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Notizie pecorecce dall’Irlanda

pink sheepIl Giro d’Italia quest’anno parte dall’Irlanda del Nord (“norn iron” nella pronuncia locale) e tra gli irlandesi c’è grande entusiasmo, tanto che molte pecore sono state addirittura tinte di rosa per l’occasione.

La cosa non mi stupisce: ho vissuto a Dublino alcuni anni e so che in tutta l’isola le pecore fanno notizia, ad es. il mese scorso è diventato virale un video che mostra il rarissimo ibrido nato da una pecora (ewe) di razza irlandese Cheviot ingravidata da un caprone (billy goat). Si è discusso parecchio di come chiamare l’animale, che non è né un capretto (kid) né un agnello (lamb o, più specifico, hogget), ed è prevalsa la parola macedonia geep (goat+sheep) anche perché l’alternativa shoat (sheep+goat) nell’inglese americano identifica già un maialino slattato. 

Del video mi ha fatto sorridere il titolo Ewe gotta be kidding, con i giochi di parole ewe / you e kidding nel doppio significato di “figliare” e di “scherzare”, e che l’allevatore si chiami proprio Pat Murphy, il prototipo dei nomi irlandesi.

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Ieri però i media della Repubblica davano la priorità a un’altra notizia: l’Irlanda non si è qualificata per la finale dell’Eurovision Song Contest. Tragedia: il concorso canoro è l’evento televisivo dell’anno, come ho raccontato qualche anno fa in Eurofestival e “nul points”.

Vedi anche: What’s the craic?

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4 commenti a “Notizie pecorecce dall’Irlanda”

  1. 11 maggio 2014 08:11

    Rose:

    Pecore a parte (carina quella in rosa), nella mia totale ignoranza sportiva, mi chiedo: “Ma perchè il Giro d’Italia parte dall’Irlanda?” E chiamatelo Giro d’Europa, allora, visto che dovrà attraversare altri due o tre paesi. O no?

    Ciao, Licia! 😉

  2. 11 maggio 2014 23:48

    Licia:

    @Rose, dall’Irlanda il Giro si sposta direttamente in Italia; da quello che ho capito ogni due anni parte da un altro paese. Pare che l’Irlanda del Nord (the North) abbia sborsato parecchi milioni di euro per poter ospitare le prime tappe, soprattutto per avere un ritorno in campo turistico (davvero la costa nordorientale è spettacolare) e poi l’Irlanda (the South) si sia aggregata, altro però non so perché a parte l’aspetto “irlandese” non seguo il ciclismo.

    Invece a proposito di Eurofestival e dell’importanza che gli attribuiscono in Irlanda, ecco cos’era in evidenza nella home page dell’Irish Times, il principale quotidiano irlandese, sabato prima della finale (RTÉ è la televisione statale):

    Chissà se faranno anche qualche interrogazione parlamentare! 😉

  3. 12 maggio 2014 16:34

    Nico:

    A proposito di giochi di parole con termini “pecorecci”, consiglio (per chi non lo conosce) la serie inglese “Shaun the sheep”. Alcuni titoli degli episodi sono giochi di parole con termini “ovini” o comunque animali (a partire dal nome del protagonista, che suona come “shorn”, almeno per i non-rhotic).

    Esempi:
    “Off the baa” (“off the bar”, parla di calcio)
    “Sheepwalking” (di sonnambuli)
    “Ewe’ve been framed”
    “Pig swill fly”
    ecc.

  4. 12 maggio 2014 16:54

    Licia:

    @Nico, grazie degli esempi. 😀
    Shaun the sheep mi piace moltissimo, ma ho un debole per tutti i personaggi di Nick Park, anche per tutti i giochi di parole e i rimandi di ogni genere. In un vecchio post, Questioni di pane e di torte (Wallace & Gromit), avevo fatto qualche esempio da A Matter of Loaf and Death.