Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli

Ho già parlato di cartelli della stazione Alta Velocità di Bologna in due post:
Quiz: KISS&RIDE (un anglicismo superfluo e dal significato poco trasparente) 
Toilet(te), una storia movimentata (inglese maccheronico sui cartelli dei Servizi)

Qualche giorno fa non ero di corsa come al solito e così ho potuto notare non solo altri errori ma anche incongruenze nelle diciture, che possono essere diverse a seconda dell’ubicazione dei cartelli. Qualche esempio:

Toilets
Piani –3 (Hall) e  –4 (binari) 
inglese errato: *Services
Piano –2 (KISS&RIDE)
inglese corretto: Toilets 
Polfer Police
Sottopassaggio Stazione Centrale
inglese inesistente: *Polfer
italiano: nome comune Polizia
Piano –2 (KISS&RIDE)
inglese corretto: Police 
italiano: acronimo Polfer
Parking car park
Piano –2 (KISS&RIDE)
inglese errato: *Parking
Sottopassaggio Stazione Centrale  
inglese corretto: Car park 

Traduzioni approssimative

Nelle diciture in inglese ci sono altre imprecisioni, ad es. biglietteria è tradotto con tickets (anziché ticket counter o ticket office) e l’atrio al piano –3 è descritto come trains hall (ma i treni sono al piano inferiore). Per  chi non parla italiano la sigla FS di FS Station è del tutto priva di significato e si nota anche un esempio di inglese americano, elevators (in Europa sarebbe preferibile usare coerentemente solo l’inglese britannico, qui lifts).

Nei nomi composti inglesi viene usato il plurale anziché il singolare nell’elemento nominale con funzione di specificatore (platforms level, platforms entrance, trains hall) e ci sono esempi di mancata corrispondenza di numero in italiano e in inglese (ad esempio biglietterie self service, plurale, in inglese diventa un’unica ticket machine, singolare).

In questi casi la comprensione non è compromessa ma a chi conosce l’inglese viene comunicata approssimazione e sciatteria

Problemi di simboli

Si notano anche incongruenze nell’uso dei pittogrammi. La più vistosa è quella del simbolo associato alla SALA blu, che in un cartello è interpretabile come spazio destinato a persone a ridotta mobilità e in un altro come spazio per attività di pubblica sicurezza:

Sala blu sottopassaggio Sala Blu -4
Sottopassaggio Stazione Centrale Piano –4 (binari)

Aggiornamento ottobre 2014 – Simboli incongruenti anche sui nuovi pannelli apparsi sulle pareti della stazione Alta Velocità, descritti in Come si dice Kiss & Ride in inglese?!?

Kiss & Ride taxi
Piano –3 (atrio passeggeri) Piano 4 (binari)

Gestione della terminologia

Mi sono soffermata su questi esempi perché evidenziano l’importanza della gestione della terminologia all’interno di un’azienda, anche in contesti esclusivamente monolingui e per termini in apparenza banali.

Come descritto in Ciaspole, ciaspe, racchette da neve… e racchettoni, la gestione della terminologia porta a maggiore standardizzazione e quindi a semplificazione, riduzione delle ambiguità e traduzioni più accurate*, riutilizzabili ogni volta che ce ne sia bisogno. I database terminologici consentono inoltre di aggiungere immagini e contesto visivo, una funzionalità che in casi come questi aiuterebbe ad evitare di usare i simboli errati. 

I cartelli della stazione AV di Bologna danno invece l’impressione che all’interno delle Ferrovie dello Stato non ci sia nessun tipo di gestione terminologica e che i cartelli vengano rifatti ogni volta che ce n’è bisogno, quindi da persone diverse in momenti diversi, con inevitabili incongruenze, per non parlare dei costi aggiuntivi.
.

Altri esempi di incongruenze terminologiche ferroviarie in Alta velocità Trenitalia: vietato parlare di guasti! e in Divieti di Trenitalia: NO TRESPASSING (nuovo).
.

* ovviamente la gestione della terminologia non va affidata a traduttori improvvisati che pensano che in inglese si dica compliments o traducono fuori servizio con outside service.

