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Comunicazione vestimentaria: overfashion

Overfashion, la rivoluzione delle top model con le curveUno pseudoprestito è una parola che ha l’aspetto di un prestito ma che nella lingua di origine ha un altro significato o addirittura non esiste, come overfashion in inglese.

Ho scoperto che si tratta di un concetto made in Italy che dà il titolo a una pubblicazione accademica, Overfashion. Nuove prospettive per la moda nella società che ingrassa.

Dall’introduzione: manca un’offerta di abbigliamento plus-size che consenta alla popolazione sovrappeso un uso altrettanto ricco della comunicazione vestimentaria quale quello di cui dispone la popolazione “normale”. Manca, appunto, un’overfashion. […]  Col neologismo “overfashion” vogliamo alludere a una moda che sia in grado di rispondere alle esigenze […] degli uomini obesi e delle donne sovrappeso e obese, con un’offerta qualitativamente e quantitativamente diversa da quella dell’attuale moda plus-size.

Non so nulla di comunicazione vestimentaria e mi limito a una considerazione lessicale: overfashion mi pare una parola malformata e un pessimo esempio di itanglese.

Overfashion: derivazione o parola macedonia?

Se la parola overfashion è nata per derivazione, si fatica a capire cosa possa voler significare perché il prefisso over- si  usa per indicare qualcosa che va oltre, al di là (ad esempio rispetto a uno standard: oversize, overtime, overbooking, overdose), oppure che sta al di fuori o al di sopra di qualcos’altro (ad es. overcoat, soprabito o cappotto).

Se invece overfashion è stata concepita come parola macedonia, creata dalla fusione di oversize+fashion, appare comunque malformata perché ottenuta con un meccanismo tipico dell’italiano, l’unione della parte iniziale di una parola con una seconda parola che invece rimane intatta (ad es. mandarancio da mandarino+arancio), mentre in inglese viene privilegiata la composizione con la parte iniziale della prima parola e la parte finale della seconda parola (ad es. motel da motor+hotel), e la fusione deve risultare bilanciata.

Il neologismo overfashion non mi convince affatto. Come per CHEESE NIC, in questi casi la categoria pseudoprestiti non mi sembra sufficiente e forse ne andrebbe inventata una nuova: inglese farlocco.
.

Aggiornamento – L’editore, a cui ho segnalato il post, ha contattato gli autori che hanno dato questa spiegazione:

Mah!


Vedi anche: un look ancora più fashion (a proposito di itanglese, sicuramente avrete notato che le donne che una volta erano formose ora sono diventate curvy…).

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7 commenti a “Comunicazione vestimentaria: overfashion

  1. 23 aprile 2014 11:40

    Marco:

    Anche a me non piace, ipotizzo però che derivi da overweight fashion.

  2. 23 aprile 2014 11:45

    Licia:

    @Marco, hai sicuramente ragione, ed è anche la conferma che se davvero si tratta di parola macedonia, non è molto trasparente.

  3. 23 aprile 2014 11:58

    Mauro:

    Un tipico pseudoprestito lo abbiamo qui in Germania: “Handy”.
    In inglese è aggettivo e significa maneggevole, in tedesco è diventato sostantivo e significa telefono cellulare.
    Saluti,
    Mauro.

  4. 23 aprile 2014 12:07

    Licia:

    @Mauro, aggiungo public viewing e bodybag che in tedesco (o meglio, Denglish o Denglisch) hanno significato molto meno funereo che in inglese: il ritrovo pubblico per vedere un evento sportivo su maxischermo e la borsa tipo zaino ma con un unico spallaccio diagonale in tedesco, l’esposizione della salma (camera ardente di una persona nota) e un involucro per salme in inglese.

  5. 23 aprile 2014 18:08

    Riccardo Schiaffino:

    Licia,

    Ma non ti aspetterai mica che qualcuno che usa un mostriciattolo itanglese come “abbigliamento plus-size” abbia la sensibilità linguistica di creare un neologismo fatto come si deve (sempre che fosse necessario farlo)?

    In italiano quell'”abbigliamento plus-size” sarebbero le “taglie forti”.

  6. 23 aprile 2014 18:40

    Mauro:

    Su body bag ti devo correggere: per la maggioranza dei tedeschi è il sacco per la salma. Fidati, in Germania ci vivo 😉

  7. 23 aprile 2014 22:28

    Licia:

    @Mauro, grazie per la precisazione. È uno degli esempi più ricorrenti negli elenchi di Denglisch: bisognerà aggiornarli, e anche la voce di Wikipedia  😉

    @Riccardo, ho aggiornato il post con la risposta dell’editore, che ha contattato direttamente gli autori:

    Si tratta però di un testo accademico, quindi immagino con un pubblico selezionato, e quindi questa spiegazione non mi convince molto, anche perché presume conoscenze dell’inglese solo elementari da parte dei lettori.