervistati per un sondaggio di eBay 

Ho scelto l’esempio di meme perché è un termine adottato anche in italiano come prestito ma con ulteriore variazioni, non solo di pronuncia ma anche di morfologia

Il concetto rappresentato da meme è noto:

[vc. ingl. coniata dal biologo ingl. R. Dawkins (1941-), abbr. di mimeme dal gr. mimē(sis) ‘imitazione’ ☼ 1979 ● unità fondamentale dell'informazione culturale, per es. un'idea o un determinato comportamento, che si trasmette da un individuo a un altro verbalmente o con l'imitazione – Vocabolario Zingarelli 2014

In italiano coesistono quattro pronunce: tre a imitazione di quelle inglesi,  “mim”, “mimi” e “mem”, e quella italianizzata in “meme”. Di conseguenza, vengono usati tre plurali diversi:

1 i meme (plurale invariato, come prevede la regola per i forestierismi)
2 i memes (plurale originale, un uso non corretto dei prestiti)
3 i memi (plurale regolare, grazie all’adattamento al sistema fono-morfologico italiano)

Etimologia e pronuncia

La terza opzione, il prestito integrato con pronuncia italianizzata, è la meno diffusa online ma sarebbe preferibile perché riproduce le analogie sottintese dal termine originale inglese: nel coniarlo, il biologo inglese Richard Dawkins aveva abbreviato mimeme in meme perché assomigliasse a gene ed esprimesse l’idea di qualcosa che si trasmette e si replica facilmente da un individuo a un altro (quindi anche da un mezzo di comunicazione o di espressione a un altro), che subisce mutazioni e selezione e porta così all’evoluzione della cultura di una società, paragonabile a un pool genico.

In inglese la pronuncia corretta è quindi /miːm/, per analogia con /dʒiːn/. Mi auguro che in italiano prevalga il prestito integrato meme /ˈmɛme/, assimilabile a gene /ˈdʒɛne/, con un’evoluzione simile a quella subita dall’anglicismo drone.

Determinologizzazione

Un’altra particolarità del termine meme, sia in inglese che in italiano, è il processo di determinologizzazione che ha subito nella cultura popolare, dove descrive in modo generico vari tipi di contenuto virale, in particolare parodie, come ad es. le reazioni al morso dato dal calciatore Suarez al rivale Chiellini durante la partita Italia-Uruguay. In Generazione meme potete trovare una classificazione di questo tipo di meme per macrocategorie, con approfondimenti e molti esempi, tra cui i LOLcat
.

Vedi anche: Grafia e pronuncia degli anglicismi: drone (un esempio recente, e in controtendenza, di prestito integrato) e Ortografia italiana e prestiti dall’inglese.

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2 commenti a “i meme, i memes e i memi”

  1. 25 giugno 2014 14:06

    Danilo:

    Secondo me in italiano ormai all’accezilne originaria (‘unità fondamentale di informazione culturale’) prevale una nuova legata alla vitalità dell’oggetto, come hai ricordato tu. É un peccato perché così non si capisce il vero significato di memetica.

  2. 25 giugno 2014 16:17

    Licia:

    @Danilo, hai sottolineato un aspetto importante per il lavoro terminologico: gli effetti della determinologizzazione, che complica la distinzione tra lessico generico (parole) e lessico specialistico (termini che identificano concetti specifici usati in ambiti specifici) e spesso “diluisce” il significato del termine originale. In It’s all in the genes: DNA and metaphor ci sono altri esempi in inglese, quasi tutti validi anche per l’italiano; mi vengono in mente anche ecosistema e virale, un aggettivo che ha acquisito connotazioni diverse nel passaggio da un ambito all’altro: non connotato in biologia, negativo in informatica e positivo nell’uso metaforico più recente.