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8 commenti a “Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli”

  1. 4 maggio 2014 09:49

    Lorenzo:

    Finalmente qualcuno che nota e annota tutto ciò!
    Trovo davvero incredibile come a Trenitalia non siano neppure capaci non dico di affidarsi a traduttori professionisti, ma almeno di consultare un dizionario.

    Segnalo anche una topica che ti è sfuggita ed è la prima che ho notato visitando la ‘nuova stazione’: sono riusciti a tradurre ‘scale mobili’ con ‘stairs’ anzichè escalators.

    Un saluto da Cracovia dove una nuova stazione senza AV e con solo 6 binari è tre o quattro volte più grande di quella di Bologna oltre ad essere collegata con l’autostazione e a un centro commerciale con centinaia fra negozi, bar, supermercati e ristoranti. Ricordo come la ‘nuova stazione’ di Trenitalia non abbia un singolo esercizio commerciale prestandosi quindi a degrado diurno e notturno.

    Segnalo inoltre che nella stazione della autoproclamatasi ‘food town’ bolognese l’unico punto ristoro dove sia possibile sedersi – non sempre – sia McDonalds. Anche da questi particolari si giudica un ‘progetto’ fallimentare non solo per mancanza di fondi, ma per assenza di capacità da parte dei cosiddetti vertici di Trenitalia.

  2. 4 maggio 2014 11:53

    Licia:

    @Lorenzo, grazie. L’esempio di scale mobili è un’ulteriore conferma non solo dell’inglese maccheronico ma anche delle incongruenze perché altrove, ad es. sul pannello del piano –3 (foto qui), è usato correttamente escalators. Viene davvero da pensare che se le indicazioni vengono gestite con così tanta approssimazione (e con così tanti sprechi, perché la mancata standardizzazione sembra indicare che ogni volta si riscriva e si ritraduca da zero, con costi aggiuntivi), chissà tutto il resto.

    A proposito di incoerenze, proprio ieri alla stazione di Milano Rogoredo ho notato che sui pulsanti e sui display interni ed esterni degli ascensori i piani sono denominati –1 quello del sottopassaggio e 0 quello dei binari, mentre sui cartelli accanto all’ascensore sono denominati 0 il piano inferiore e 1 quello superiore. L’incongruenza crea confusione, ad es. se sul display appare 0 e ci si trova al piano indicato come 0, ci si aspetta che appena si preme il pulsante si apra la porta, e invece non succede perché l’ascensore si trova a un altro piano e si ha l’impressione che non funzioni (ci vuole abbastanza tempo prima che arrivi al piano dopo la chiamata); foto qui.


    Ne approfitto per aggiungere altri esempi di traduzioni inglesi imbarazzanti:

    L’inglese di ATM: idea per storia dell’orrore
    Fiera Milano premia gli esibizionisti
    Expo 2015: Foody & friends

  3. 4 maggio 2014 19:16

    Renata:

    All’inaugurazione della stazione c’era anche il cartello PARCEGGIO
    http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/06/12/903200-cartello-stazione-sbagliato.shtml

  4. 5 maggio 2014 09:46

    Licia:

    @Renata, grazie, verrebbe da dire “incredibile” se non ci fosse la foto!!!

  5. 6 maggio 2014 12:12

    Mara:

    Licia, se ti capita di fare un salto a Bologna e prendere un autobus, ti prego leggi anche le regole di viaggio e le istruzioni sulle macchinette in versione “inglese”. Anche in quel caso ci sarebbe da svenire….

    M

  6. 6 maggio 2014 12:21

    Paolo:

    Fino a poco tempo fa sui Frecciarossa c’era l’informazione che le carrozze di seconda classe erano “2st” qualcosa, quindi direi che sono migliorati, di poco ma migliorati.

  7. 6 maggio 2014 16:14

    Licia:

    @Mara, pare che anche l’inglese delle macchinette di Milano (ATM) lasci alquanto a desiderare, ma nella fretta mi dimentico sempre di guardare. Ma la tua raccolta in Danni da traduttore automatico in mano a incompetenti (senza offesa) mi pare quasi insuperabile!

    @Paolo, eh già!! 😉

  8. 13 maggio 2014 10:56

    Licia:

    Aggiungo un altro esempio visto su Twitter: