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Da selfie a selfare / selfarsi

È nato il verbo selfare, “fare un selfie”. Si direbbe un verbo intransitivo (ad es. selfa sempre) che funziona come transitivo solo quando usato riflessivamente (ad es. mi sono selfato).

Do you take a lot of selfies?

Esempi d’uso: selfano tutti, selfo anch’io; mai selfato in vita mia; oggi abbiamo selfato di brutto; se selfa mia nonna, mi selfo pure io! Dai, selfati! Mi si nota di più se mi selfo o se non mi selfo?

Pare coerente con il significato originario di selfie, che ho descritto l’anno scorso come una foto con queste caratteristiche:   
1 chi scatta è anche il soggetto (autoscatto)
2 è fatta con uno smartphone (allungando il braccio davanti a sé) o con una webcam
3 viene condivisa su un social network. 

Evoluzione di selfie in inglese

Intanto in inglese la parola selfie ha già subito un’evoluzione, al punto che la caratteristica 1, che le ha dato il nome, pare non sia più distintiva. Il significato sta cambiando da “foto di se stessi (self)” a “foto di qualcuno fatta con uno smartphone [per essere] condivisa su un social network” (3 + 2 ma meno specifico).

Esempi – Language Log racconta di due turiste americane di una certa età viste porgere uno smartphone a un passante e chiedergli se poteva scattare un selfie di loro due; The Atlantic fa notare che la famosa foto di gruppo della notte degli Oscar è stata descritta come selfie (anziché group selfie o ussie/usie) ma non è stata scattata dalla proprietaria del telefono; questo tweet invece fa pensare che la presenza nella foto di chi la scatta non sia più necessaria: Do you sing in a ‘#choir? Tweet us a #selfie of you and/or your choir […]”

striscia Diesel Sweeties

Il linguista Ben Zimmer descrive le parole che subiscono questi slittamenti di significato come anachronym, "a word or phrase that remains in usage even as behaviors change”.

Selfie in italiano

Sembra che questo cambiamento sia in atto anche in italiano: sempre più spesso le foto identificate come selfie raffigurano più persone, e il verbo riflessivo selfarsi fa supporre che oltre a se stessi si possa selfare anche qualcun altro. Influenza dell’inglese o evoluzione naturale e indipendente?

Difficile dirlo, mi pare però una conferma, seppure indiretta, all’osservazione dell’Accademia della Crusca che in ogni caso selfie rappresenta un concetto nuovo: “Non siamo qui di fronte, come sembra a prima vista, a un prestito “di lusso”, ossia un prestito per il quale esisterebbe già un traducente italiano. Selfie non è un sinonimo perfetto di autoscatto (in nessuno dei suoi due sensi di ‘dispositivo per far scattare con ritardo una macchina fotografica’ e di ‘fotografia in cui chi scatta è anche il soggetto’), come del resto in inglese non lo è di automatic shutter release né di self-shot o self-portrait […]”.
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Vedi anche: Selfie parola dell’anno 2013 e Piacciare, favvare, pinnare, lovvare…


Aggiornamento luglio 2014 – L’evoluzione e lo slittamento di significato di selfie, non più esclusivamente un autoscatto di se stessi, sono ulteriormente confermati da metaselfie, una foto fatta a chi o con chi sta facendo un selfie (anche per metaselfie l’origine viene fatta risalire all’ormai famosissimo selfie della notte degli Oscar). Un esempio italiano:



Vignette: Bizarro Comics e Diesel Sweeties

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3 commenti a “Da selfie a selfare / selfarsi

  1. 16 aprile 2014 13:42

    dioniso:

    A me, proprio così a orecchio, senza pensarci troppo, mi sarebbe venuto da usare il verbo in maniera riflessiva. Anche se dal punto di vista logico non ha molto senso.
    Visto che mi trovo a commentare ne approfitto per chiederti/vi una domanda relativa a una certa tendenza che mi pare di osservare in qualche amico o conoscente. Vi è capitato di sentire usare iper- o super- come prefissi in sostituzione al superlativo assoluto degli aggettivi? Sul calco di iperattivo: iperimpegnato, supersimpatico, ecc.

  2. 16 aprile 2014 16:33

    Licia:

    @dioniso, a proposito, anche in inglese non poteva mancare il verbo, con le forme selfied e selfying. In italiano anche secondo me viene più naturale la forma riflessiva perché non è una parola trasparente come invece in inglese.

    L’usoiper- e super- con gli aggettivi per renderli più enfatici credo sia legato a fattori diastratici, in particolare l’età.

  3. 16 aprile 2014 23:21

    dioniso:

    Sì, sicuramente l’età. Ma forse anche il grado di “mediasocializzazione”. Infatti alcuni dei suddetti conoscenti non li definirei più degli ipergiovani :-)